Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, il paradosso della solidarietà: dopo aver riscosso gli aiuti nazionali gli agricoltori trentini vengono invitati a devolverli alla protezione civile

Il paradosso sta nel fatto che quelle risorse erano già destinate a una buona causa: aiutare gli agricoltori italiani in difficoltà rappresentando per molti l'unica speranza. ''Non so quale coraggio in Val di Non sottoscrivono la richiesta di erogazione del bonus di euro 600 che il Governo nazionale ha con estrema difficoltà finanziaria assegnato - ha spiegato la candidata sindaca dell'M5S Martini - ben consci che il settore agricolo noneso, in questo momento non è per nulla in difficoltà''

Di Luca Pianesi - 20 aprile 2020 - 12:52

TRENTO. Paradossi al tempo del coronavirus. Mentre il governatore Fugatti chiede al Governo nazionale di non contribuire più al risanamento del disavanzo statale (almeno per due anni) risparmiando, così, 430 milioni di euro all'anno (inizialmente aveva parlato pubblicamente di 480 milioni ma ieri, in conferenza stampa, si è corretto) perché, si calcola, che a causa dell'emergenza coronavirus andremo a perdere circa 350 milioni di euro per il calo delle entrate c'è chi ha chiesto il bonus agricoltura dallo Stato e ora che lo ha ottenuto è pronto a donarlo alla Protezione Civile del Trentino.

 

''Nel corso della scorsa settimana - si legge in una nota della Cooperazione - i Consorzi del settore cooperativo APOT, Melinda e La Trentina, Concast, Federazione Allevatori, Consorzio Vini e le organizzazioni sindacali CIA, Confagricoltura, ed ACT hanno lavorato insieme per impostare un’azione verso una platea di agricoltori il più ampia possibile, invitandoli a sostenere le campagne di solidarietà in atto sul territorio, attivate dall’emergenza Covid-19. L’iniziativa è nata in maniera spontanea, anche a seguito degli aiuti disposti dal Governo nazionale, per offrire un sostegno dovuto alle strutture più sollecitate del settore sanitario e della protezione civile e per manifestare una concreta espressione di vicinanza alle famiglie che più sono state toccate dalle criticità conseguenti alle limitazioni imposte dal Governo per uscire dalla crisi sanitaria del Coronavirus''.

 

E così se ''si è chiesto a tutti i soci beneficiari dei sostegni governativi di indirizzare le loro azioni di significativa beneficenza alla protezione civile trentina, ma con libertà di sostenere qualsiasi altra associazione, struttura o soggetto ritenuto meritevole di un gesto di solidarietà''. Un'iniziativa molto bella con, però, come fulcro gli aiuti statali. E da qui nasce il paradosso: quelle risorse, faticosamente recuperate dallo Stato, erano destinate agli agricoltori di tutto il Paese e magari per qualche nostro connazionale avrebbero rappresentato l'unica entrata del mese di marzo. Si tratta, infatti, di risorse nazionali con limite massimo da raggiungere (nel caso delle indennità dei lavoratori agricoli erano 396 milioni di euro in tutto il Paese) e quindi per qualcuno che lo ha preso perché ha presentato prima la domanda ci potrebbe essere qualcun altro che è rimasto senza perché le risorse si sono esaurite.

 

E in ogni caso se quei soldi fossero rimasti nella disponibilità nazionale sarebbero stati certamente utilizzati per altre categorie di lavoratori in difficoltà (insomma la coperta è molto corta, lo sappiamo, le risorse sono poche e le situazioni drammatiche tantissime in questo momento). Quindi si può dire che il paradosso è fare della beneficenza togliendo delle risorse destinate a uno specifico atto di sostegno e solidarietà.

