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C’è un positivo e gli ascensori devono essere sanificati, studentessa “bloccata” nello studentato: “Ho una disabilità fisica e faccio fatica a fare le scale”

Gli ascensori della residenza Mayer, gestita dall’Opera Universitaria, sono stati bloccati in attesa di essere sanificati, un problema da niente per molti ma un grande ostacolo per chi ha problemi di deambulazione. La studentessa: “C’è molta pressione per il rispetto delle regole sul Covid, poi però manca l’attenzione a questi dettagli d’inclusione”

Di Marianna Malpaga - 31 ottobre 2020 - 16:41

TRENTO. “Torno a casa (dopo tre ore e passa di viaggio) per trovarmi questa bella sorpresa: entrambi gli ascensori del mio studentato sono fuori servizio perché devono essere sanificati”. Inizia così il post pubblicato su Facebook da Maja Urukalo Franov, studentessa dell’Università di Trento. Maja vive nella residenza Mayer, gestita dall’Opera Universitaria, e ieri sera è stata costretta a farsi le scale a piedi fino al quarto piano, dove si trova la sua stanza. Fin qui tutto bene, se non fosse che, come ha scritto nel post: “Non serve che specifichi a tutti i miei contatti che ho una disabilità fisica e faccio fatica a fare le scale. Se inciampo, cado e mi faccio male?”.

 

Gli ascensori della residenza Mayer erano fuori servizio perché, dopo aver trovato un caso di positività all’interno dell’edificio, sono arrivati gli addetti alla sanificazione, che hanno sanificato tutto tralasciando però gli ascensori. Se ne sono andati promettendo che sarebbero tornati lunedì per sanificarli. “Fare quattro piani a piedi sabato e domenica non sarebbe stato proprio il massimo – spiega Maja -. Mi sono lamentata di questa cosa con il portinaio, ma lui ha detto che non poteva farci niente. Allora ho fatto le mie belle scale arrabbiatissima e ho scritto il post, in cui ho anche taggato l’Opera Universitaria. Poi – aggiunge – questa mattina un signore che non conosco ha commentato ciò che avevo scritto dicendo ‘Vedrai che oggi si risolve’. E stamattina in effetti sono venuti a sanificare gli ascensori”.

 

Una storia a lieto fine quindi, ma che fa riflettere. “All’interno della residenza – spiega Maja – c’è molta pressione per il rispetto delle regole sul Covid. Poi però manca l’attenzione a questi dettagli d’inclusione. Sono sicura che in questo caso si sia trattato di una dimenticanza, ma non credo sia accettabile, soprattutto da un ente come l’Opera Universitaria, che si dichiara inclusiva e che ha anche un ufficio predisposto per gli studenti con disabilità e bisogni speciali”.

 

Alzare la voce in questo caso è servito: dopo meno di ventiquattro ore, infatti, la questione è stata risolta e gli ascensori sono stati sanificati. “Tutto bene quel che finisce bene – commenta Maja – ma possiamo pensare a queste cose a priori? Dobbiamo farci attenzione, anche se sembrano piccolezze agli occhi di una ‘persona sana’. E il Covid non dev’essere una scusa, anzi: proprio perché c’è, bisogna stare ancora più attenti alle categorie più fragili. Ieri, alcuni ragazzi della residenza si erano offerti di aiutarmi a portare le borse della spesa, ma questo non va bene per me, perché non mi garantisce autonomia e indipendenza”.

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