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Trento
29 gennaio | 19:37

Per le strutture olimpiche legno sostenibile: "Usarlo al posto dell'acciaio ha permesso di evitare l'emissione di quasi 7 mila tonnellate di Co2"

Marco Bussone, presidente Pefc Italia: "I grandi eventi internazionali sono un’opportunità decisiva per dimostrare che la sostenibilità non deve essere un elemento accessorio, ma un criterio progettuale e industriale misurabile"

di Redazione

PREDAZZO. "Milano Cortina 2026 sceglie l’edilizia sostenibile: il legno certificato Pefc utilizzato per le strutture olimpiche garantisce gestione responsabile, tracciabilità e controllo di filiera".

 

E' la stessa Pefc Italia, attraverso un comunicato stampa, a "certificare" la sostenibilità di tre neonate strutture olimpiche, dal Trentino fino a Milano. 

 

"I grandi eventi internazionali sono un’opportunità decisiva per dimostrare che la sostenibilità non deve essere un elemento accessorio, ma un criterio progettuale e industriale misurabile - ha commentato Marco Bussone, Presidente Pefc Italia -. La certificazione Pefc applicata al legno per l’edilizia consente di rendere trasparente la provenienza del materiale e di dare valore a filiere corte italiane, documentate e controllate. Le Olimpiadi sono legami, interazioni, dialogo, fraternità: valori che Pefc vuole condividere e vivere fino in fondo con enti locali, imprese e associazioni. Rilanciamo questo impegno guardando ai luoghi”.

 

L’impiego del legno certificato per tre opere dei Giochi Olimpici ha consentito di evitare l’emissione in atmosfera di 6.764 tonnellate di Co2, grazie alla scelta del legno in sostituzione dell’acciaio strutturale.

 

In Trentino, il centro del fondo di Lago di Tesero in Val di Fiemme rappresenta uno dei casi più emblematici di applicazione del legno certificato Pefc in ambito sportivo e infrastrutturale: un contesto in cui la sostenibilità non è un elemento accessorio ma un’impostazione progettuale che lega materia prima, filiera locale e qualità dell’opera nel tempo. Qui la certificazione consente di trasformare una scelta costruttiva in un dato verificabile, valorizzando la provenienza responsabile del legno e la tracciabilità lungo l’intera filiera.

 

Il legno certificato diventa così il punto di incontro tra gestione forestale, capacità produttiva del territorio e obiettivi di lungo periodo: l’esperienza dell’edificio tv, realizzato per i mondiali di sci nordico 2013 e oggi parte della legacy dell’impianto, dimostra come la filiera possa essere documentata e controllata in modo rigoroso anche in opere ad alta visibilità. Allo stesso tempo, la riqualificazione dello stadio del fondo “Fabio Canal”, con interventi su edifici e rivestimenti, conferma la logica del “costruire per restare”, adottando soluzioni in legno ingegnerizzato e certificato Pefc orientate a consolidare il valore dell’infrastruttura oltre l’evento e a generare benefici concreti per la comunità locale nel medio-lungo periodo.

 

Per l’edificio tv di Lago di Tesero - certificato secondo lo standard Pefc di tracciabilità (tecnicamente chiamata “Catena di Custodia”) - sono stati utilizzati 12.926,98 metri quadri di materiale legnoso proveniente da filiera interamente certificata Pefc, tracciabile e verificata da terza parte. Dal punto di vista tecnico, i pannelli XLam presentano spessori variabili tra 81 millimetri (pareti interne) e 285 millimetri (tetto), mentre sul piano ambientale la scelta di legname locale trentino ha contribuito a ridurre l’impatto emissivo legato ai trasporti, con circa 60 tonnellate di Co2 equivalente evitate (ordinariamente il legname viene importato da Paesi distanti centinaia di chilometri, con trasporti su gomma).

 

Accanto all’esperienza dell’Edificio tv, il centro del fondo “Fabio Canal” è stato interessato da un percorso di riqualificazione che integra materiali certificati e una filosofia orientata alla durabilità, in linea con un approccio di lungo periodo che punta a lasciare al territorio infrastrutture funzionali, utilizzabili oltre l’evento e capaci di stoccare Co2 all’interno del legno utilizzato (abete rosso e larici della val di Fiemme). L’utilizzo di materiali certificati e tracciabili rafforza, anche in questo caso, l’idea di una filiera capace di collegare gestione responsabile del bosco e realizzazione di infrastrutture sportive orientate alla legacy e al valore durevole per le comunità locali.

 

E se il Trentino rappresenta un esempio alpino di filiera corta e legacy, il villaggio olimpico di Milano, nell’area ovest dell’ex scalo di Porta Romana, offre un caso urbano ad alta visibilità in cui le scelte costruttive legate al legno certificato entrano nella realizzazione di un’infrastruttura destinata ad avere una vita lunga anche oltre i Giochi.

 

“Il legno certificato Pefc offre una garanzia concreta lungo tutta la filiera: dalla foresta al prodotto finito, passando per il cantiere”, ha spiegato Antonio Brunori, segretario generale Pefc Italia. “Progetti come quello di Lago di Tesero dimostrano che la certificazione Pefc può essere uno strumento operativo per segnalare l'importanza della tracciabilità del legno locale e farla apprezzare come strumento di verifica anche nelle infrastrutture pubbliche e nelle opere di grande visibilità. In questo contesto, l’impiego del legno certificato per tre strutture dei giochi olimpici ha consentito di evitare complessivamente 6.764 tonnellate di Co2, grazie alla scelta del legno in sostituzione dell’acciaio strutturale, confermando il ruolo strategico dei materiali rinnovabili nella riduzione dell’impatto climatico delle grandi opere”.

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