 

''Pur nel rispetto della fatica fisica, della passione, delle capacità e dell’orgoglio degli agricoltori nonesi nel rendere la propria terra un giardino perfettamente curato e rigoglioso - scrive al riguardo la candidata sindaca a Trento del Movimento 5 Stelle Carmen Martini che spiega di essere originaria di Revò in Val di Non, figlia di umili agricoltori allevatori con un padre emigrato in Canada per fare il boscaiolo e minatore e quindi ben conscia di quelle che erano le dure condizioni di vita della sua valle natia - non posso non ricordare che gli stessi godono di esenzioni fiscali particolari: il reddito soggetto ad imposta Irpef è il solo reddito agrario (importi irrisori), e possono invece applicare il regime speciale oppure l’ordinario dell’Iva a seconda della convenienza. Con profonda amarezza vorrei esprimere il mio disappunto circa la richiesta di erogazione dell’indennità prevista dal Decreto Cura Italia per il mese di marzo 2020 (pari a 600 euro) da parte degli stessi agricoltori (prima categoria), degli operatori agricoli a tempo determinato (cernitrici nei diversi magazzini Melinda) e dei lavoratori iscritti negli elenchi annuali della Val di Non (molti dei quali sono il più delle volte dipendenti pubblici con tanto di stipendio fisso, iscritti all’albo agricoltori in seconda categoria)''.

 

 

''Stiamo attraversando un periodo di emergenza epocale e mondiale - prosegue Martini - mai vista prima d’ora, in cui i più deboli soffrono ancora di più, in cui gli operatori di diverse categorie economiche (turismo, ristorazione, modo della cultura ecc.) sono al collasso, in cui la sanità è allo stremo (ammirevole l’impegno e l’amore dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori sanitari, dei volontari ecc.). Nonostante ciò molti agricoltori della mia valle, attraverso i Patronati e con non so quale coraggio, sottoscrivono la richiesta di erogazione (non c’è nulla di automatico ognuno devo chiedere personalmente) del bonus di euro 600 che il Governo nazionale ha con estrema difficoltà finanziaria assegnato, ben consci che il settore agricolo noneso, in questo momento non è per nulla in difficoltà, anzi. Ogni giorno dai magazzini Melinda partono tonnellate e tonnellate di pomi vista la forte richiesta sia dall’Italia che dall’estero. Quindi nessuna crisi per gli agricoltori, operatori stagionali e iscritti all’albo (questi ultimi iscritti in seconda categoria, dipendenti con stipendio mensile assicurato). Desidero lanciare un appello a tutti i nonesi che hanno già incassato il bonus coronavirus di devolverlo alla protezione civile, a chi ne ha veramente bisogno oppure alla ricerca scientifica che si occupa della ricerca di un antidoto/vaccino contro il Covid 19''.

 

Insomma ben conscia della situazione Martini ha lanciato la proposta di devolvere quei fondi e alla stessa cosa hanno pensato anche i vertici di Apot, Melinda, La Trentina, Federazione Allevatori, Consorzio Vini, Cia, Confagricoltura e Act. Tutti uniti per una buona causa col paradosso che quelle risorse sarebbero state, comunque, destinate a una buona causa. 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 20 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

21 ottobre - 17:39

Tra i nuovi positivi, 71 presentano sintomi, 13 casi riguardano minorenni, dei quali 2 contagiati sono nella fascia di età 0-5 anni e altri 11 ragazzi si collocano nella fascia 6-15 anni, mentre 13 infezioni riguardano over 70 anni

21 ottobre - 17:23

I casi in Lombardia sono raddoppiati rispetto a ieri e sono decedute 20 persone, mentre il rapporto contagi/tamponi si attesta all'11%. Un'osservata speciale è Milano che ha fatto segnare 1.800 nuovi infetti. Anche a Verona saltano i Mercatini di Natale. Probabili misure restrittive del governo per il fine settimana

21 ottobre - 16:10

Ecco tutti i beni che verranno battuti all'asta del comune che si svolgerà martedì 3 novembre. Prima si potranno andare a visionare gli oggetti e poi si potrà fare la proposta in busta chiusa. Ecco la lista e come partecipare

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato