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L'Adige stamperà a Bolzano insieme ai 'cugini' di Trentino e Alto Adige e chiuderà l'unica rotativa provinciale. I sindacati: ''Stato di agitazione''

Le ''macchine'' di Spini di Gardolo, dove lavorano in 8, si spegneranno a metà marzo e se ne andrà così un pezzo di storia locale. I sindacati: ''Vogliamo coinvolgere la popolazione, i lettori dei giornali in questione, sui rischi di monopolio. La politica su questo tema deve intervenire''

I poligrafici dell'Adige
Di Nereo Pederzolli - 28 febbraio 2019 - 19:40

TRENTO. '‘Visto! Ma si stampi a Bolzano!’'. Poligrafici trentini in agitazione contro la decisione del Gruppo Editoriale Athesia di chiudere la tipografia di Gardolo – dove si stampa il quotidiano ‘L’Adige’ – per muovere solo in riva al Talvera le rotative che sfornano i giornali del neo colosso editoriale sudtirolese, da qualche mese proprietario (di fatto) di tutte le più autorevoli testate cartacee della regione, Trentino, Adige, Alto Adige, Dolomiten, periodici vari, emittenti radiofoniche comprese.

 

Così L’Adige non solo avrà lo stesso direttore – Alberto Faustini (QUI ARTICOLO) – ma sarà una sorta di fac simile pure dell’Alto Adige, in altrettanta sintonia grafico/editoriale con il quotidiano ‘Trentino’.(che da domani aumenta il prezzo in edicola e raggiunge il suo 'cugino' L'Adige a quota 1,50 euro). Immediata la presa di posizione dei sindacati trentini che denunciano non solo la messa a rischio dei livelli occupazionali – 8 poligrafici dovrebbero trasferirsi a Bolzano – ma pongono interrogativi per la ‘concentrazione di potere’ legata proprio alla strategia editoriale del Gruppo Athesia. ''Stato d’agitazione per difendere la tipografia dove da anni si stampa l’Adige, per rispettare le condizioni esistenziali, familiari e professionale delle maestranze – ha ribadito in una conferenza stampa alla Uil di Trento – ma anche per garantire autonomia alle redazioni giornalistiche''. Per non omologare – adottando grafica e foliazione – l’informazione stessa.

 

Lorenzo Pomini, della Cisl è stato ancora più deciso: ''E’ mancata una cordata d’imprenditori trentini che si facesse carico dell’autonomia del quotidiano di Trento. Non hanno rilevato il giornale di via Missioni Africane, facilitando la concentrazione delle testate. Di fatto in mano ad un solo proprietario. Come garantire ora maggiore pluralità?''. Sulla stessa linea pure Claudia Loro della Cgil. ''C’è un monopolio e questo crea delle preoccupazioni. Per la politica, per i giornalisti, per la popolazione stessa. Non giova al territorio''. E rimarca come l’imprenditorialità locale sia stata sorda alle legittime strategie editoriale dei ‘cugini di Bolzano’. ''Traferire a nord il Centro Stampa Sie di Gardolo ha pesanti ripercussioni sulla qualità della vita dei lavoratori e viene a mancare un patrimonio tecnologico di valore'', sottolinea ancora l’esponente Cgil.

 

I poligrafici presenti all’incontro spiegano come la scelta d’imporre una fogliazione massima di 48 pagine composta da due dorsi – standard editoriale in voga all’Athesia per tutti i suoi quotidiani – potrebbe snaturare la struttura del giornale. Anche dal punto di vista fisico e del contenuto, mettendo a rischio i livelli occupazionali sia della redazione che dell’area prestampa. ''Noi vogliamo coinvolgere la popolazione, i lettori dei giornali in questione, sui rischi di monopolio. La politica su questo tema deve intervenire. Non tanto la Giunta Provinciale di Trento, ma il Consiglio regionale. Senza tralasciare diritti e salario dei poligrafici coinvolti in questo trasloco''. 

 

Alan Tancredi è il delegato Uil che a ilDolomiti spiega come con lo stato d’agitazione si attuerà il blocco immediato di tutte le forme di flessibilità e straordinari per i lavoratori che fino a metà marzo stamperanno ancora L’Adige nella tipografica trentina. Dove oltre al quotidiano le rotative ‘giravano’ copie di storiche testate locali, Vita Trentina su tutte. Settimanale che quindi sarà stampato altrove, probabilmente a Brescia. Sempre secondo CGIL-CISL e UIL del Trentino l’analisi dell’ultimo bilancio del Centro stampa di Gardolo mostra risultati più che positivi, con aumento dei ricavi sul venduto e sul mercato pubblicitario, in controtendenza rispetto l’andamento nazionale dell’editoria.

 

Di conseguenza non si giustifica una tale operazione. ''E’ quindi forte convinzione che l’interesse alla base della riorganizzazione – si legge nel comunicato sindacale – sia un mero calcolo ragionieristico atto a massimizzare i ricavi''.

 

 

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