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Parti, record negativo del 2018. È l'anno con meno neonati del secolo

Nell'anno appena terminato sono nati 1.964 bimbe e 2.048 bimbi. A Cavalese dalla riapertura 7 fiocchi rosa e 7 azzurri

Pubblicato il - 01 gennaio 2019 - 16:21

TRENTO. Un anno con 4.012 nuovi nati e 3.950 parti. Il 2018 ha regalato al Trentino 1.964 bimbe (il 49%) e 2.048 maschietti. Un record in negativo: è stato infatti l'anno con meno nati in provincia del ventunesimo secolo.

 

I nuovi arrivati in Trentino dell'anno che si è appena concluso sono venuti al mondo negli ospedali di Trento, Rovereto, Cles e, dal primo giorno dello scorso dicembre dopo la riapertura, a Cavalese.

 

Nel dettaglio, a Trento sono nati 2.396 bambini con 2.348 parti: 1.243 bambini (51,87%) e 1.154 bambine. A Rovereto i nuovi nati sono stati 1.153 in 1.139 parti, 573 maschietti e 580 femminucce (50,3%). A Cles i neonati sono stati 449 (225 maschi e 224 femmine), mentre a Cavalese, dalla riapertura, sono venuti al mondo sette bimbe e sette bimbi.

 

In Trentino i parti avvenuti con cesareo sono stati il 18,7% del totale (740); 60 i parti bigemellari (46 a Trento e 14 a Rovereto) e uno solo (al Santa Chiara) il parto trigemellare.

 

Nell'ospedale del capoluogo nell'anno appena finito si è concentrato il maggior numero di interventi per parto cesareo: 480, il 20,44%. A Rovereto le nascite di questo tipo sono state 196, a Cles 63 e a Cavalese uno.

 

I bimbi figli di persone provenienti da Paesi esterni all'Unione europea sono stati 1.068, il 27%: 618 a Trento, 335 a Rovereto, 114 a Cles e uno a Cavalese.

 

Il trend: negli ultimi dieci anni in Trentino l'andamento delle nascite è in diminuzione. E il 2018 segna un record in negativo: è stato l'anno dal 2000 con meno nati.

 

Dal 2008, poi, la cifra totale dei neonati in provincia è in continuo calo. Nel 2018 sono nati 1.157 bambini in meno rispetto al 2008, anno in cui ne erano stati messi al mondo 5.169. L'anno seguente si erano registrate 5.042 nascite, 5.102 nel 2010, 4.985 nel 2011, 4.894 nel 2012, 4.687 nel 2013, 4.580 nel 2014, 4.533 nel 2015 e 4.289 nel 2016. Nel 2017 erano arrivati 4.156 bimbi.

 

L'anno scorso, rispetto al 2000, c'è stato un calo di 1.043 unità.

 

Il dato scorporato negli ospedali del capoluogo e della città della Quercia, non rispecchia il trend globale. Al Santa Chiara dal 2000 i parti sono infatti passati da 1.579 a 2.396, a Rovereto da 854 a 1.153. In calo quelli a Cles da 508 a 449.

 

Nel 2017, invece, i parti al Santa Chiara erano stati 2.559, 1.148 a Rovereto, 432 a Cles e 17 a Cavalese, che però era rimasto operativo solo fino al 9 marzo. Alla riapertura, dall'inizio dello scorso mese, i parti sono stati 14.

 

Un discorso a parte lo meritano appunto i centri nascita che sono stati chiusi. A Tione, ad esempio, nel 2018 e nel 2017 non ci sono state più nascite, mentre sette erano state quelle del 2016, 117 quelle del 2015 e 251 quelle del 2000.

 

A Borgo Valsugana non si nasce più dal 2007; nel 2006 vi erano nati invece 114 bambini, 199 nel 2000. Ad Arco niente più fiocchi rosa né azzurri dal 2017 (nel 2016 erano stati 46, 385 nel 2015 e 476 nel 2000) e nemmeno al San Camillo a Trento dal 2013. In quest'ultimo caso gli ultimi parti erano stati i 608 nel 2012 (222 nel 2011 e 251 nel 2000).

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