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A Besenello l'orto lo coltivano i bambini e ora è tempo di raccolta: un bilico pieno di zucche che al mercato ha fruttato oltre 1.000 euro

Quando la burocrazia sembra tarpare le ali della scuola e della creatività, alcuni esempi virtuosi ci ricordano che tutto è possibile. Alla scuola elementare di Besenello, per la quinta edizione, si è così tenuto il mercatino delle zucche, frutto di un progetto che ogni vede i più piccoli seminare i campi

Di Laura Gaggioli - 07 ottobre 2020 - 19:34

BESENELLO. A Besenello, c’è un esempio di scuola che rende orgoglioso il suo Sindaco, Cristian Comperini. La pandemia infatti non ha bloccato insegnanti, alunni e i loro progetti, che hanno invece saputo reinventarsi per far sì che una bella esperienza non fosse dimenticata. Stiamo parlando della Scuola elementare Silvio Pellico, la quale da anni è impegnata in iniziative che hanno ad oggetto il contatto con la natura e la solidarietà. Il progetto “Zucche”, giunto alla sua quinta edizione, è uno di questi. “Ci sono insegnanti molto attenti e sensibili, che spendono energie e tempo per educare e sensibilizzare i nostri bambini - commenta il primo cittadino - siamo davvero fortunati ad averli”.

 

Tutto questo è stato infatti possibile grazie all’impegno di diversi attori. Prime tra tutte, almeno a livello temporale, le maestre Emanuele e Annamaria, che a maggio, in piena emergenza sanitaria e con le scuole chiuse, hanno comunque deciso, munite di mascherine, di andare a seminare i campi al posto dei propri alunni che si trovavano ancora a casa. I campi dell’azienda Penner, con Elia, Cristina e Matteo, sono un altro tassello importante di questa storia. Ogni anno, infatti, Matteo, imprenditore agricolo, e la sua famiglia, mettono a disposizione gratuitamente campi destinati all’impianto di nuovi vigneti, dando la possibilità di seminare tra i filari i semi di zucca, raccolti e conservati dai bambini durante l’anno passato.

 

Questo ci garantisce che le zucche non ricevano alcun trattamento, proprio perché la giovinezza della vigna non necessita di interventi particolari”, commenta il maestro Pietro Galvagni, altro importante tessera del puzzle, referente per i rapporti dell’IC Alta Vallagarina.

 

 

Tornati finalmente a scuola, a settembre, i ragazzi hanno avuto così una bella sorpresa: le zucche erano nate. Il Covid non le aveva fermate, ma adesso toccava a loro: i protagonisti più importanti. Così, lo scorso 6 ottobre, le classi quinte della scuola elementare sono scese “in campo”, rigorosamente separate nei loro filari assegnati, dando inizio alla raccolta.

 

 

Il risultato finale, dopo una giornata intera in campagna, con pranzo al sacco sotto le viti in veste autunnale? Un bilico carico di zucche e tanto entusiasmo, nonché un grande rispetto per le normative anti Covid. “Come spesso accade i giovani alunni sono più bravi nel rispettare le regole di tanti adulti - racconta il maestro - certo. Non sono certo i tre rimorchi dello scorso anno, ma un discreto raccolto ha comunque premiato i bambini, regalando zucche da forno, da Halloween, lunghe, arancio, verdi, marine, ecc”.

 

Insomma zucche per tutti i gusti che nella giornata di mercoledì 7 ottobre hanno riempito il mercato delle zucche, organizzato dalla scuola con gli alunni della classe quarta incaricati della vendita a offerta libera. Tanti i cittadini interessati che in poche ore si sono apprestati ad approvvigionarsi sui banchi di scuola, per un totale di 1100 euro. Il ricavato servirà a finanziare altri progetti scolastici, come il teatro, lo yoga, la polentata di Natale o aiuti a una scuola in Kenya, creando così un circolo virtuoso, di cui andare fieri. “Il nostro progetto vuole regalare ai nostri ragazzi spazi aperti e esempi del vivere sano, quest’anno utile più che mai”, conclude il maestro.

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