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Dopo 4 anni il Rifugio Tonini è fermo al giorno dell'incendio. La Sat: ''Limato qualche dettaglio dovrebbe partire l'iter''

Avvenuto nel dicembre 2016, si parla di estate 2022. Nei mesi scorsi erano arrivate alcune osservazioni sulla copertura e si è lavorato per trovare un punto di equilibrio. Semaforo verde dalla commissione di coordinamento, la presidente Anna Facchini: ''Entro la fine dell'anno contiamo di ricevere l'iter autorizzativo del Comune e predisporre il piano finanziario"

Di Luca Andreazza - 28 giugno 2020 - 19:29

TRENTO. "L’iter di approvazione del progetto per la ricostruzione del rifugio Tonini è stato sbloccato recentemente e quindi siamo estremamente soddisfatti. Ora si può andare avanti". Così Anna Facchini, presidente della Sat centrale. Semaforo verde della commissione di coordinamento, l'ente che raccoglie tutti i servizi interessati dalle procedure, sulle modifiche al progetto firmato dall'architetto Riccardo Giacomelli.

 

L'iter si era fermato per alcune criticità legate al tetto, in particolare per l'estensione e l'altezza. La commissione di coordinamento aveva chiesto alla società un'integrazione per comprendere il percorso del progetto prima di essere depositato e quali altri piani erano stati esclusi e le relative motivazioni. Si era poi aggiunta la richiesta di rendering integrativi. A quel punto erano arrivate alcune osservazioni sulla copertura e si è lavorato per trovare un punto di equilibrio.

Un confronto e una concertazione per chiudere il cerchio e riprendere a pianificare il futuro del rifugio. "Le modifiche sono in linea con il progetto già presentato nei mesi scorsi. Sono stati limati alcuni dettagli - commenta la numero uno della Sat - ma nulla di sostanziale. I rendering del rifugio sono praticamente confermati. Adesso si prosegue per ottenere le autorizzazioni da parte del Comune e per prevedere un piano finanziario per entrare nel vivo nella ricostruzione".

 

Le ipotesi iniziali e prudenti prevedevano una riapertura tra 24 mesi ma sulle tempistiche ancora non ci si sbilancia fino in fondo. "Entro la fine quest'anno - aggiunge Facchini - si conta di avere l'ok dall'amministrazione comunale e quindi deliberare il piano finanziario. Speriamo di confermare il termine dei lavori per il 2022 per restituire nuovamente alla comunità un simbolo molto amato dagli amanti e appassionati della montagna".

Il rifugio Tonini è stato distrutto da un furioso incendio il 28 dicembre 2016, un rogo devastante. Il progetto prevede un investimento che si attesta a 1,6 milioni di euro, la Sat ha già incassato 700 mila euro dall’assicurazione, 50 mila euro di sovvenzione del Cai e da iniziative di solidarietà con raccolta fondi, mentre per coprire i costi serve l’intervento della Provincia. Nel 2018 c'era la disponibilità di piazza Dante a intervenire, la Giunta guidata dal presidente Ugo Rossi.

 

Nel frattempo ci sono state le elezioni che hanno consegnato la Provincia alla Lega e successivamente lo stop per i chiarimenti richiesti dalla commissione di coordinamento. In questi ultimi giorni è stato incassato il nuovo via libera, però si deve fronteggiare la crisi economica causata dall'emergenza coronavirus. C'è comunque ancora tempo, il finanziamento può avvenire però solamente a conclusione dell'iter autorizzativo previsto dalla Legge e dal Regolamento sui rifugi e sui sentieri alpini.

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