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"Anche ai sordi che frequentano i corsi serali devono essere garantiti dei facilitatori", l'appello del dirigente del Rosmini

Samuel Agostini è sordo e frequenta i corsi serali del Liceo Rosmini di Trento. Il dirigente, Kirchner: "L'anno scorso ha fatto molta fatica. Quest'anno per fortuna c'è Paola Rensi che lo segue". L'Ente nazionale sordi: "L'Ens garantisce alle scuole, grazie a fondi provinciali, il servizio di facilitatori alla comunicazione. Per la prima volta in Trentino, quest'anno, è stato garantito un facilitatore anche per il corso serale. Ma c'è ancora molto da fare per garantire diritti uguali per tutti"

 

Di Arianna Viesi - 09 febbraio 2020 - 21:39

TRENTO. Paola Rensi è la facilitatrice alla comunicazione di Samuel Agostini, ragazzo 29enne sordo che frequenta i corsi serali del Liceo Antonio Rosmini di Trento (QUI ARTICOLO). Il facilitatore alla comunicazione e integrazione scolastica è una figura di sostegno per gli studenti con disabilità sensoriale definita e prevista dalla legge 104/92.

 

"Ho frequentato il corso dell'Ente nazionale sordi per diventare facilitatrice - racconta Paola -. Ho finito, dopo tre anni, l'estate scorsa e da settembre ho iniziato a svolgere il mio lavoro qui". Il corso si articola in tre anni dopo i quali, per chi desidera, sono previsti altri due anni per diventare interprete (quella figura che, spesso, vediamo in televisione durante i telegiornali) e un ulteriore anno per raggiungere la qualifica di assistente alla comunicazione.

 

"Io sono sempre con lui - continua - traduco e gli trascrivo gli appunti. L'anno scorso ha provato a frequentare i serali da solo ma faceva davvero molta fatica, non sarebbe riuscito a prendere il diploma. Samuel ha perso tantissimo: l'insegnante che si muove, i lavori di gruppo diventano per lui un ostacolo insormontabile e, questo, ha una ricaduta non solo sulla sua partecipazione alle attività didattiche ma ha anche un impatto emotivo e sulla sua ricezione delle informazioni".

 

"Fortunatamente quest'anno il preside è riuscito a garantirgli il sostegno di Paola - aggiunge Barbara Modena, docente di Scienze Umane e referente scolastica per Paola Rensi e Samuel Agostini -. In classe con lui c'è anche un ragazzo ipovedente che, purtroppo, non è seguito perché la normativa non prevede il sostegno per i maggiorenni che frequentano i corsi serali. Quella di Samuel è stata insomma un'eccezione, grazie al sostegno dell'Ens".

 

La sezione provinciale dell'Ente nazionale sordi, al motto di "I sordi possono fare tutto tranne sentire", è da sempre impegnata per garantire autonomia alle persone sorde e per promuoverne la cultura. Per questo organizza corsi di lingua dei segni italiana (la cosiddetta Lis che, si badi bene, vale solo per la lingua italiana: ogni Paese ha la propria lingua dei segni anche se esiste una lingua internazionale che, però, non è molto conosciuta) per enti pubblici e privati, attività di formazione e aggiornamento, attività culturali e ricreative, corsi di sensibilizzazione e molto altro. 

 

 

Ed è proprio grazie all'Ens se, quest'anno, Samuel può avvalersi dell'aiuto di Paola. E può farlo anche grazie all'impegno del dirigente scolastico, Stefano Kircher, che si è rimboccato le maniche e si è speso perché a Samuel venisse riconosciuta la possibilità di essere seguito da un facilitatore. "Per i corsi serali non è prevista la presenza di facilitatori alla comunicazione, che dipendono da Ens e Irifor. In prospettiva speriamo lo diventi presto - spiega Kircher -. Anche i ragazzi maggiorenni che frequentano i corsi serali devono avere questo diritto. Speriamo che si intervenga perché, questa, diventi la normalità"

 

"C'è un po' di vuoto, insomma - continua -. Ci sono sempre più adulti con disabilità visive e uditive che frequentano i corsi serali ed è quindi importante dedicare risorse anche a loro. Con Samuel siamo riusciti ad ottenerle. Grazie a Paola Rensi ora riesce a seguire le lezioni e riuscirà a prendere il diploma di maturità".

 

"L'ostacolo - aggiunge Barbara Modena - credo sia costituito dal fatto che, trattandosi di adulti, non si ha la garanzia di frequenza continuativa. Bisognerebbe, forse, in qualche modo, istituire un patto formativo tra corso serale e studente con disabilità. Potrebbe essere un modo per ovviare al problema. Fatto sta che si tratta di una questione di assoluto rilievo che deve essere vagliata e risolta: anche per i corsi serali deve essere garantita la possibilità di essere affiancati da un docente di sostegno o un facilitatore". 

 

Insomma, bisognerebbe muoversi anche in questa direzione: garantire piena assistenza anche a chi, con sacrificio e non senza fatica, decide di riprendere il proprio percorso scolastico. "L'Ens - spiega Francesca Baruffaldi, coordinatrice dell'Ente nazionale sordi lato scuola - è impegnata per l'integrazione delle persone sorde nella società, per la promozione della loro crescita, autonomia e piena realizzazione umana. Il principale scopo dell'Ens è quello di avviare i sordi alla vita sociale, aiutandoli a partecipare all'attività produttiva e intellettuale, di agevolarne, nel periodo post-scolastico, l'inserimento nel mondo del lavoro".

 

Ad oggi, in Trentino, ci sono più di 500 sordi, 300 dei quali sono soci dell'Ens. "Quando si parla di sordità ci sono alcune cose di cui bisogna tener conto. Innanzitutto non si può usare la parola 'sordomuto', termine abolito per legge. Anche la definizione politicamente corretta 'non udente' non va bene. Le persone sorde vogliono essere definite semplicemente così: sorde".

 

L'Ens, come già detto, si occupa anche della formazione dei facilitatori, persone formate per lavorare sia con persone sorde sia con persone cieche. "L'Ens garantisce alle scuole, grazie a fondi provinciali, il servizio di facilitatori alla comunicazione. Per la prima volta in Trentino, quest'anno, è stato garantito un facilitatore anche per il corso serale. Ma c'è ancora molto da fare per garantire diritti uguali per tutti".

 

 

 

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