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Tempi più brevi e non si paga più per togliere le scritte dai muri, Andreatta: ''Aumenta la percezione di insicurezza''

Tra le novità, la sperimentazione della gratuità per il ripristino delle facciate degli edifici privati. Il Comune e la Provincia uniscono le forze contro i vandali che con scritte e graffiti aumentano il degrado urbano. Il sindaco: "Le parole chiave sono bellezza, sicurezza e collaborazione inter-istituzionale"

Di Luca Andreazza - 17 gennaio 2019 - 16:33

TRENTO. Tutti gli "stati maggiori" schierati. Una formazione ("quasi") paragonabile a quella dell'Inter di Herrera. Dal sindaco Alessandro Andreatta all'assessore Mirko Bisesti, dagli assessori Roberto Stanchina e Italo Gilmozzi a Franco Marzatico (responsabile della Soprintendenza per i beni culturali) e Claudia Patton (dirigente servizi parchi e giardini del Comune di Trento), tutti contro le scritte sui muri. E via libera al protocollo, anche in parte sperimentale.

 

"L'amministrazione - dice l'assessore Gilmozzi - interviene in modi diversi e ugualmente importanti contro il vandalismo grafico, dalla prevenzione, attraverso il sistema di telecamere attivo in città, alla sensibilizzazione della cittadinanza a partire dalle scuole. Questo protocollo vuole coniugare velocità e metodo".

 

Senza dubbio da condannare, scritte (brutte) che rappresentano una forma di degrado, un deturpamento del patrimonio storico, culturale e artistico della città. Bene che le procedure amministrative vengano snellite. Altrettanto che vengano individuate forme di controllo e metodologie di intervento, così come protezioni specifiche per risolvere questa criticità, ma appare forzata la bandiera per un piano d'azione che ormai da anni vede il Comune sensibile e in prima linea.

E' dal 1999 che l'amministrazione offre un servizio di rimozione scritte, graffiti e imbrattamenti delle facciate di edifici. Il ripristino della facciata viene effettuato da un nucleo di intervento coordinato dal servizio gestione strade e parchi, che viene attivato in base alla richiesta presentata attraverso un apposito modulo (Qui info).

 

Non solo. E' possibile anche segnalare situazioni di degrado che non riguardano la propria proprietà, attraverso gli strumenti di contatto con l'Urp. Se la segnalazione riguarda un edificio di proprietà comunale l'intervento viene effettuato direttamente dal servizio Gestione fabbricati. Se invece è relativo ad una proprietà privata, la segnalazione viene girata al servizio gestione strade e parchi che, dopo aver effettuato un sopralluogo per verificarne l’esattezza, invia al proprietario o all'amministratore di condominio dell'edificio interessato la proposta di adesione al servizio di rimozione scritte, graffiti e imbrattamenti.

 

Un tema ritornato d'attualità dopo le scritte contro Enzo Erminio Boso a 24 ore dalla scomparsa (Qui articolo). "In linea generale si deve limitare - spiega l'assessore Mirko Bisesti - questa brutta abitudine delle scritte: rappresentano un decadimento della città, un imbruttimento culturale della vita sociale e della società. Non si deve abbassare il livello di accettazione di questa forma di degrado". 

 

Nel 2018 ci si è concentrati in particolare in S. Marco e S. Pietro, mentre il fondo destinato agli interventi di pulitura e ripristino, inizialmente di 20 mila euro (confermati anche per il 2019) e poi integrato con altri 50 mila euro, è stato interamente speso. Gli interventi sono stati 37, dei quali 13 quelli eseguiti su edifici tutelati. Le richieste di intervento presentate da privati sono state 34 per 17 segnalazioni pervenute attraverso l'Urp e 90 i sopralluoghi effettuati. La quota di partecipazione del richiedente, aggiornata annualmente nell'ambito della definizione delle tariffe a 120 euro, ha coperto solo in minima parte le spese.

