Recupera mobili e vestiti dalle cantine e dà loro una seconda vita: la storia di Lorenzo Benuzzi e del suo Capanno dei Balocchi
L’associazione ambientalista Rotte Inverse ha deciso di candidare la storia di Lorenzo Benuzzi, il gestore del Capanno, a un concorso dedicato. Ora chiedono di votare e sostenere quest'iniziativa, l’eventuale vincita sarà reinvestita in un progetto per la comunità

ARCO. “È un magazzino di cose vecchie, pietre, sassi, stufe, mobili, arredi, vestiti, luci, lampadari, scalini, fontane, fontanine che negli anni ho raccolto” è con queste parole che Lorenzo Benuzzi descrive il suo Capanno dei Balocchi.
Effettivamente si tratta proprio di un magazzino ma forse le parole di Benuzzi sono un po’ riduttive, oppure a emergere è solo la semplicità che lo contraddistingue.
Il Capanno dei Balocchi raccoglie oggetti provenienti da soffitte e cantine delle vecchie case della Busa: “Ho comprato questo spazio ormai una decina di anni fa – spiega Benuzzi – e l’ho via vai riempito di cose fino a quando questo non è diventato il mio lavoro”.

Nel suo laboratorio Benuzzi recupera mobili e vecchi oggetti prima che finiscano nell’immondizia, dopodiché li ripara e li mette in rapporto fra loro cercando di valorizzarli dandogli una nuova vita.
Sono già molti i locali trentini che si sono rifatti il look grazie ai mobili del Capanno, che però lavora anche noleggiando gli arredi per vetrine di negozi, shooting fotografici, pubblicità ed eventi. Tra i suoi clienti ci sono anche un teatro, uno studio di pittura e due band che hanno arredato la loro sala prove.
“Se tu una cosa la butti il suo valore è zero, anzi diventa un rifiuto – e in quanto tale ha un costo per la società aggiunge Benuzzi – io la salvo e la porto qui e in mezzo ad altri oggetti trova il suo perché, un senso d’esistere”.

La filosofia che sta dietro al lavoro di Lorenzo è molto semplice, basandosi sul passaparola fra amici, “In questo modo si evitano i rompiscatole”, Benuzzi svuota le cantine o le soffitte salvando gli oggetti migliori che poi entrano a far parte della collezione del Capanno.
“Mi faccio sempre raccontare la storia di un oggetto che prendo e poi la racconto a chi lo riceve, così mantengo intatto il filo della memoria”. Benuzzi proprio non riesce a buttare le cose belle, dando un valore a quegli oggetti che magari la maggior parte delle persone non riesce a riconoscere.
“Le cose vecchie dalla loro parte hanno l’unicità e anche dei difetti che però possono diventare il loro punto di forza – conclude Benuzzi – quando queste cose vengono messe assieme cominciano a parlare tra di loro, è la legge dell’attrazione, le cose si incontrano come le persone e non a caso”.

Il Capanno dei Balocchi infatti è anche un luogo d’incontri e al suo interno si intrecciano molte storie diverse. Esiste persino una band reggae, la ‘Banda Balocchi’ appunto, che ha trasformato lo spazio nella sua sala prove e qui si è formata organizzando anche alcuni concerti.
Fra le altre cose l’associazione ambientalista Rotte Inverse ha recentemente candidato l’esperienza di Lorenzo ad un contest a premi, dedicato al racconto di storie virtuose di economia circolare in Italia. Chi volesse sostenere il Capanno dei Balocchi e l’associazione in questa sfida potrà farlo, andando a votare, sul sito di ‘Storie di Economia Circolare’.
L’eventuale vincita, il primo premio è di 4500 euro, assicura il presidente di Rotte Inverse Daniele Monetti sarà reinvestita in un progetto ecologico a sostegno della comunità.

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