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La partita persa per il polo (da 1.000 posti di lavoro) per l'Intelligenza Artificiale? La Pat non sapeva e se sapeva dormiva, sognando l'Amazon trentina

La risposta data dall'assessore Spinelli all'interrogazione di Luca Zeni per chiedere spiegazioni su come mai l'importante hub con budget di 80 milioni l'anno sia finito a Torino nonostante Trento da oltre trent'anni sia all'avanguardia, è risultata disarmante. E quel che è peggio è che tra i progetti sui quali si sta investendo si cita ancora la ''piattaforma tecnologica per lo sviluppo del commercio elettronico'' che molti pensavano fosse una semplice boutade ma a quanto pare la Pat ci crede davvero

Di Luca Pianesi - 29 dicembre 2020 - 22:09

TRENTO. ''La Giunta non era in nessun modo a conoscenza della decisione del Governo in materia di assegnazione della sede del costituendo Istituto per l'Intelligenza Artificiale''. ''La Giunta non era a conoscenza di alcuna procedura di candidatura e assegnazione''. Ma quel che è peggio: ''Sono in corso e in via di definizione alcuni importanti interventi. Con delibera (..) è stata approvata una procedura operativa per individuare un progetto di trasferimento tecnologico per la creazione e implementazione di una piattaforma tecnologica per lo sviluppo del commercio elettronico (...) con un finanziamento di 1 milione di euro''. Questi tre virgolettati rappresentano il de profundis della ricerca trentina.

 

Il de profundis di una delle cose più straordinarie che sono state create in Provincia di Trento negli ultimi 30 anni e che, di fatto, ha cambiato il volto del Trentino, attirando competenze, trasformando Trento in una delle Smart City mondiali, facendo aumentare la popolazione (Povo, centro di riferimento, in due decenni è passata da 3.000 a 6.000 abitanti), proiettando il territorio in un Olimpo internazionale fatto di eccellenze e prospettive. Questi tre virgolettati rappresentano parte della risposta dell'assessore competente Achille Spinelli all'interrogazione depositata da Luca Zeni per sapere come mai la sede dell'Istituto per l'Intelligenza Artificiale nazionale sia finita a Torino invece che a Trento che da anni, con l'Fbk, fiore all'occhiello del sistema trentino nel mondo, è all'avanguardia in questo campo.

 

Una scelta che ha spiazzato tutti poiché per molti proprio Trento, con il suo impegno trentennale sull'Ict e le sue competenze indiscusse già disponibili, sarebbe potuta essere l'incubatore ideale. E invece non c'è stato verso e il ''pacchetto'' che a regime vale circa un migliaio di posti di lavoro di altissimo livello e un budget di circa 80 milioni di euro l'anno è stato destinato alla Città della Mole e del presidente di Fbk Francesco Profumo, uno che è stato recentemente designato, di nuovo, dal Comune di Torino come presidente della Compagnia di San Paolo, la fondazione bancaria piemontese che è prima azionista di Intesa Sanpaolo. Lui ha spiegato di essere rimasto spiazzato dalla decisione del ministero di puntare sulla sua città di origine (e dove opera ai massimi livelli) e non sulla fondazione trentina che presiede, ma tant'è.

 

Quel che lascia allibiti, però, è la risposta dell'assessorato alla ricerca e innovazione del Trentino sull'argomento: ''La Giunta non era in nessun modo a conoscenza di alcuna procedura di candidatura e assegnazione'' e, quindi, ''non era a conoscenza della decisione''. Il nulla, più totale. Quello che poteva essere un progetto perfetto per Trento e il Trentino e che avrebbe potuto rivoluzionare il sistema locale tarandolo sul futuro, su prospettive di sviluppo serie e concrete, di centralità internazionale, i rappresentanti politici nemmeno sapevano che esisteva. Chi quotidianamente dovrebbe interfacciarsi con il Mise, il Murst (il ministero università e della ricerca scientifica e tecnologica) oltre che con Dg Regio (per quanto riguarda l'Ue) era all'oscuro di tutto. Anzi, peggio, sapeva che ''la scorsa estate è stato elaborato un documento con le linee guida dell'intelligenza artificiale in Italia, preparato da alcuni esperti nominati dal Mise, contenente la proposta dell'istituzione di un Centro Italiano dell'Intelligenza artificiale'' ma ''la notizia dell'assegnazione a Torino della sede dell'Istituto (...) è stata appresa dai giornali''.

 

D'altronde i rapporti con Roma sono da tempo incrinati e la considerazione della Provincia di Trento nei luoghi che contano (compreso l'asse con Bolzano) ormai è un ricordo. I parlamentari trentini (praticamente tutti della Lega) non si sa nemmeno che voce abbiano e non esercitano alcuna tipo di attività di moral suasion in Aula e il presidente Fugatti è noto più per il suo misero braccio di ferro con il Governo per catturare tre orsi (uno dei quali, tra l'altro, lo ha messo in ridicolo più di una volta) che per azioni di politica attiva vera.

 

Per Luca Zeni, che ha ricevuto il testo della Pat in questi giorni ''la risposta, sconfortante nella sua ingenua sincerità, dice semplicemente che la giunta dormiva, su una partita di cui negli ultimi due anni hanno spesso parlato anche i media. Una risposta incredibile. Ma maledizione - prosegue l'ex assessora alla sanità -, il ruolo delle istituzioni non è soltanto controllare se c’è qualche bando e qualche procedura pubblicata ufficialmente: per quello bastano i funzionari; il ruolo della politica è soprattutto creare relazioni e opportunità, immaginare opportunità di sviluppo, sfruttare gli spazi che si aprono. Prendiamo atto che anche su questa importante partita la giunta provinciale è semplicemente rimasta nell’ignavia, facendo perdere al Trentino questa importante partita''.

 

Intanto, mentre è di ieri la notizia che il bando del Mise da 25 milioni di euro sulle ''nuove Case delle Tecnologie Emergenti''  è andato alle città di Torino, Roma, Bari, Prato e l’Aquila il Trentino punta alla grande, con il suo assessore Spinelli, per il futuro, su una cosa che esiste già in tutto il mondo da anni: il commercio elettronico come spiegato sempre nella risposta data a Zeni. Da un lato, quindi, non si sa cosa succeda nemmeno a livello nazionale e si perdono possibilità gigantesche come quella di diventare polo dell'Intelligenza artificiale (vero faro del progresso presente e futuro) e dall'altro si punta su una delle idee più vecchie e banali che ci sono in circolazione: creare un'Amazon locale quando esiste già un'Amazon mondiale (e migliaia di altre piattaforme per il commercio elettronico che funzionano benissimo e stanno già valorizzando anche le realtà locali). Un'idea che hanno avuto praticamente tutti in questa periodo di pandemia (da Verona a Feltre vi abbiamo raccontato di tantissime vetrine online e iniziative simili) e che mostra la totale assenza di visione e serietà di questa amministrazione.

 

All'inizio si pensava fosse solo l'ennesimo annuncio senza troppe conseguenze. Oggi si comincia a temere che davvero la Pat investa qualcosa (oltre che quel milione di euro che a voler far qualcosa per bene non basterà mai) su questa povera idea (che non trova appiglio né nella domanda, né nell'offerta, né nelle capacità tecnologiche di cui dispone il territorio, né nelle esigenze sociali). E se questo è il livello di ricerca a cui aspira la Provincia di Trento negli anni a venire c'è davvero da essere preoccupati. Quel che si è fatto in oltre trent'anni di lavoro con impegno e lungimiranza anche politica in pochissimo tempo potrebbe sciogliersi, come neve al sole. 

 

 

 

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