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Le recensioni del Nereo. Chalet Rocce Rosse: "Si tocca il cielo con la forchetta''

Il grande giornalista Nereo Pederzolli ha recensito due ristoranti nel numero speciale dedicato a La Leggendaria Charly Gaul e La Moserissima

Pubblicato il - 12 luglio 2019 - 20:58

TRENTO. Dopo Al Mercato (Qui articolo) e Ai Tre Garofani (Qui articolo), Hosteria Toblino (Qui articolo) e Stella Alpina (Qui articolo), le recensioni del grande giornalista Nereo Pederzolli per Dolomiti.eat nel numero speciale dedicato al Festival dell'Economia (Qui magazine completo), ecco quelle per La Leggendaria Charly Gaul e La Moserissima (Qui magazine completo). Tappa allo Chalet Rocce Rosse.

 

E’ sul valico del Bondone, ai margini della pista da sci forse più lunga e impegnativa del Trentino, la Rocce Rosse, parte dal Palon e scende – neve purtroppo permettendo - fin quasi a Sopramonte. Ristorante per nulla tipico, sia nello stile architettonico che nella proposta gastronomica.

 

E’ una sorta di ‘balcone sulle Dolomiti di Brenta’, offre uno spettacolare panorama, in ogni stagione. Anche in questa estiva, ‘location’ ideale pure per lasciare nel comodo posteggio le automobili (quelle che animano la corsa del campionato europeo di velocità montanara) e le nostre utilitarie. Motori rombanti a parte, è la sosta che pochi cicloturisti riescono a saltare. Per l’ubicazione – sul pianoro che immette alle Viote – per la sua posizione panoramica. Pure per gli stimoli enogastronomici.

 

Per qualche assiduo frequentatore, mangiare allo Chalet Rocce Rosse dalla famiglia Gius è come ‘toccare il cielo con la forchetta’. Elogio sperticato, ma tutto sommato comprensibile. Proprio perché la suggestione della sua struttura – un parallelepipedo di legno e vetro, incastonato tra i sassi – e la spettacolarità del paesaggio mette in secondo piano certe lungaggini del servizio per servire piatti preparati al momento (specialmente nei giorni festivi o in occasioni di eventi sportivi) ai tavoli. Dove vengono proposti una serie di piatti belli – alla vista – e corroboranti per la pancia per la qualità.

 

In occasione della Charly Gaul la cucina ha elaborato una serie di sfizioserie, con una sequenza che parte dalla Pasta frescatirataa mano. Come le tagliatelle con pane secco di segale, ragout di selvaggina e speck croccante. Piatto portante quello con funghi freschi (finferli) abbinati a polenta di Storo e fonduta di formaggio erborinato. Tra i dolci, le kaiserschmarren, poi strudel e pure quel gelato artigianale.

 

Lunga la lista dei vini, con spazio anche a tutta una serie di buone etichette altoatesine, in evidenza rispetto ai vignaioli della vallata sottostante. Prezzo in linea con l’ubicazione, certo non proprio ‘pop’: attorno ai 40 euro, per un pasto – è aperto solo a mezzogiorno – che comunque appaga gli occhi e non solo.

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