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Un anno dopo Vaia, Pefc: "Le Olimpiadi invernali acquistino il legno abbattuto per una manifestazione sostenibile e solidale"

Il vicepresidente Francesco Dellagiacoma: “Abbiamo sollecitato su questo tema i sindaci di Milano e Cortina, i presidenti delle Regioni e le Pubbliche Amministrazioni interessati”. Pefc è l'organismo garante della certificazione di gestione sostenibile del patrimonio forestale e dei suoi prodotti. Grazie alla Filiera solidale recupera gli alberi abbattuti da Vaia

 

Di Arianna Viesi - 25 ottobre 2019 - 20:06

TRENTO. Un anno fa Vaia devastava 42.500 ettari di foreste italiane. 494 i comuni coinvolti8,5 milioni di metri cubi di legname abbattuti, tanti quanti se ne taglierebbero normalmente in 5-7 anni. Sono questi i numeri della drammatica tempesta che, con piogge e raffiche di vento stimate oltre i 150 km/h, ha colpito Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia.

 

Quel legno, attraverso il progetto Filiera solidale Pefc (organismo garante della certificazione di gestione sostenibile del patrimonio forestale e dei suoi prodotti), in parte è stato recuperato grazie al logo che ne certifica la provenienza dalle piante abbattute. Numerosi gli esempi virtuosi, dal Teatro Greco di Siracusa agli strumenti musicali realizzati con legname da schianto alle casse Vaia di cui abbiamo dato notizia qualche giorno fa (QUI ARTICOLO). Ora Pefc Italia chiede alle istituzioni interessate che "i lavori necessari per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 siano fatti con il legno della Filiera Solidale".

 

Come sottolinea il vicepresidente Francesco Dellagiacoma: “Abbiamo sollecitato su questo tema i sindaci di Milano e Cortina, i presidenti delle Regioni e le Pubbliche Amministrazioni interessati: aderire alla nostra proposta significherebbe costruire una manifestazione sostenibile e solidale e dare un segnale forte alle imprese”.

 

Le zone colpite da Vaia sono quelle "in cui sono concentrate le foreste che producono 2/3 del legno da opera italiano a Km0, le più importanti e organizzate dal punto di vista forestale e che rappresentano un baluardo insostituibile anche nella lotta contro i cambiamenti climatici nel nostro Paese”, spiega Maria Cristina D’OrlandoPresidente Pefc Italia.

 

Ad oggi sono ancora 5 milioni i metri cubi di legname da recuperare, un danno enorme per l’economia di tutto il settore: “I proprietari pubblici e privati con i boschi distrutti - aggiunge D’Orlando - stanno affrontando maggiori costi di taglio ed esbosco del legname, perdita di valore del legno, programmazione da rivedere, costi del ripristino”.

 

Per questo Pefc si spende per il progetto Filiera Solidale Pefc, un progetto ideato per gestire il legname proveniente dalle piante abbattute da Vaia che, grazie alla garanzia dal logo, viene trasformato e arriva ai consumatori.

 

La situazione locale differisce di zona in zona: in provincia di Bolzano si è esboscato il 50% del legname schiantato, mentre in quella di Trento è stato venduto circa il 40% del legname abbattuto e complessivamente ne è stato allestito e asportato circa il 25%. Secondo il Pefc Italia, l’andamento stagionale del 2019 è stato favorevole: "Il legname abbattuto ha sofferto poco e le piante utilizzate tra settembre e ottobre presentano ancora un'ottima qualità, che si manterrà almeno fino alla prossima primavera: la previsione è che anche nel 2020 si potrà produrre legname di qualità”, conclude il vicepresidente Francesco Dellagiacoma.
 

 

 

 

 

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