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Coronavirus: “La situazione sull’isola di Lesbo è esplosiva (FOTO e VIDEO), l’epidemia è arrivata fin qui ma è impossibile rispettare le norme igieniche minime”

Non solo Italia, il coronavirus è sbarcato anche sull’isola greca dove, in un campo che potrebbe accogliere 3000 persone, sono stipati oltre 25mila migranti. Il racconto di due attivisti trentini: “A causa del sovraffollamento non possono essere rispettate nemmeno le norme igieniche minime, ma così diventa impossibile difendersi dal virus”

Di Tiziano Grottolo - 14 marzo 2020 - 17:25

LESBO (GRECIA). Lesbo è un’isola greca situata nel mar Egeo una manciata di chilometri dalle coste turche da dove ogni giorno decine di migranti tentano la sorte affidando la propria vita a gommoni fatiscenti. La vita sull’isola non è mai stata facile, anzi probabilmente è uno dei posti peggiori in cui ritrovarsi intrappolati. Sono oltre 25mila i migranti stipati in un campo d’accoglienza che in realtà avrebbe spazio solo per 3000 persone.

 

Se possibile in queste ultime settimane la situazione sta persino peggiorando dopo che il governo greco ha iniziato i lavori di costruzione di un vero e proprio campo di detenzione, lasciando intendere ai locali che non c’era nessuna volontà di ridurre il numero dei migranti presenti sull’isola, che ad oggi rappresentano più del 20% della popolazione totale. Rabbia cavalcata dai neonazisti di Alba Dorata che hanno orchestrato aggressioni e raid punitivi ai danni di migranti e volontari delle Ong. Al contrario oggi per le vie di Lesbo è sfilata una manifestazione per stigmatizzare le violenze dell'estrema destra.

 

 

Adesso però è sopraggiunto un problema ancora più grave: a Lesbo è stato registrato il primo caso di coronavirus, si tratterebbe di una donna di ritorno da un viaggio in Israele. La notizia si è diffusa in brevissimo tempo allarmando non poco locali e migranti: “Sono tutti molti preoccupati che il virus possa diffondersi nel campo – afferma Nicola un attivista del Centro Sociale Bruno – se dovessero verificarsi i primi casi fra i migranti la situazione diventerebbe esplosiva”. Nicola fa parte di una carovana arrivata sull’isola per seguire il proseguo di alcuni progetti d’accoglienza avviati in precedenza e monitorare il cambiamento della situazione politica dopo la decisione della Grecia di sospendere le accettazioni delle richieste d'asilo e successivamente alle ritorsioni poste in atto da Erdoğan nei confronti dell’Europa (QUI articolo).

 

“Il problema – prosegue – è che i richiedenti asilo non hanno modo di proteggersi e nemmeno di rispettare quelle minime norme igieniche che servirebbero ad evitare i contagi. Le persone qui vivono in una condizione di sovraffollamento cronico si calcola che gli accessi all’acqua siano 1 ogni 1400 richiedenti asilo”. Medici Senza Frontiere ha distribuito dei volantini per spiegare come difendersi dal virus ma il fatto è che i migranti sono posti nella condizione oggettiva di non poter mettere in pratica le precauzioni igienico-sanitarie.

La situazione sull'isola di Lesbo nell'emergenza coronavirus

“Più le persone si rendono conto della situazione più la paura si diffonde – riferisce Nicola – se il coronavirus arriva al campo di Moria (il più grande dell’isola ndr) sarà la fine, le strutture sanitarie non sono attrezzate per accogliere numeri così elevati di persone potrebbe essere un’ecatombe”.

 

In tutto questo il governo greco ha dato il via a una serie di esercitazioni militari che si tengono proprio nella lingua di mare che separa Lesbo dalla Turchia, vietando al contempo alle navi delle Ong di avvicinarsi e impedendo di fatto il soccorso in mare dei migranti. Gli attivisti, che da tempo denunciano le violenze della guardia costiera greca, sono convinti che questo sia un espediente per ostacolare le loro attività di salvataggio e un modo per dissuadere ulteriori partenze. Nel 2012 l’Unione Europea venne premiata con il Nobel per la pace per aver “contribuito a trasformare la maggior parte dell'Europa da un continente di guerra in un continente di pace”, sicuramente Lesbo e la Grecia fanno parte della comunità europea eppure qui pare che nessuno riesca nemmeno a immaginarla la pace.

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