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Grande successo per la “Sfilata di moda etica” che valorizza l’inventiva delle persone a rischio marginalità

Tre realtà del sociale hanno esposto i prodotti realizzati all’interno dei loro laboratori con materiali ecosostenibili e riciclabili. L’organizzatrice Emanuela Skulina: “Abbiamo voluto dimostrare come un bell’oggetto possa essere sinonimo di inclusività, anziché escludere come a volte tende a fare la moda”

Di Tiziano Grottolo - 08 settembre 2019 - 13:58

ROVERETO. Saper ribaltare le prospettive e non fermarsi alle apparenze sono condizioni utili per poter superare gli stereotipi che ancora permeano la nostra società. Allo stesso tempo sono concetti indispensabili per chi lavora nel sociale e in contesti di marginalità.

 

È così che tre cooperative sociali hanno deciso di unire le loro forze per dare vita a una “Sfilata di moda etica” andata in scena venerdì scorso all’interno della magnifica cornice del ristorante “Le Formichine” laboratorio di cucina solidale, fiore all’occhiello della fondazione Famiglia Materna e che al suo interno da spazio a progetti per l’inserimento lavorativo di persone a rischio di marginalità sociale.

 

“Abbiamo voluto dimostrare come un bell’oggetto possa essere sinonimo di inclusività, anziché escludere come a volte tende a fare la moda” spiega Emanuela Skulina organizzatrice dell’evento. Aiutata nel suo compito dal direttore della cooperativa Iter Paolo Mazzurana e il responsabile del laboratorio di Punto d’approdo Gianluca Magagni.

 

 

Durante la sfilata è stata presentata la nuova collezione autunno-inverno di borse ecosostenibili prodotte dai laboratori della Cooperativa Sociale Iter. Indossatrici d’eccezione per un giorno sono state le ragazze coinvolte nei vari laboratori sociali.

 

Gli artigiani che hanno realizzato le borse amano definirsi “specialmente abili”, all’interno dei laboratori di Iter infatti al fianco delle attività di socializzazione si impara anche a cucire per arrivare ad acquisire competenze utili per il futuro reinserimento lavorativo di persone diversamente abili.

 

Le borse realizzate dai ragazzi e dalle ragazze di Iter sono il frutto della lavorazione di materie di scarto o riciclate come cinture di sicurezza, teloni pubblicitari oppure frutto delle donazioni di aziende tessili che chiudono i battenti o che si vogliono disfare di scarti di produzione.

 

“Il filo conduttore dell’evento – continua Skulina – è che si tratta di prodotti e belli ma soprattutto sostenibili sia dal punto di vista ambientale ma anche da quello sociale perché fatti valorizzando il lavoro delle persone che talvolta rischiano di essere rilegate ai margini”.

 

È proprio con questo spirito che accanto alle borse è stata presentata la linea di bottiglie di vetro ‘Gluck’, corredate di rivestimento in stoffa e feltro naturali per renderle più simili a delle thermos e costruite dai lavoratori della Cooperativa Sociale Punto d’Approdo. Le bottiglie sono tutte diverse l'una dall’altra e anche in questo caso sono realizzate con materiali ecosostenibili e riciclabili al 100%.

 

Infine nello stesso contesto è stata presentati i prodotti per il corpo a chilometro zero, creati nel laboratorio ‘Le Formichine’. Queste creme nascono dalle materie prime coltivate nell’orto, nel bosco della città di Rovereto, all’interno del progetto Orti in bosco.

 

Lo stesso progetto dal quale provengono gran parte degli ingredienti alla base delle varie pietanze preparate nel ristorante delle Formichine, nell'orto si porta avanti un apprendimento sia educativo che lavorativo coinvolgendo donne, studenti, agricoltori, richiedenti asilo, esperti e cittadini. “In questo modo – ha sottolineato sempre Skulina – i nostri progetti ripagano anche economicamente i costi dell’intervento sociale, oltre a favorire il reinserimento lavorativo di tante donne residenti in Vallagarina".

 

La risposta del pubblico alla "Sfilata di moda etica" è andata ben oltre e aspettative degli organizzatori tanto da convincerli a riproporre un evento simile anche per la prossima primavera. Nel frattempo chi volesse provare alcuni di questi prodotti potrà trovare le bottiglie e i prodotti per il corpo al caffè-bottega “La Corte” di Famiglia Materna, mentre le borse rimangono al negozio “Né più né meno” della cooperativa Iter.

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