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Il Covid fa aumentare la disoccupazione e per il ruolo di sacrestano a Cortina si "presentano" in più di 90. Il parroco: "Persone da tutta Italia"

L'annuncio per il lavoro di sacrestano pubblicato dalla parrocchia di Cortina d'Ampezzo ha provocato una vera e propria corsa all'invio della propria candidatura. Sono oltre 90 quelle arrivate a don Ivano Brambilla, parroco della nota località dolomitica. "Alcuni lo fanno per passione ma oltre il 70% per mancanza di lavoro. Ci sono richieste da tutta Italia. Dalla Sicilia alla Valtellina"

Di Davide Leveghi - 22 dicembre 2020 - 18:28

CORTINA D'AMPEZZO. “Diciamo che un 30% dei candidati ha inviato la richiesta per passione, un buon 70% per mancanza di lavoro”. Si spiega così, il parroco di Cortina d'Ampezzo don Ivano Brambilla, la grande mole di curricula arrivate alla parrocchia della nota località dolomitica. Il ruolo vacante di sacrestano ha infatti spinto più di 90 persone da tutta Italia a inviare la propria candidatura, nella speranza di assicurarsi un posto fisso nella chiesa dei santi Filippo e Giacomo.

 

La basilica barocca si trova d'altronde senza più un sacrestano, dopo che la famiglia che se ne occupava da generazioni ha lasciato vacante il posto in seguito a oltre 40 anni di servizio. La pubblicazione dell'annuncio ha così ottenuto un seguito insperato, figlio di un periodo storico in cui latitano le occasioni di lavoro.

 

Per qualcuno questo lavoro è interessante, magari lo ha già fatto come volontario e ora vede la possibilità di farlo per vivere – spiega il parroco ampezzano – la maggioranza però fa richiesta per mancanza di un'occupazione. Si tratta di persone di tutte le età, da ragazzi di 25 anni a uomini alla soglia della pensione, di 60/63 anni. Le richieste provengono da tutta Italia, molte dal Veneto e dalla provincia, chiaro, ma anche dal resto del Paese, dalla Sicilia alla Valtellina”.

 

All'invio del curriculum e alla proposta della propria candidatura, seguirà la fase di selezione. “Ho cominciato a leggere i curricula - continua don Brambilla – e con il consiglio pastorale e per gli affari economici inizieremo poi a contattare le persone per il colloquio. Tutti meritano attenzione, e se non potremo farlo di persona, lo faremo a remoto”.

 

Il lavoro, d'altronde, garantisce benefit non indifferenti, visto che durante i weekend e i festivi il sacrestano deve essere sul posto di lavoro. “Esiste un contratto nazionale per i sacrestani – spiega il parroco – con 12 mensilità di stipendio, la tredicesima e la quattordicesima. Si lavora il sabato, la domenica e i festivi. La parrocchia di Cortina, d'altronde, se lo può permettere, ma non funziona ovunque così. In altri posti, infatti, ci sono dei volontari”.

 

Nell'altra chiesa grande di Cortina, quella del santuario della Madonna della Difesa, invece, lavora come sacrestana un'ex insegnante. “Ha un contratto part-time. È curioso che abbia voluto lasciare quel lavoro per fare la sacrestana”, conclude don Brambilla.

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