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| 07 apr 2019 | 20:22

Vinitaly, Zanoni, presidente dell'istituto Trento Doc e direttore di Cavit, riceve il riconoscimento "Benemeriti della vitivinicoltura italiana"

Questo prestigioso riconoscimento dal 1973 viene assegnato ai grandi interpreti del mondo enologico italiano e tradizionalmente consegnato il giorno dell’inaugurazione del salone. L'assessora Zanotelli: "Ha saputo fare un gioco di squadra portando sempre più in alto il marchio del TrentoDoc"

Vinitaly, Zanoni, presidente dell'istituto Trento Doc e direttore di Cavit
di Redazione

VERONA. Il presidente dell'istituto Trento Doc e direttore di Cavit, Enrico Zanoni, ha ricevuto il premio "Benemeriti della vitivinicoltura italiana", prestigioso riconoscimento che dal 1973 viene assegnato ai grandi interpreti del mondo enologico italiano e tradizionalmente consegnato il giorno dell’inaugurazione del salone.

 

La kermesse di Vinitaly è stata ideata oltre 50 anni fa da Angelo Betti e il salone internazionale del vino e dei distillati si tiene a Verona dal 1967. Questa manifestazione, con i quasi centomila metri quadrati di superficie, 4 mila espositori e circa 150 mila visitatori per edizione, è tra le più importanti fiere del settore vitivinicolo a livello mondiale. E il premio "Benemeriti della vitivinicoltura italiana" è intitolato proprio a Betti.

 

Questo riconoscimento segue il parere degli assessorati regionali all’agricoltura, che hanno il compito di indicare coloro che, con la propria attività professionale o imprenditoriale, hanno contribuito e sostenuto il progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione e del proprio Paese. Per questa edizione del Vinitaly la Provincia di Trento ha indicato per l’assegnazione del riconoscimento Enrico Zanoni.

 

“Ha saputo fare un gioco di squadra - ha affermato l’assessora Giulia Zanotelli nella motivazione per conferire a Zanoni il premio - portando sempre più in alto il marchio del TrentoDoc".

 

Classe 1960, Zanoni, è tra i manager più importanti in Italia, nato e cresciuto a Torricella del Pizzo, nel Casalasco. "Mi sono diplomato al liceo Aselli di Cremona - spiega il direttore di Cavit - poi mi sono laureato a Parma, dove ho svolto anche il servizio militare, in economia e commercio. Dopo uno stage post universitario a Milano, nelle ricerche di mercato, ho maturato diverse esperienze nell’area commerciale-marketing in aziende nazionali del settore agro-alimentare, da ultima Italgel (marchi: Surgela, Valle degli Orti, Motta e Alemagna), acquisita nel 1993 dal gruppo svizzero Nestlé a seguito della privatizzazione del Gruppo Sme".

 

Nella multinazionale svizzera Zanoni si ferma fino al 2005, ricoprendo diverse posizioni di crescente responsabilità, incluso un periodo di 2 anni presso il quartier generale in Svizzera. "Poi - aggiunge - prevalse la voglia di tornare in Italia, anche per motivi familiari e il desiderio di nuove sfide in aziende nazionali. Da qui il passaggio in Illva, celebre per l’Amaretto di Saronno, grazie alla quale mi sono avvicinato al mondo del vino attraverso i marchi Corvo, Florio e alla partecipazione in una importante azienda cinese. Nel 2009 la chiamata di Cavit. A parere dell’allora presidente e del Cda, l’azienda aveva bisogno di discontinuità e di un approccio più strutturato e manageriale. Il progetto, unitamente all’aspetto etico e di responsabilità sociale dell’azienda, mi piacquero e accettai". 

 

Il nome di Enrico Zanoni e degli altri professionisti ed imprenditori premiati vanno ad arricchire un albo d’oro composto da personalità che hanno fortemente contribuito alla crescita del sistema viticolo ed enologico italiano, tanto da farne un modello di riferimento internazionale. 

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