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Come le biblioteche bellunesi hanno tenuto testa al Covid: “La cultura è un mezzo fondamentale per ripartire”

Anche nel corso di un anno difficile, anziché farsi scoraggiare dalla pandemia, le Biblioteche Bellunesi sono riuscite a restare vicine ai propri utenti con prestiti a domicilio, aule studio all’aria aperta e un fitto calendario di attività online: “Lo sforzo nella riapertura è stato finalizzato principalmente a renderle dei luoghi sicuri”

Simone Deola, foto BellunoPress
Di Marianna Malpaga - 01 novembre 2020 - 19:06

BELLUNO. In quest’anno del tutto particolare, tanto o poco, ogni attività si è dovuta reinventare. Un grande sforzo è stato fatto dalle biblioteche Bellunesi che, sia nel bel mezzo del lockdown che nel periodo estivo, hanno provato a immaginare un altro modo di raggiungere i loro utenti. “Le difficoltà causate dalla pandemia – racconta Alessandro Giacomin, bibliotecario di Sedico – hanno piegato le nostre biblioteche, ma non le hanno spezzate, facendole diventare un grande esempio di resilienza”.

 

Così, già a maggio, quando hanno potuto riaprire solo per i servizi di prestito e di restituzione, molte biblioteche hanno cominciato ad attrezzarsi per riaprire le aule studio e i servizi di consultazione in sede. Quest’estate, a Ponte nelle Alpi gli studenti hanno potuto studiare all’aperto, in alcuni tavolini messi a disposizione dalla biblioteca. A Feltre, invece, sono state aumentate le postazioni studio disponibili agli utenti, mentre a Limana sono stati installati dei plexiglass tra le postazioni prenotabili per garantire maggiore sicurezza agli utenti. Sono stati acquistati molti libri grazie al contributo del Mibact, che s’inserisce all’interno del Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali e che ha portato oltre 200 mila euro per l’acquisto di nuove pubblicazioni nelle casse di 36 biblioteche bellunesi.

 

“Lo sforzo nella riapertura – spiega il consigliere provinciale delegato alla cultura Simone Deola – è stato finalizzato principalmente a rendere le biblioteche dei luoghi sicuri, adottando linee guida comuni a tutta la rete provinciale per la riapertura dei servizi”. Ciò si è tradotto (e si traduce tuttora) in accessi contingentati, una quarantena di dieci giorni per ogni libro in prestito restituito, la sanificazione degli spazi e il distanziamento delle postazioni. Più, ovviamente, l’obbligo d’indossare la mascherina, disinfettare le mani all’ingresso dei locali e prenotarsi prima d’entrare in biblioteca. Ma la cultura non si ferma, perché, come afferma Deola, “è un mezzo fondamentale per ripartire. Lo è stato durante l’estate – aggiunge – e lo sarà anche dopo questa ulteriore fase difficile che stiamo vivendo”.

 

Anche durante il periodo di chiusura totale, le biblioteche si sono organizzate per continuare a offrire servizi ai loro utenti: i canali social sono stati uno strumento essenziale per proporre visite virtuali ai musei, suggerimenti di lettura e iniziative culturali online. Grazie all’iscrizione al servizio Mlol di prestito digitale, ogni persona ha potuto richiedere gratuitamente due E-book, quattro film in streaming e un’edicola digitale al mese. Un servizio che ha riscontrato un grande successo e che prosegue ancora oggi. Coloro che sono già utenti delle Biblioteche Bellunesi possono farne richiesta inviando una mail alla loro biblioteca dove specificano il loro nome e cognome e il loro numero di tessera. Le persone che invece non sono tesserate a nessuna biblioteca del Bellunese possono iscriversi online attraverso il portale Bibel. Non si sono fermati neanche i servizi di prestito dei libri a domicilio attivati da alcune biblioteche, quali quella di Borgo Valbelluna e Ponte nelle Alpi, grazie all’aiuto di una fitta rete di volontari. Attualmente potranno beneficiarne soprattutto gli anziani e le categorie a rischio.

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