Contenuto sponsorizzato

In Trentino eseguiti tamponi a 2.705 sanitari (su oltre 8.000). In Veneto già testate 120.000 persone tra sanitari e case di riposo. Fugatti: ''Pronti a partire con i test sierologici''

Mentre a Verona si inaugura la seconda “drive-in clinics” per fare tamponi ''volanti'' a cittadini che hanno concluso il periodo di quarantena, a personale sanitario e altri dipendenti pubblici, in Trentino si parla di cominciare a fare i test sierologici in alcuni comuni ma per il sindacato anche questa volta si dimenticano medici, infermieri e personale sanitario. In conferenza stampa però il presidente della Pat annuncia che si partirà con i test sierologici anche per i sanitari a Rovereto

Pubblicato il - 20 aprile 2020 - 16:08

VERONA. Mentre in Veneto sono stati fatti i 120.000 tamponi a tutti i medici, infermieri, operatori delle case di riposo (e in Trentino sono stati fatti tamponi a 2.705 medici, sanitari, tecnici, infermieri, come ha spiegato Bordon in conferenza stampa), il presidente Zaia ha spiegato che ogni 11 giorni verranno rifatti a tutti e a Verona arriva la seconda postazione per tamponi ''drive-in'' per permettere ai cittadini di sapere se sono positivi al coronavirus oppure no, in Trentino i sindacati lanciano l'allarme test sierologici. ''Apprendiamo dalla stampa che in alcuni paesi trentini si stanno cominciando a pianificare o effettuare i test sierologici. - spiegano Gianna Colle e Marco Cont, referenti del settore sanità per la Funzione pubblica Cgil -. Una novità positiva e che viene giustificata dalla presenza di molti contagiati in alcune aree. Ciò che è inaccettabile è che gli enti provinciali non considerino come prioritario l’effettuare questo tipo di test sui professionisti della sanità che, ancora una volta, si sentono presi in giro: osannati come eroi nelle conferenze stampa, lasciati per ultimi nei fatti''.

 

''Test sierologici e tamponi - prosegue la Cgil - al momento, sono fatti a chi tra i lavoratori manifesta sintomi e chiede con forza al proprio responsabile di eseguire l'indagine. Diciamo “con forza”, perché sappiamo che ad alcuni lavoratori questo diritto è stato negato. Nelle loro dichiarazioni alla stampa, Provincia e Azienda sanitaria affermano che verranno “tamponati” tutti gli operatori, ma nella realtà non sappiamo ancora chi, come, quando e dove. In altre regioni italiane sono stati siglati accordi e stilati calendari per fare lo screening. Qui in Trentino nulla viene detto né tantomeno fatto per dare sistematicità a questo intervento''.

 

''Nel Protocollo per la prevenzione siglato a livello nazionale, - concludono Gianna Colle e Marco Cont - cui deve fare da riferimento anche il Trentino, è scritto che le parti condividono la necessità di assicurare che tutto il personale esposto, in via prioritaria, venga sottoposto ai test di laboratorio necessari a evidenziare l'eventuale positività al Sars-cov-2, anche ai fini della prosecuzione dell'attività lavorativa, prevedendo anche l'eventuale cadenza periodica e dunque la ripetizione del test. Siamo pronti a condividere con Provincia e Azienda il lavoro per creare questo auspicato calendario''.

 

Proprio quest'oggi, però, il presidente Fugatti ha spiegato in conferenza stampa (dimostrando che la condivisione con le parti sociali è minima) che nei prossimi giorni partiranno i test sierologici anche per i sanitari in Trentino: ''Questo percorso messo in campo dall'Apss - ha detto - verrà eseguito a Rovereto e anche se c'è certo dibattito a livello nazionale sulla loro validità crediamo che partire con queste sperimentazioni è importante e si parte dal personale in prima linea''. ''Vuol dire che partiremo con il personale impiegato nel gestire malati Covid - ha aggiunto il direttore sanitario Bordon - o lo ha gestito e deve tornare a fare attività, cosiddetta, pulita. Più in generale, però, spieghiamo anche che su 8.500 dipendenti del settore sanitario sono stati fatti tamponi a circa 2.705 unità''.

 

Questo il dettaglio: totale 8.500 dipendenti; tamponi eseguiti in totale 4.088 a 2.705 persone; di questi: 1008 tamponi a 660 medici, 2807 tamponi a 1852 figure del personale sanitario (infermieri, oss, tecnici), 273 tamponi a 193 altre figure (amministrativi e tecnici). 

 

Intanto, come detto, in Veneto tutto ciò è già stato realizzato e a Veronafiere, da oggi, nel padiglione 10, è operativa una postazione sanitaria di tamponi ''drive-in'' per effettuare i controllo in modo rapido e verificare se si ha il coronavirus o no. A gestirla è l’Azienda Ulss 9 Scaligera, con Croce Rossa, Croce Verde, Comune di Verona e Protezione civile. Si tratta del secondo presidio ''drive-in'' per i prelievi dall’auto. Il primo era stato inaugurato dalla Protezione civile l’11 aprile di fronte al Palasport. 

Il test, accessibile soltanto su chiamata del Servizio igiene e sanità pubblica (SISP), è destinato a pazienti che hanno concluso il periodo di quarantena, a personale sanitario e altri dipendenti pubblici che lavorano a stretto contatto con i cittadini. A pieno regime, l’obiettivo è quello di eseguire fino a 300 tamponi al giorno, grazie alla modalità “drive-in clinics” che consente l’arrivo in auto e il prelievo del campione attraverso il finestrino, senza la necessità di scendere dal mezzo. L’ingresso per il laboratorio mobile si trova alla porta "E" della fiera, in via Belgio.

 

Personale impiegato nel gestire malati covid 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 28 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

29 ottobre - 14:45

Mentre Boccia ieri sera impugnava l'ordinanza di Fugatti e ''valutava'' quella altoatesina (protetta da una legge al contrario di quella di Trento) Kompatscher ha riunito la giunta e, visto l'andamento della curva del contagio, ha deciso di adottare il dpcm e renderlo ancor più restrittivo

29 ottobre - 13:16

L'ex assessore alla salute: ''Bene preoccuparsi di 'attenuare' l’immagine dei morti per Covid nei sacchi neri che sicuramente non è mediaticamente in linea con l’immagine che in Trentino 'siamo lontani dai numeri della primavera.. pochissimi casi in terapia intensiva', però forse spiegare al personale anche quale strategia di politica sanitaria si sta portando avanti e quale modello di riorganizzazione dei reparti, aiuterebbe a lavorare con maggiore serenità e consapevolezza''

28 ottobre - 17:25

Il consigliere di Futura interroga l'Aula dopo che il Dolomiti ha svelato che l'istituto di cui è direttore emerito Andrea Villotti, sta invitando la popolazione a non pagare le tasse per protestare contro il dpcm del governo Conte. Il tutto mentre i curricula dei membri del consiglio d'amministrazione di Patrimonio del Trentino sono ancora ''invisibili'' nonostante per legge dovrebbero essere pubblici al più tardi dal 5 ottobre

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato