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Coronavirus, Segnana: ''Ad oggi fatti circa 500 tamponi antigenici nelle farmacie'' ma solo a Piedicastello sono 1.197. Betti: ''Positivi il 25-30% dei testati''

Ironia della sorte il dato comunicato in conferenza stampa dall'assessora (GUARDA IL VIDEO) è stato anche messo nero su bianco nel comunicato della Pat dal titolo ''Fugatti: dal Trentino dati corretti'' ma non torna nemmeno prendendo in esame le prime tre farmacie che sono partite con il progetto (in tre oltre 2.500 tamponi). Il presidente dell'associazione titolari di farmacia: ''Bisognerebbe incentivarli slegandoli dall'impegnativa del medico come avviene in Alto Adige''. Ma l'intenzione della Pat sembra opposta visto che è arrivata una comunicazione anche ai privati di eseguirli solo con le prescrizioni mediche

Di Luca Pianesi - 18 novembre 2020 - 04:01

TRENTO. Nel comunicato stampa ufficiale della Provincia dall'evocativo titolo ''Fugatti: dal Trentino dati corretti e in linea con le richieste del Ministero'' viene spiegato che ''in apertura l’assessore alla Salute Stefania Segnana ha fatto il punto sulla situazione dei contagi (ne riferiamo in un altro comunicato) ed ha anche raccomandato di fare attenzione a quanto avviene nei nuclei familiari, per tutelare gli anziani. Ha ricordato che ad oggi sono circa 500 i tamponi fatti presso le 15 farmacie che offrono questo servizio. A queste se ne aggiungeranno a breve altre 4 e altrettante nei giorni successivi''. E infatti durante la conferenza stampa di lunedì l'assessora, in diretta, ha proprio spiegato che sono circa 500 i tamponi eseguiti nelle farmacie del Trentino ad oggi.

 

Il dato, come spesso accade in queste conferenze pubbliche, è stato buttato lì dall'assessora senza troppe spiegazioni e così, increduli perché sembrava impossibile che fossero solo 500 i tamponi antigenici eseguiti dalle farmacie dall'inizio della sperimentazione abbiamo chiesto spiegazioni alla Pat (forse l'assessora si era spiegata male e voleva dire 500 al giorno?). La Pat, però ha confermato che l'assessora intendeva proprio che 500 era il dato totale e ciò è stato anche messo nero su bianco, poi, nel comunicato stampa dal titolo ''Fugatti: dal Trentino dati corretti'': ''Ad oggi - si legge nel testo - sono circa 500 i tamponi fatti presso le 15 farmacie''.

 

 

Ci è bastato, però, chiedere alle tre farmacie che da più tempo stanno facendo i tamponi antigenici per scoprire che il dato fornito dall'assessora Segnana era privo di conferme. La prima a partire è stata, infatti, la farmacia di Piedicastello (il 9 ottobre) e questa a ieri aveva eseguito da sola 1.197 tamponi antigenici. Poi erano partite il 2 novembre la farmacia di Pomarolo e quella di Riva del Garda ed entrambe a ieri avevano superato quota 700. Insomma a ieri solo tre farmacie avevano eseguito oltre 2.500 tamponi, cinque volte di più rispetto ai 500 segnalati dall'assessora Segnana alla comunità. Da giorni, poi, si sono aggiunte altre 12 farmacie (altre 4 da ieri e altre 4 si aggiungeranno nei prossimi giorni, come ha spiegato la stessa assessora) e quindi il dato è certamente molto più alto.

 

Abbiamo chiesto spiegazioni al riguardo al presidente dell'associazione titolari di farmacia e titolare della farmacia a Civezzano, Paolo Betti: "Quel dato non lo abbiamo capito nemmeno noi. Io posso dire che noi, come farmacia, siamo partiti da una settimana a fare i tamponi antigenici e mediamente ne eseguiamo 15/20 ogni ora. In questo momento effettuiamo questo servizio per 8 ore nell'arco della settimana. Il rapporto contagi/tamponi si attesta tra il 25% e il 30%. Come noto il problema resta la necessità di poter contare su infermieri o personale medico per eseguire i tamponi antigenici ma adesso aspettiamo l'attivazione del corso di formazione per garantire una maggiore continuità".

 

Compreso che i tamponi antigenici stanno diventando sempre più importanti soprattutto per trovare i positivi (che vengono automaticamente messi in isolamento e vengono sottoposti a tampone molecolare essenzialmente per trovarne la negativizzazione a distanza di 10-14 giorni) e compreso che i tamponi molecolari sono quindi sempre più destinati anche a cercare i negativi la richiesta anche dal mondo delle farmacie è quella di accelerare le procedure. "Adesso si può agire solo tramite impegnativa. In Alto Adige e nel Lazio - aggiunge Betti - anche il privato si può rivolgere alle farmacie perché più controlli ci sono e meglio si può gestire l'emergenza e c'è poi un fortissimo interesse anche qui in Trentino".

 

Purtroppo, però, da questo punto di vista va detto che la Provincia di Trento sta andando esattamente nella direzione opposta visto che negli scorsi giorni anche alle aziende private che da mesi stanno facendo i tamponi antigenici (soprattutto ai lavoratori per individuare focolai nelle aziende ancora prima che l'Apss credesse in questo preziosissimo strumento QUI ARTICOLO) è arrivata la comunicazione che anche in questi casi si potranno fare solo con le prescrizioni mediche. L'esatto opposto di quel che accade in Alto Adige dove in molti casi non si va nemmeno al lavoro se non si è monitorati con i test rapidi e dove da venerdì partirà il più grande screening di massa mai fatto con 350.000 tamponi antigenici che verranno eseguiti in tre giorni in oltre 200 punti organizzati dalla Provincia a tutte le persone possibili.

 

Insomma, altro che impegnativa del medico. In Trentino sarebbero un centinaio le farmacie che si sono rese disponibili ad effettuare i tamponi antigenici ma l'organizzazione del servizio non è banale: necessario garantire privacy e standard di sicurezza elevati, servirebbero locali appositamente attrezzati e la quasi totalità delle farmacie ha, infatti, predisposto spazi all'esterno degli edifici. Un altro nodo è quello che serve il personale formato per effettuare un tampone efficace e efficiente. Operatori che però sono contati e così si è deciso per organizzare dei corsi di formazione. Insomma, al di là dell'errore dell'assessora e della Provincia nel comunicare i numeri, la platea delle farmacie è fortunatamente in costante crescita come anche i tamponi antigenici eseguiti. La crescita o meno del progetto di controllo della popolazione cambia e cambierà se il servizio sarà legato o meno alle autorizzazioni del medico. Ma, come spesso dichiara il presidente Fugatti nelle conferenze stampa ''Quel che succederà domani non lo sappiamo''. Non resta che sperare.

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