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La libreria Arcadia resiste al coronavirus: libri consegnati a domicilio e incontri con gli autori in streaming

Da quando il servizio a domicilio è attivo ci sono già state una quarantina di consegne. Il titolare: “Vendiamo soprattutto libri che infondono buon umore, ma vanno a ruba anche i titoli degli autori che hanno dovuto annullare le loro presentazioni”. Ecco i titoli più letti ai tempi del coronavirus

Di Tiziano Grottolo - 10 marzo 2020 - 20:57

ROVERETO. Nella città della Quercia ha messo radici dal 2016 una libreria indipendente di nome Arcadia nata e cresciuta grazie all’incontro di professionalità diverse. I due librai che portano avanti questo progetto, nato 25 anni fa a Roma, si chiamano Giorgio Gizzi e Monica Dori e come molti altri hanno dovuto fare i conti con l’emergenza coronavirus.

 

Come è noto, partendo dal 10 marzo, sono entrate in vigore le disposizioni governative che hanno esteso a tutta l’Italia le misure restrittive adottate per fermare il diffondersi del coronavirus, queste hanno inevitabilmente danneggiato gli esercenti, il prezzo da pagare per tentare di ridurre i contagi. Fra questi però c’è chi sta studiando forme di “resistenza” al coronavirus, è il caso della libreria Arcadia che dal giorno in cui sono entrate in vigore le nuove misure per limitare gli spostamenti delle persone ha inaugurato il proprio sistema di consegna a domicilio.

 

“Tuttopassa” è l’hashtag scelto per la campagna pubblicitaria che va in coppia con “anche il libraio, a casa tua”, infatti per l’intero territorio del comune di Rovereto a fare le consegne, gratuitamente, ci penseranno i titolari della libreria Arcadia. “Sono già una quarantina le persone che hanno scelto di usufruire del nostro servizio”, racconta Gizzi. A Rovereto le consegne avvengono entro 24 ore, mentre negli altri comuni i libri arriveranno con la posta, “ovunque siate, se volete avere i nostri consigli, chiamateci in libreria: parlando capiremo i vostri gusti, il libro più adatto a voi e potremmo spedirvelo”, conferma il titolare dell’Arcadia.

 

 

Certo si può sempre entrare in libreria, rispettando le norme in vigore, ma questo servizio sembra riscuotere un notevole successo: “Ci siamo ribattezzati portatori sani di libri, per quanto possibile cerchiamo di prenderla con ironia”. Probabilmente ironia e leggerezza e proprio quello di cui c’è bisogno in questo difficile momento: “I libri che vanno per la maggiore – riprende Gizzi – sono quelli che infondono il buon umore, le persone cercano una buona narrativa che contenga al suo interno buoni propositi, sicuramente è anche questo un modo di evadere dalla ‘prigione’ del coronavirus”.

 

A proposito di evasione anche i libri di viaggio sono particolarmente apprezzati “un modo di raggiungere ciò che ci è negato” il commento del libraio. Le iniziative però non si fermano qui, Arcadia infatti sta programmando una serie di incontri con vari autori che saranno trasmessi in diretta streaming, l’idea di fondo è quella di trasmettere un senso di normalità, pur nel rispetto di tutte le norme vigenti.  

 

Paradossalmente fra i libri più rischisti ci sono proprio quelli degli autori che avrebbero dovuto partecipare a degli incontri, addirittura 17, annullati per l’emergenza coronavirus, così in cima a questa speciale classifica troviamo: “I giusti” di Jan Brokken, “L' ingrata” dell’iraniana Dina Nayeri e “Tehran Girl” di Mahsa Mohebali. Le persone non hanno voluto rinunciare al piacere di leggere premiando anche la buona qualità: “Il libro che stiamo vendendo di più – afferma Gizzi – è ‘Sul lato selvaggio’ di Tiffany McDaniel, sta andando molto forte anche 'Prima di noi' di Giorgio Fontana che è stato uno degli ultimi ospiti della nostra libreria”.

 

Molto venduto il libro di Romina Casagrande che parla dei bambini altoatesini e trentini venduti come forza lavoro in Germania, “I bambini di Svevia”, così come “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio” di Remo Rapino candidato al premio Strega che racconta la storia del Novecento attraverso lo sguardo di un matto. Viene quasi da chiedersi come verrebbe raccontato questo periodo “sottosopra” che stiamo vivendo, ad ogni modo molte persone hanno dimostrato di apprezzare l’idea della libreria, perché conclude Gizzi: “Se avete voglia di un bel libro e non volete uscire di casa, se avete voglia di due parole insieme al pacco che ricevete – chiaramente a distanza di almeno un metro – se non volete rinunciare ad un po’ delle vostre abitudini, L’Arcadia c’è, ricordando che tutto passa, ma nel frattempo passa il libraio”.

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