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Le nuove frontiere della legalità, due classi del liceo Martino Martini di Mezzolombardo coinvolte in un’esperienza nel cuore di Napoli

Il viaggio, tappa conclusiva di un progetto interdisciplinare, ha portato gli studenti trentini nelle periferie di Napoli, tra associazioni e fondazioni che operano in un contesto di forte conflittualità e disagio sociale impegnandosi in prima linea per trasformare zone e quartieri dimenticati in straordinari luoghi di bellezza e inclusione

Pubblicato il - 14 aprile 2019 - 21:49

TRENTO. "Partire dalla persone è l’unica strada percorribile per capire fenomeni complessi come la microcriminalità giovanile e la migrazione", sono le parole di un educatore di Officine Gomitoli di Napoli, associazione che nel cuore della città si confronta quotidianamente con le difficoltà legate all’accoglienza e all’inserimento di ragazzi stranieri. 

 

Frase che riassume perfettamente lo spirito del viaggio “sociale” intrapreso in questi giorni (dal 10 al 13 aprile) da due classi del Liceo delle scienze umane Martino Martini di Mezzolombardo. Il viaggio, tappa conclusiva di un progetto interdisciplinare dal titolo “Le nuove frontiere della legalità” ideato dalla docente Maria Giovanna Franch, ha portato gli studenti trentini nelle periferie di Napoli, tra associazioni e fondazioni che operano in un contesto di forte conflittualità e disagio sociale impegnandosi in prima linea per trasformare zone e quartieri dimenticati in straordinari luoghi di bellezza e inclusione. 

 

Oltre agli incontri alle Officine Gomitoli, presidio di accoglienza e formazione sui temi legati a cittadinanza, intercultura e seconde generazioni nel cuore di Napoli e la cooperativa sociale Terra e libertà a San Giovanni a Teduccio, molto significativo è stato il laboratorio di arti grafiche sociali svolto alla Fondazione Artur, nata su iniziativa di Maria Luisa Iavarone a seguito dell’accoltellamento del figlio Arturo da parte di alcuni ragazzini nel dicembre 2017 e diventata in poco tempo un punto di riferimento per la lotta alla microcriminalità e alla violenza giovanile.

 

Gli allievi del master per “Esperto in educazione motoria e sportiva per l’inclusione sociale e la prevenzione del rischio” dell’Università “Parthenope” hanno guidato i ragazzi del Martini insieme al fumettista Davide Bozza in pratiche di familiarizzazione con metodologie e tecniche di ingaggio educativo. E infine tutti al teatro Nest, nato nella periferia est di Napoli per iniziativa di un gruppo di attori che hanno “occupato” una scuola abbandonata e trovato i fondi per creare uno spazio di cultura aperto ai giovani del quartiere, per conoscere il lavoro degli artisti e assistere all’intensa interpretazione di Daniele Salvo nella rivisitazione di “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

 

Il cosiddetto “turismo scolastico sociale” dovrebbe forse rientrare a pieno titolo nei piani dell’offerta formativa delle scuole, così come a tutti i ragazzi dovrebbe essere garantita l’opportunità di immergersi in contesti apparentemente lontani dalla propria biografia e dalla propria storia. La pratica del fare, della relazione e del mettersi in gioco è davvero una via privilegiata per attivare meccanismi di crescita personale e apprendimento più profondi ed efficaci, soprattutto per quei ragazzi - tra cui i trentini - che non vivono in contesti di particolare pericolosità sociale, ma che sono comunque esposti a un diffuso fenomeno di degrado culturale.  

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