 

E qui si inserisce la prima novità. L'azzeramento di questi 120 euro per la richiesta. Nel mese di novembre scorso la Giunta comunale ha approvato alcune modifiche al "Piano degli impianti pubblicitari" per introdurre la possibilità di autorizzare, previa valutazione da effettuarsi ogni volta, l'installazione di pubblicità in deroga (temporanei o permanenti), in cambio di un impegno finanziario a sostegno di iniziative di pubblico interesse.

 

"A fronte di due richieste di installazione permanente in deroga al piano - commenta l'assessore Roberto Stanchina - per un'offerta di 5 mila euro ciascuna all'anno per il prossimo triennio, le risorse sono state inserite nel progetto a sostegno del servizio di ripristino di intonaci danneggiati da atti vandalici su superfici esterne di edifici privati. Una volta di più abbiamo la conferma dell'importanza della strategia tra pubblico e privato, che permette di ottenere risultati concreti. Serve poi il pugno duro per individuare e punire gli autori di questi atti".

 

Un'operazione che consente di fornire un servizio completamente gratuito ai cittadini che richiedono il ripristino delle facciate oggetto di atti vandalici, senza che l'amministrazione rinunci all'entrata tariffaria, garantita dal ricorso a questo fondo, nella speranza che questo contributo possa anche incrementare il numero di richieste di intervento a migliorare il decoro urbano della città.

 

"Le parole chiave - dice Andreatta - sono bellezza, sicurezza e collaborazione inter-istituzionale. Nel primo caso Trento ha molto da dire per la sua storia e si devono preservare gli immobili, un impegno che da tempo vede il Comune parte attiva per contrastare queste azioni e tutelare il decoro della città".

 

Un contrasto alle scritte che entra anche nella sfera della sicurezza, soprattutto quella percepita. "Il giudizio e la percezione di sicurezza - continua il sindaco - dipende da tanti aspetti. Le bottiglie per terra, le immondizie abbandonate e le scritte sui muri amplificano l'insicurezza, il deturpamento irrita i cittadini che hanno a cuore la propria città e in questo senso si deve intervenire in modo più rapido".

 

Un ultimo punto è quello della collaborazione tra Comune e Provincia. "Necessaria - evidenzia Andreatta - perché porta grandi e significativi risultati. L'amministrazione attinge dalle proprie risorse, ma sono tante le azioni in sinergia con piazza Dante, come in materia di arredo urbano, agenti di polizia municipale, installazione delle telecamere, che possono portare a migliorare la vivibilità della città".

 

Come funziona il protocollo? Gli immobili oggetto dell'intervento di pulitura vengono suddivisi, secondo quanto previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, in beni accertati o dichiarati di interesse culturale e beni sottoposti alle disposizioni di tutela indiretta.

 

"Contemporaneamente - spiega Marzatico - preso atto che per garantire l’efficacia delle tecniche e delle metodologie di intervento è necessario che i lavori vengano eseguiti da ditte qualificate che possano garantire un lavoro di pulitura eseguito a perfetta regola d’arte, vengono definite le modalità di scelta dei soggetti esecutori dei lavori. Si deve poi educare a bellezza e decoro per sviluppare armonia sociale, la disattenzione in questo senso porta comportamenti anti-sociali".

 

Il protocollo intende così velocizzare l'intervento degli operatori: la Soprintendenza in concreto si impegna ad autorizzare gli interventi di pulitura sugli immobili, realizzati dal Comune, secondo le modalità operative indicate nelle Linee guida e ogni intervento conservativo sarà documentato a cadenza semestrale da una scheda tecnica consuntiva, illustrativa degli interventi eseguiti, le modalità, i prodotti utilizzati e in particolare l’eventuale uso di protettivi o finiture anti-graffito. 

 

"Questo protocollo - riconosce Patton - intende velocizzare segnalazioni, comunicazioni e interventi. Oltre alla riduzione delle procedure tecnico e amministrative per la parte privata, si promuove anche un'azione più incisiva per risolvere queste problematiche e pulire effiacemente le facciate". Insomma, gli interventi di ripristino dovrebbero venire facilitati.

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