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"L’importante non è avere le idee, ma disponibilità al cambiamento. Anche davanti alle devastazioni ambientali'', Arte Sella riceve il premio Allegrini

Artesella e il suo impegno nella cultura dell’habitat ha ricevuto il Premio Allegrini "l’Arte di mostrare l’Arte 2019". Cerimonia ufficiale martedì 29 ottobre a Fumane, nel suggestivo Palazzo della Torre, dove nell’anniversario di Vaia è stata presentata la "nuova vita" del parco

Di Nereo Pederzolli - 30 ottobre 2019 - 20:52

BORGO. Una lezione di stile, uno sprone a rilanciare sfide artistiche in piena simbiosi con la Natura. Artesella e il suo impegno nella cultura dell’habitat ha ricevuto il Premio Allegrini "l’Arte di mostrare l’Arte 2019". Cerimonia ufficiale martedì 29 ottobre a Fumane, nel suggestivo Palazzo della Torre, dove nell’anniversario di Vaia è stata presentata la "nuova vita" di Artesella.

 

"L’importante non è avere le idee, ma disponibilità al cambiamento e accettare idee altrui. Anche e specialmente di fronte a tremende devastazioni ambientali, come quella che abbiamo subito tutti noi lo scorso anno". Così si può riassumere la "lezione" di Emanuele Montibeller, direttore artistico di Artesella.

Intervento di grande spessore, che ha emozionato il pubblico presente nel poderoso palazzo cinquecentesco che la famiglia Allegrini custodisce con grande cura e che lo ha trasformato in una vera e propria ambasciata culturale. Premio ad Artesella per come è riuscita a stimolare l’approccio artistico con la Natura. Farlo anche in condizioni estreme, dettate dalla furia del vento, dalla pioggia a catinelle che hanno decisamente modificato anche il paesaggio artistico della valle sopra Borgo Valsugana.

 

Il cambiamento continuo interrotto da cambiamenti repentini e inattesi – ha sottolineato il direttore Montibeller – stimola a ripensare il nostro rapporto con l’arte. Ma non si tratta solo di costruire e ricostruire il rapporto con le opere installate tra i boschi valsuganotti. Non basta neppure porsi la domanda si che forma deve avere l’arte o quale è la forma dell’arte. Secondo il direttore di Artesella la domanda prioritaria è qual è la forma della vita attraverso l’arte?

 

Le risposte – in piena dialettica – sono state al centro di una serie di disquisizioni sociologiche, artistiche, pure scientifiche. Interventi di storici dell’arte, ma anche di Franco Prodi, lo studioso delle nuvole, della grandine in particolare, tra i protagonisti della diatriba su cambiamento climatico e azioni dell’uomo.

 

Artesella come baluardo d’innovazione, nel pieno rispetto dell’equilibrio ambientale. Lo ha sottolineato anche Marilisa Allegrini, la "patronne", presentando la settima edizione di un premio che nelle precedenti annate ha riconosciuto il valore dei curatori della mostra “Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento”, Davide Gasparotto, Adolfo Tura e Guido Beltramini; Paola Marini e Bernard Aikema per l’esposizione “Paolo Veronese: l’illusione della realtà”; Salvatore Settis, Rem Koolhaas e Fondazione Prada per la mostra Serial/Portable Classic; Luca Massimo Barbero, curatore della mostra di Palazzo Strozzi a Firenze “Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim”; Maria Luisa Pacelli, direttrice del Palazzo dei Diamanti di Ferrara; Xavier Salomon, curatore della Frick Collection di New York.

 

Artesella entra dunque nel giro dei protagonisti della Grande Cultura artistica. "Ha il merito di aver scardinato tanti concetti culturali – ha ribadito Giancarlo Mastella, direttore di Villa Della Torre e membro della giuria del premio – con uno spazio espositivo che ha per soffitto il cielo sostenuto da innumerevoli colonne fatte di alberi maestosi. Una vera e propria galleria intrecciata di rami, dove artisti di fama internazionale seminano anno dopo anno le loro opere destinate a sfaldarsi nel tempo. Percorrendo i sentieri di questo museo in continuo divenire, si ritrova il gusto della lentezza fatta di contemplazione che genera bellezza e arricchisce l’animo”.

 

“Il premio – racconta Marilisa Allegrini, presidente del gruppo vitivinicolo – fa parte della contaminazione e dello scambio continuo tra mondo dell’arte e mondo del vino. Con la scelta di Artesella, in particolare, quest’anno abbiamo voluto sottolineare l’attenzione ai temi dell’ambiente e della sostenibilità”. Allegrini ha cercato di caratterizzare la propria presenza accompagnando le istituzioni culturali italiane ed internazionali.

 

In questo senso va letto l’intrecciarsi delle relazioni con l’Ermitage di San Pietroburgo, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e con i numerosi intellettuali periodicamente invitati a Villa Della Torre, monumento rinascimentale attribuito a Giulio Romano con oratorio di Michele Sanmicheli, sede della vita aziendale. Sempre in questo contesto s’inquadra la creazione del Premio “L’Arte di mostrare l’Arte”.

 

Si tratta di un alto riconoscimento a chi per visione, ricerca, originalità nel reperire ed allestire le opere, ha saputo proporre un percorso esperienziale del cuore e della mente, ad altri difficilmente paragonabile. Serata di cultura, senza tralasciare il vino, con una sequenza di vini che Allegrini propone nel mondo proprio come "piccole, significative opere artistiche".

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