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Il Trentino arbitro del Giro d'Italia, presentate le tappe: ''Simbolo di rinascita del territorio dopo il maltempo, il Manghen quasi pronto''

In 102 edizioni la corsa rosa ha scoperto il Trentino 158 volte: 71 partenze, 72 arrivi e 15 tappe con partenza e arrivo. Trentino Marketing: "Il Giro d’Italia è una grande cartolina che lancia la stagione estiva". L'assessore Failoni: "L’attuale Giunta provinciale crede fortemente nel Giro d’Italia e noi saremo sempre disponibili per i prossimi quattro anni"

Di Luca Andreazza - 12 febbraio 2019 - 17:11

TRENTO. "Il Giro d’Italia è una grande cartolina che lancia la stagione estiva", dice Maurizio Rossini, Ceo di Trentino Marketing, che aggiunge: "Il sistema del turismo trentino riconosce in questo grande evento un canale importantissimo di promozione per far conoscere il nostro territorio un po’ a tutto il mondo".

 

In 102 edizioni la corsa rosa ha scoperto il Trentino 158 volte: 71 partenze, 72 arrivi e 15 tappe con partenza e arrivo. Un binomio Trentino e ciclismo in tutte le sue forme che ogni anno cresce. E il passaggio del Giro è sempre un evento nell'evento. "E' anche una grande macchina organizzativa - evidenzia il numero uno di Trentino Marketing - che porta sul territorio un importante indotto: sono oltre 2 mila le persone che per tre giorni soggiornano in Trentino. Un onore poi essere il palcoscenico della fase finale del Giro: sulle nostre strade si disegnerà la classifica finale per un grande valore di audience".

 

"Siamo stati impegnati - spiega Mauro Vegni, direttore della kermesse rosa - in un grande lavoro di internazionalizzazione della manifestazione e di questa maggiore riconoscibilità vediamo i risultati: in 15 anni siamo passati da 40 a circa 200 paesi collegati, siamo tra gli eventi mediatici più importanti al mondo con oltre 10 milioni di spettatori sulle strade, 2.500 giornalisti accreditati, oltre 8 milioni di spettatori televisivi, ben 100 ore di trasmissioni tv, 2, 5 milioni quelli che ci seguono sui social. Anche questo sarà un Giro importante".

 

La caccia alla maglia rosa conquistata l'estate scorsa da Chris Froome entrerà nel vivo nella parte finale del Giro d'Italia 2019, una corsa che potrebbe spaccarsi proprio nella terza settimana, quando arrivano anche le tappe trentine. Un Giro che mostra un equilibrio tra cronometro e montagne. Se sulla carta le salite non mancano tra ascese inedite e mostri sacri come Gavia e Mortirolo, le gare contro il tempo aprono e chiudono la kermesse. 

 

Sono 3.518,50 i chilometri totali del prossimo Giro d'Italia 102, tre cronometro individuali, 6 tappe adatte per i velocisti, 7 prove di media difficoltà e 5 frazioni difficili. Questo l'identikit della corsa rosa 2019, che quest'anno parte da Bologna e l'unico sconfinamento all'estero è quello di San Marino.

 

Una carovana rosa che diventa simbolo della rinascita dopo l'ondata di maltempo, le tappe trentine attraversano alcune zone, tra le più bersagliate, dai disastri come la Val di Sole e la zona di San Martino di Castrozza, senza dimenticare i luoghi della storia italiana, come i passaggi per ricordare il "genio" di Leonardo da Vinci, il giornalista Indro Montanelli a 110 anni dalla nascita in quel di Fucecchio e l'arrivo a Pesaro per il grande compositore Gioacchino Rossini.

 

Ma sarà l'ultima settimana a scaldare il Giro. Si parte, martedì 28 maggio, nella frazione da Lovere a Ponte di Legno: un tappone alpino di 226 chilometri e 5.700 metri di dislivello per scalare passo Presolana, Croce di Salven, Gavia e il temibile Mortirolo dal versante di Mazzo di Valtellina.

 

Ecco quindi il Trentino: la tappa numero diciassette si muove da Commezzadura e prevede subito la discesa in Val di Sole fino al Mendola. Da lì giù verso Bolzano e la risalita verso la Valle dell’Isarco. Dopo Bressanone e la Val Pusteria, la strada sale ancora a Naz e Terento, prima della lunga ascesa finale fino a Anterselva.

 

Spazio poi alla frazione Valdaora-Santa Maria di Sala, tappa pianeggiante che, attraverso Cortina d’Ampezzo, Longarone, Alpago, Vittorio Veneto, Conegliano e Noale, porta alla volata finale, salvo sorpreso. Si ritorna in Trentino per la Treviso-San Martino di Castrozza, prova numero 19. Tappa breve ma arrivo in salita. La prima parte è mossa con le salite di Montello e passo San Boldo prima dell’ascesa finale: arrivo in salita di pendenza non elevata adatto a passisti scalatori.

 

Il 1 giugno il tappone dolomitico di oltre 5.000 metri di dislivello: la carovana si trova al cospetto di cima Campo, passo Manghen, passo Rolle e Croce d’Aune-Monte Avena. Questi gli ingredienti prima della crono finale a Verona. "Pensiamo - aggiunge Vegni - a predisporre un riconoscimento speciale nel corso della tappa per quanti sono all'opera per rendere percorribile il Manghen".

 

Il punto sullo stato dell'arte è stato fatto dall'ingegnere Paolo Nicolussi Polaz del Servizio opere stradali e ferroviarie della Provincia. "Nei giorni immediatamente successivi - ricorda - ci siamo trovati una situazione davvero drammatica. I circa 30 chilometri di provinciale erano devastati in vari punti. Inoltre oltre 5 chilometri di strada erano stati invasi completamente dagli schianti, impossibili anche da percorrere. La nostra gara è partita in quel momento e all’inizio sembrava impensabile pensare di far transitare il Giro il primo di giugno. Ci siamo attivati con vari contratti di somma urgenza per circa 5 milioni di interventi e nonostante le difficoltà dovute alle temperature e all’ambiente montano stiamo operando al meglio. Siamo oltre il 60% degli interventi e ora vediamo il traguardo".

 

Insomma, il grande ciclismo ha già lanciato la volata per raggiungere il Trentino. "Ancora una volta - evidenzia l'assessore Roberto Failoni - il connubio sport e turismo si rivela imprescindibile per la promozione del nostro territorio. Abbiamo una grande occasione per presentare un Trentino che si è immediatamente risollevato. Dopo la Val di Sole la nuova grande sfida è proprio il passo Manghen e il merito è tutto degli uomini straordinari del Servizio strade e di tutte le aziende al lavoro anche in condizioni ambientali disagiate. Questa sfida è prossima ad essere vinta e questo è motivo di orgoglio per dimostrare a tutta l’Italia che il Trentino nei momenti di difficoltà riesce a risollevarsi e a presentarsi ancora meglio di prima".

 

Come accaduto per il Festival dello Sport, immancabile la dichiarazione d'amore dell'assessore per la corsa rosa: "L’attuale Giunta provinciale - conclude Failoni - crede fortemente nel Giro d’Italia e quindi se il direttore Vegni vuole noi saremo sempre disponibili per i prossimi quattro anni".

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