I vaccini paragonati all'Olocausto. Il manifesto shock(o) adesso gira anche per Trento
La vela pubblicitaria è apparsa a Trento Nord. Mette a confronto le leggi razziali, che hanno causato la morte di 1,5 milioni di bambini, e le leggi per aumentare la copertura vaccinale, che i bambini li salvano

TRENTO. ''Non ariano'' e ''non vaccinato''; il bambino ebreo e quello di oggi i cui genitori scelgono, per lui, di non proteggerlo con i vaccini. Il paragone fa gelare il sangue eppure è questa la strategia comunicativa scelta dai No Vax di ''SiAmo'' per ribadire il loro ''no'' alla legge sull'obbligo vaccinale. Questa mattina la vela pubblicitaria è apparsa a Trento Nord girando nella zona del Top Center e lasciando di stucco le persone che si trovavano lungo la sua strada. In alto la scritta ''La storia si ripete'' e più sotto il doppio blocco, con sulla destra il bambino ''non ariano'' con stella di David e divisa di un campo di concentramento; nell'altro una bambina dei giorni d'oggi di spalle e la scritta ''non vaccinato''.

Più sopra la ''teoria della superiorità della razza'' messa a confronto con la ''teoria dell'immunità di gregge vaccinale''. Il tutto per creare una sorta di farneticante parallelismo tra quel che è successo dal '39 al '45 in Europa, con circa 1,5 milioni di bambini mandati a morire tra camere a gas, torture, esecuzioni di massa, fame e malattie e quel che è successo recentemente con le leggi tese ad aumentare la copertura vaccinale e quindi a evitare che i bambini si ammalino rendendo la comunità più protetta in termini di salute.
Infine la frase ''ma qual è lo studio scientifico che conferma queste teorie discriminatorie?'' come se ce ne dovesse essere uno che le contiene entrambe. La risposta è scontata: ovviamente nessuno perché a nessuno verrebbe in mente di mettere a confronto una legge vergogna, un abominio storico che ha macchiato l'umanità indelebilmente, con una legge di salute pubblica. Ma oggi giorno c'è anche questo. L'hashtag usato è tutto un programma: #vaccinazismo #NonRipetiamoGliOrrori. Ecco: cominciamo a non far girare per le strade certe cose, a proposito di orrori e di errori.





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