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A Merano non c'è spazio per il nome della bimba uccisa ad Auschwitz, la via rimane intitolata a Cadorna: "Occasione persa per la città. L'Svp ha boicottato il voto"

Per tre voti la via Luigi Cadorna non verrà rinominata con il nome di Elena Stern, bambina meranese che nel 1943 venne uccisa ad Auschwiz. Il consigliere David Augscheller: "Avremmo potuto dare un forte segnale, ma abbiamo perso una grossa occasione. Sarebbe stata una vittoria della comunità cittadina, e non di un partito. Ma questo, alcuni, non lo vogliono capire"

Di Lucia Brunello - 23 luglio 2020 - 19:36

MERANO. Pochi giorni fa si discuteva su quello che sarebbe accaduto in Consiglio Comunale riguardo la discussione della delibera presentata dal consigliere David Augscheller sulla rimozione dell'intitolazione di una via al generale Luigi Cadorna (per sostituirla con il nome di Elena Stern De Salvo, bambina meranese deportata e uccisa ad Auschwiz nel 1943), mentre oggi ci si ritrova a fare i conti con quella che lo stesso consigliere di Sinistra Ecosociale definisce "un'occasione persa per la città di Merano".

 

Ma facciamo un passo indietro. A fine 2017, Augscheller ha presentato una mozione in cui chiedeva la ridenominazione di via Luigi Cadorna a Merano. A gennaio 2018 era stata discussa e approvata dal Consiglio Comunale con una grande maggioranza, addirittura dell'80%, con astenuti solo i consiglieri di "Alleanza per Merano".

 

A dicembre 2019, è stato approvato un regolamento che prevedeva l'istituzione di una commissione composta da esperte ed esperti che avrebbe dovuto proporre 4 nomi come sostituti a quello di Cadorna. A inizio luglio di quest'anno, quattro nomi di donne con radici meranesi sono stati decisi, tra cui Elena Stern De Salvo, bambina uccisa ad Auschwiz, la scrittrice Anita Pichler, la principessa Mathilde von Schwarzenberg e l'artista Aliza Mandel. La scelta è ricaduta solo su nomi appartenuti a donne per lanciare un messaggio, visto che in tutta Merano ci sono solo 3 vie e piazze che portano il nome di personalità femminili del passato.

 

A raccontarci i fatti, poi, è proprio il consigliere Augscheller: "Nel 2018 la mozione è passata con una significativa maggioranza, e sono rimasto stupito quando, più si avvicinava la data del Consiglio di ieri, più diventava chiaro che quella fosse solo un ricordo". Le consigliere e consiglieri presenti erano 30 e, per passare, la mozione avrebbe dovuto raggiungere un minimo di 20 voti, ossia due terzi dei presenti. A vincere il ballottaggio era stato il nome di Elena Stern De Salvo, e quindi il voto avrebbe deciso tra lei e Cadorna.

 

Dopo le votazioni anonime, però, la delusione: "Siamo arrivati solo a 17 voti - ci spiega con rammarico il consigliere - e questo fa intuire che nella maggioranza qualcosa sia andato storto".

 

Tante domande, ma alla fine una la risposta più plausibile: "E' chiaro che la ragione di tutto vada imputata a mere questioni elettoralistiche. Sono state attuate delle logiche che volevano andare a danneggiare la figura del sindaco uscente (Paul RöschVerdi, ndr), senza contare che sia cosa risaputa che nella maggioranza di Merano ci siano stati degli screzi, soprattutto tra Svp e Verdi".

 

L'Svp dice di aver votato a favore della ridenominazione, ma i conti non tornano. "L'Svp ha boicottato il voto. I numeri lo spiegano chiaramente. E questo è ciò che più mi fa arrabbiare, perché questo doveva rappresentare un momento di crescita per tutta la comunità. La città di Merano ha sempre avuto una tradizione liberale, aperta e plurale. Abbiamo una comunità cattolica, evangelica, cristiano ortodossa, russo ortodossa, ebraica, e sono decenni che tra gruppi linguistici non ci sono tensioni. Insomma, siamo una città di grande convivenza".

 

"Avremmo potuto dare un forte segnale - continua - anche al di fuori dei confini comunali, ma abbiamo perso una grossa occasione. Coloro che vogliono la divisione etnica, e quindi spartirsi il potere politico, hanno avuto il sopravvento. I piccoli interessi di bottega sono stati più forti dei grandi ideali e di un approccio più grande e lungimirante".

 

Ma non è tutto. Il candidato sindaco dell'Svp, Richard Stampfl, in un post su facebook si è dimostrato molto dispiaciuto per il fatto, scrivendo che sarà proprio lui a portare a termine questo progetto: "Questa situazione ha una connotazione blanda per la nostra città. Nella prossima legislatura, e mi impegno in questo senso, la strada porterà il nome di Elena Stern de Salvo, come è stato proposto ieri", è infatti quanto ha scritto.

 

"E' evidente che su questo ci stiano giocando e facendo una becera campagna elettorale. Peccato, perché sarebbe stata una vittoria interamente della comunità cittadina, e non di un partito. Ma questo, alcuni, non lo vogliono capire", conclude poi il consigliere Augscheller.

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