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Neuroradiologia, il team ''regionale'' ha già trattato 80 casi di ictus cerebrale con successo procedurale dell'85%

Con le sue due sedi operative, a Trento e a Bolzano, è una novità nel panorama sanitario italiano e consente di assistere nel modo migliore le persone di entrambe le Province. Il trattamento della patologia emorragica, dovuta alla rottura di aneurismi o malformazioni cerebrali, ha avuto un notevole incremento

Pubblicato il - 18 marzo 2019 - 19:30

TRENTO. Nei pazienti trattati si è evidenziata una percentuale di successo procedurale dell'85% con la rimozione del trombo e la riapertura dell'arteria. Obiettivo primario della nuova Unità operativa di neuroradiologia interventistica interaziendale è il trattamento endovascolare – in urgenza e in elezione – della patologia ischemica ed emorragica del sistema nervoso centrale 

 

Partito a giugno del 2018 il nuovo servizio di neuroradiologia interventistica interprovinciale ha messo a fattor comune professionalità ed esperienze per offrire ai cittadini alti livelli di assistenza – dai trattamenti endovascolari a cervello e midollo spinale fino all’ictus – e accrescere, attraverso una maggiore casistica (quindi lavorando su un bacino di 1 milione di abitanti e non di 500 mila) la professionalità del personale medico. Con le sue due sedi operative, a Trento e a Bolzano, è una novità nel panorama sanitario italiano e consente di assistere nel modo migliore le persone di entrambe le Province dando lo stesso elevato standard di trattamento senza spostare il paziente e senza l’intervento di consulenze esterne.

 

E così, in meno di un anno sono stati trattati da entrambe le équipe (Trento e Bolzano) già circa 80 casi di stroke cerebrale acuto, rispettando i principali standard di riferimento internazionali sul tempo di inizio del trattamento e sulla durata dell’intervento endovascolare. In particolare da gennaio di quest’anno l’Unità operativa ha iniziato a trattare i pazienti con ictus cerebrale all’ospedale di Trento, senza necessità di trasferimento e lavorando in stretta collaborazione anche con l’Unità operativa di neurologia, con una marcata riduzione del tempo di inizio della terapia endovascolare fattore che, in una patologia tempo-dipendente come l’ictus – time is brain – risulta fondamentale.

 

Nei pazienti trattati in entrambe le sedi è stata evidenziata una percentuale di successo procedurale (rimozione del trombo e riapertura dell’arteria) dell’85% a cui ha quasi sempre corrisposto un notevole miglioramento clinico del paziente e in molti casi una immediata completa remissione della sintomatologia neurologica. Questi risultati hanno comportato un minor impegno di risorse per i trattamenti successivi come ad esempio quelli riabilitativi incidendo anche sui livelli di autonomia e qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari.

 

Il trattamento della patologia emorragica, dovuta alla rottura di aneurismi o malformazioni cerebrali, ha avuto un notevole incremento, grazie alla fattiva collaborazione con le neurochirurgie dei due ospedali. In particolare a Trento è stato raddoppiato il numero di trattamenti endovascolari – 42 casi in 8 mesi – in pazienti con aneurismi cerebrali o malformazioni vascolari sia in acuto sia in elezione, grazie anche all’introduzione dei più moderni ed efficaci dispositivi di trattamento intravascolare. I risultati di questi trattamenti sono in linea con i più elevati standard di riferimento internazionale.

 

Questi risultati sono stati raggiunti in tempi più rapidi del previsto e l’impegno dell’équipe è di continuare a mantenere standard elevati offrendo alla popolazione trattamenti ottimali sia sull’ictus sia sull’emorragia cerebrale con tempistiche sempre più brevi anche lavorando in équipe con la diagnostica neuroradiologica pre-trattamento, fondamentale per ottenere risultati sempre migliori.

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