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Una palazzina eco-sostenibile costruita con gli abeti divelti da Vaia: ecco il progetto tutto green che produce 50 tonnellate in meno di CO2 all'anno

La costruzione possiede un rivestimento esterno realizzato utilizzando 120 metri cubi di materiale recuperato dagli abeti sradicati durante il disastro che nel 2018 ha investito anche il bellunese

Di Lucia Brunello - 28 agosto 2020 - 12:05

BELLUNO. Una palazzina all'insegna della sostenibilità ambientale: è questo il progetto che ha visto la luce in quest'ultimo anno nel bellunese. Si tratta di un edificio ad opera di Unifarco, azienda di Belluno e la prima della Provincia ad aver utilizzato in campo edilizio il legname di Vaia. 

 

Impatti ambientali ridotti al minino: la palazzina possiede infatti una classe energetica A4, la più alta prevista dalla legge in vigore, essendo un immobile la cui realizzazione ha seguito tutti i dettami della bioedilizia. Una caratteristica che, rispetto ad un edificio tradizionale, porta ad una riduzione annuale di 50 tonnellate di CO2 immesse nell’ambiente.

 

La costruzione, con una superficie complessiva di 2.000 metri quadri, possiede un rivestimento esterno realizzato utilizzando gli abeti divelti durante il disastro del novembre 2018 causato nel bellunese dalla tempesta Vaia.

 

Unifarco ha così recuperato 120 metri cubi di materiale: un’azione che, oltre ad un contenuto altamente simbolico, offre la dimostrazione pratica dell’attenzione da parte dell’azienda alla salvaguardia del territorio.

 

Anche l’impianto elettrico e tutti i corpi illuminanti contribuiscono a limitare gli sprechi: parte dell’energia elettrica utilizzata è fornita dall’impianto fotovoltaico presente sulla pensilina esterna dell’area adibita a mensa, mentre la tecnologia a led adottata in tutta la struttura favorisce il risparmio energetico.

 

Ma non è finita qui: oltre all’utilizzo del legname di Vaia concorrono all’eco-sostenibilità complessiva della struttura diverse altre misure, a partire dalla coibentazione delle pareti perimetrali attraverso il tamponamento della struttura, con l’impiego di legname certificato Pefc. Si prosegue con l’utilizzo di intonaco fonoassorbente per i soffitti – con una capacità di assorbire i suoni pari a 3 volte quella di un prodotto tradizionale – e, relativamente alle risorse idriche, con il recupero dell’acqua piovana anche per l’irrigazione del verde.

La nuova palazzina rispetta anche le recenti disposizioni per il contrasto della diffusione del virus Sars Cov – 2, con un impianto di ventilazione, climatizzazione e condizionamento che garantisce un’ottima purificazione dell’aria nei locali.

 

Non bisogna infatti dimenticare che i luoghi di lavoro oggi devono tenere in debito conto della situazione particolare che ci si è trovati e ci si trova a vivere in epoca di pandemia. Ecco perché la progettazione dell’impianto aeraulico (ventilazione, climatizzazione e condizionamento) è stato pensato seguendo le recenti disposizioni in materia di contrasto alla diffusione del virus Sars-CoV-2, garantendo un’ottimale purificazione dell’aria, in termini di flusso e di portata, all’interno di tutti i locali.

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