Contenuto sponsorizzato

Sanità, liste d'attesa troppo lunghe anche in Trentino Alto Adige ma l'Apss di Trento è la più apprezzata d'Italia

Per legge il limite massimo di attesa per visite specialistiche dovrebbe essere 30 giorni ma anche in regione si raggiungono i 49 (comunque il secondo miglior dato dopo quello dell'Emilia Romagna). Trento batte Bolzano per indice di soddisfazione dei pazienti anche se rispetto a 5 anni fa è tutto in calo. Ecco lo studio di Altroconsumo

Pubblicato il - 09 giugno 2019 - 06:01

TRENTO. Liste d'attesa sempre più lunghe e non si salva nessuno: tutte le regioni italiane sono bocciate sforando di gran lunga il tempo massimo previsto per legge di attesa per visita specialistica (che dovrebbe essere 30 giorin). Si salva, parzialmente, solo l'Emilia Romagna e fanno meglio degli altri territori anche il Trentino Alto Adige, il Veneto e la Toscana. Cala anche il livello di soddisfazione per le proprie Asl, in tutta Italia, con Trento che, però, riesce a strappare lo scettro di ''migliore'' d'Italia ottenendo il punteggio più alto in assoluto e riuscendo a far alzare anche il dato regionale che in questo modo guadagna la prima posizione lasciando al secondo posto l'Emilia Romagna.

 

A certificare questi risultati lo studio realizzato da Altroconsumo che arriva a distanza di 5 anni da un'analisi simile fatta sempre dall'associazione che lotta in difesa dei consumatori permettendo, quindi, un paragone. E i dati non lasciano scampo al servizio sanitario nazionale che, rispetto al 2013, si dimostra in peggioramento su tutto lo stivale.

 

''Aspettare oltre un mese per una visita specialistica - si legge nello studio - prescritta dal medico di base, quindi non di semplice controllo ma, ad esempio, di approfondimento di un sintomo, è stata quasi una normalità per le 6mila persone intervistate (25-74 anni): è successo nel 53% dei casi, mentre nell’indagine del 2013 il dato era al 42%. Rispetto a cinque anni fa, quindi, c’è stato un peggioramento, con tempi più lunghi nell’11% dei casi''.

 

Come detto la legge prevedrebbe che le prime visite specialistiche prescritte dal medico di base vengano erogate entro 30 giorni al massimo in almeno una struttura (ma, si aggiunge, almeno nel 90% dei casi il che rappresenta la scappatoia legislativa per evitare contestazioni a seguito dei monitoraggi) eppure, come detto, per il 53% degli  intervistati questo tetto sarebbe stato sforato, di questi un 36% ha aspettato oltre due mesi e un 18% ha atteso oltre quattro mesi. I più ''fortunati'' sono i cittadini dell'Emilia Romagna dove i tempi d'attesa medi si aggirerebbero sui 39 giorni e poi, come detto, ci sono il Trentino Alto Adige, il Veneto e la Toscana con 49 giorni d'attesa (Calabria, Lazio, Puglia e Marche sono quelle che vanno peggio con 67-69 giorni medi di attesa).

 

Per quanto riguarda il dato specifico del Trentino Alto Adige abbiamo chiesto ad Altroconsumo un confronto con lo studio del 2013 ed è chiaro come siano aumentati anche da noi i tempi di attesa per una visita specialistica prescritta dal medico di base: ''Il 46% ha aspettato più di un mese (nel 2013 erano rispettivamente il 26% e il 28% per le province autonome di Trento e Bolzano); il 31% ha aspettato più di due mesi (nel 2013 erano rispettivamente l’11% e il 19% per le province autonome di Trento e Bolzano)''.

 

 

E' stata poi valutata la soddisfazione per l’Asl di pertinenza, per le liste d’attesa ma anche per l’attesa il giorno della visita, l’igiene e il confort della struttura, orari, servizi e informazioni disponibili. ''Sulle 35 giudicate dai rispondenti (circa 1/3 di quelle presenti in Italia) - spiega Altroconsumo - spicca l’insoddisfazione per l’Asl di Bari, Roma 1, Roma 2 e Roma 3 e dell’Ats Sardegna il buon risultato dell’Apss di Trento, dell’Asl Cuneo 1 e dell’Usl di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Parma''.

 

 

Nel caso specifico dell'Apss il 35% è complessivamente molto soddisfatto, il 21% molto insoddisfatto con un giudizio medio di 6,7 punti (su una scala da 1 a 10). Ciò rappresenta il miglior dato nazionale visto e permette al Trentino di superare l'Emilia Romagna dove a dirsi molto insoddisfatto è il 22% degli intervistati. Per l'Apss di Trento ''gli aspetti che soddisfano di più - spiega a il Dolomiti Altroconsumo - sono: qualità delle strutture sanitarie (7,6); numero/varietà di servizi sanitari disponibili (7,5); tempo di attesa per un appuntamento con il medico di famiglia (7,5). Mentre gli aspetti che soddisfano di meno sono il tempo di attesa per un appuntamento con uno specialista (5,0) e servizi sanitari a domicilio (5,7)''.

 

Per quanto riguarda il confronto tra Trento e Bolzano sul livello di soddisfazione per il funzionamento della propria Asl si evidenzia che la soddisfazione complessiva (nel 2018) è stata superiore nella provincia di Trento (7,2 il voto medio) rispetto a quella di Bolzano (6,1). Il dato regionale è pari a 6,7. Un dato molto buono ma comunque in calo rispetto al 2013 a Trento (si passa da 7,4 al 7,2) ma soprattutto a Bolzano (da 7,2 a 6,1).

 

Qui il confronto per singoli aspetti del funzionamento della propria Asl fra Trento e Bolzano (2018):

  • tempo di attesa per un appuntamento con uno specialista (5,4 TN – 4,2 BZ)
  • qualità delle strutture sanitarie (7,8 TN – 7,3 BZ)
  • numero/varietà di servizi sanitari disponibili (specializzazioni, esami…) (7,6 TN - 7,2 BZ)
  • tempo di attesa per un appuntamento con il medico di famiglia (8,0 TN – 6,5 BZ)
Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 21 settembre 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

22 settembre - 06:01

Il consigliere pentastellato punta il dito contro la possibile privatizzazione del corpo volontari: “Dopo 9 mesi di proclami siamo a un nulla di fatto, non solo hanno scritto e votato un provvedimento inapplicabile ma ora c’è anche chi vorrebbe trasformarli in un’associazione privata”

21 settembre - 19:10

L'uomo ha estratto la pistola quando l'agente gli ha chiesto i documenti e allora a sua volta il poliziotto ha dovuto prendere l'arma e ordinargli di arrendersi. Arrestato un secondo uomo che aveva già rivenduto i gioielli della rapina per 400 euro a un compro oro

21 settembre - 18:51

Le chiavi? Commercio, turismo e agrifood. Una strada difficilissima per diverse ragioni, ma forse l'assessore è stato tradito dalla volontà di strappare consensi e applausi dalla numerosa platea (e poi forse c'è l'innegabile vicinanza della Lega alla galassia russa)

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato