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Coronavirus, ecco la petizione per salvare la stagione invernale. In 24 ore superate le 7 mila firme. L'appello ''Fermare gli impianti sarebbe un danno enorme e irreparabile''

Le Regioni dell'arco alpino sono in pressing per salvare Natale e Capodanno, periodo pesante per i fatturati e vero momento clou di ogni stagione. Il fronte con il governo è aperto, il via libera agli impianti è un nodo dirimente, ma comunque solo il primo ostacolo. Il danno viene quantificato dai territori in 20 miliardi

Di L.A. - 26 novembre 2020 - 13:06

TRENTO. Lanciata quasi 24 ore fa su Change.org, sono già oltre 7 mila le firme per chiedere di salvare la stagione invernale (Qui link). "Da mesi - si legge nell'appello della petizione - tutto il settore turistico nell'ambito neve lavora in sinergia per le linee guida per la riapertura in sicurezza degli impianti di risalita e, a cascata, per la ripartenza dell'intera filiera".

 

Le Regioni dell'arco alpino sono in pressing per salvare Natale Capodanno, periodo pesante per i fatturati e vero momento clou di ogni stagione. E' infatti questo mese che segna il destino dell'inverno, il termometro per ogni stazione sciistica. E il fronte con il governo è aperto il via libera agli impianti è un nodo dirimente, ma comunque solo il primo ostacolo, l'altra partita riguarda la mobilità interna e con l'estero. Il danno viene quantificato dai territori in 20 miliardi (Qui articolo).

 

"Lo sci - c'è scritto - non deve essere visto solamente come un divertimento dal momento che in Italia il turismo alpino bianco rappresenta l'11% del comparto nazionale e da lavoro a più di 400.000 persone. Sarebbe un danno enorme e irreparabile, se il governo confermasse di non voler riaprire gli impianti per le feste natalizie. Questo è un periodo che ha un peso fondamentale nel bilancio di tutto il settore turistico invernale".

 

E in questo contesto molto fluido è stata lanciata anche un petizione che in poco tempo è riuscita a superare la barriera delle 7 mila firme. "Lo sci è per eccellenza lo sport individuale all'aria aperta. Inoltre considerando come ci si veste quando si va a sciare non è davvero un problema di mascherine, perché già ora si usano normalmente protezioni sulla bocca e sul viso. Sciando il problema di distanziamento non c’è. Per prevenire le code agli impianti di risalita basterà limitare gli accessi. Ciò, a differenza delle spiagge, è attuabile facilmente grazie alla vendita online su prenotazione degli skipass".

 

L'intenzione del governo è quella di non aprire la stagione, l'esecutivo è impegnato per trovare un accordo europeo per fronteggiare la diffusione del coronavirus. "Le baite potranno lavorare con il servizio take away evitando l'après ski. Bar, ristoranti e hotel ridurranno i loro accessi compatibilmente con le misure di sicurezza. Il settore alpino, da sempre abituato ad affrontare grandi sfide, si mette in gioco un'altra volta per risolvere quest'ultima seguendo le regole e non sottovalutando la situazione di emergenza sanitaria odierna".

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