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Coronavirus, eventi e manifestazioni sospesi fino all'autunno. La Pat: ''Decisione sofferta ma responsabile, salute pubblica prima di tutto''

Le disposizioni valide fino al 15 ottobre riguardano lo svolgimento di eventi, competizioni sportive, manifestazioni, convegni, rassegne e iniziative di carattere sovra-regionale, nazionale o internazionale, previsti negli spazi chiusi o all'aperto. Se si vuole provare a organizzare qualcosa è eventualmente necessario seguire protocolli e seguire linee guida speciali

Di L.A. - 29 maggio 2020 - 18:51

TRENTO. Tempi difficili per gli eventi e le manifestazioni in Italia come in Trentino a causa di Covid-19. La Giunta provinciale ha adottato alcune indicazioni nel rispetto delle normative nazionali e provinciali per contrastare la pandemia coronavirus. 

 

Le disposizioni valide fino al 15 ottobre riguardano lo svolgimento di eventi, competizioni sportive, manifestazioni, convegni, rassegne e iniziative di carattere sovra-regionale, nazionale o internazionale, previsti negli spazi chiusi o all'aperto.

 

La delibera firmata dall'assessore Roberto Failoni sancisce la sospensione tutti gli eventi organizzati o promossi dalla Provincia di Trento, ma anche dagli enti strumentali, che "comportino un numero di spettatori superiori 1.000 persone per le manifestazioni svolte all'aperto e 200 persone complessive per sala, se tenute in luoghi chiusi". Resta la possibilità di effettuare eventi e manifestazioni attraverso l'utilizzo di protocolli e linee guida speciali.

 

Sospesi, chiarisce la delibera, pure eventi e manifestazioni che si svolgono anche solo in parte sul territorio della provincia di Trento e, comunque, che "implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto, quando non sia possibile assicurare il rispetto delle condizioni di distanziamento sociale minimo di un metro tra tutte le persone presenti".

 

I criteri applicati, a cui la delibera fa riferimento, sono stati stabiliti in particolare dal Decreto del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2020. "E’ una decisione dolorosa ma responsabile - commenta l’assessore Failoni - perché cancella il lavoro preparatorio, durato mesi, da persone straordinarie che dedicano le proprie energie e il proprio impegno nella promozione del Trentino e di valori autentici. Siamo tenuti a rispettare norme che tutelano la salute pubblica. In questi due mesi ognuno di noi è stato chiamato a cambiare il proprio stile di vita per contrastare un’emergenza sanitaria senza precedenti. Siamo ripartiti ma il ritorno alla normalità deve rispettare un percorso lineare, improntato alla sicurezza collettiva".

 

Questa decisione è valida fino al 15 ottobre. "La delibera deriva da diverse e qualificate fonti normative quali decreti legge, decreti del premier Giuseppe Conte e ordinanze del presidente della Provincia di Trento e così via, che hanno introdotto misure restrittive e necessarie al contenimento del contagio. In questo momento - spiega Failoni - le misure di contenimento adottate nella prima fase di sviluppo dell’epidemia hanno contribuito all’appiattimento della curva epidemica. I provvedimenti hanno però pesantemente impattato sulla programmazione di eventi, competizioni sportive, manifestazioni, rassegne e iniziative di cui il nostro territorio provinciale è sempre stato luogo privilegiato di produzione e realizzazione".

 

Anche l'Organizzazione mondiale della sanità ha definito "critici" gli eventi per quanto riguarda la gestione del pubblico ma anche per gli investimenti e pianificazione. Il Decreto governativo del maggio scorso (allegato 9, dedicato a “Spettacoli dal vivo e cinema”) individua una serie di misure per la sicurezza degli spettatori, quali il rispetto delle misure di distanziamento interpersonale, la misurazione della temperatura, il divieto di consumo di cibo e bevande, così come della vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli.

 

Sulla base di queste indicazioni arriva la decisione del governo provinciale di sospendere la manifestazioni pubbliche, anche sulla scorta di quanto già deciso da altre regioni. In ogni caso rimane possibile organizzare eventi e manifestazioni, seppur a determinate condizioni: "Qualora sia assicurato il rispetto di specifici protocolli e linee guida e a condizione che l’eventuale coinvolgimento di personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità non possa arrecare pregiudizio, anche solamente in astratto, alle prioritarie esigenze di tutela della salute pubblica e della sicurezza sociale".

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