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''Riporto a coltivazione terreni abbandonati, pulendoli da alberi piantati 60 anni fa e giunti alla fine del loro ciclo vitale'', Michele Susat e la sua storia di ''sostenibilità''

La sua azienda agricola è stata da poco premiata da Coldiretti nella finale regionale degli Oscar Green 2020, per la sezione Sostenibilità Ambientale. Ecco perché

Di Rebecca Franzin - 12 agosto 2020 - 19:34

TRENTO. “L’idea di coltivare un terreno boschivo può sembrare invasiva, ma due terzi del bosco era secco e malato, perciò abbiamo deciso di recuperarlo e intraprendere questa impresa biologica”. Michele Susat dell’azienda agricola che porta il suo nome e cognome è stato da poco premiato da Coldiretti nella finale regionale degli Oscar Green 2020, per la sezione Sostenibilità Ambientale. La regione? ”Utilizziamo una varietà resistente di piante, unica nel suo genere”, risponde il giovane.

  

L'impresa, che si trova a Meano di Trento, è portata avanti esclusivamente da Michele, che una volta finiti gli studi di Agraria a Padova nel 2011, ha deciso di mettere in piedi la sua azienda agricola. Nel 2013 ha affittato un terreno che ha poi acquistato nel 2014, anno in cui sono anche cominciati i progetti per la bonifica della terra. Nel 2017 c’è stato un ulteriore ampliamento dell’azienda, fino ad arrivare alle dimensioni attuali. Al giorno d’oggi l’azienda conta due ettari e mezzo di terra coltivata, lavorata seguendo il principio della sostenibilità: Michele, infatti, riesce a dare nuova vita a terreni altrimenti non sfruttati mettendo al centro il suolo, la sua fertilità e biodiversità, recuperando quelli di montagna abbandonati, come il bosco trasformato in campo coltivato biologicamente.

 

Riporto a coltivazioni terreni abbandonati, pulendo alcune zone da alberi piantati sessant’anni fa, aiutando così il terreno che ci circonda a rimettersi in moto - prosegue -. Attualmente infatti si tratta di boschi artificiali al termine del loro ciclo di vita produttiva e che manifestano problemi di varia natura, tra i quali anche quello della processionaria, dannosa per uomini e animali”. La sua azienda è stata una delle prime a mettere al centro la sostenibilità come modello di sviluppo, precorrendo i tempi con la propria filosofia green. “Ora c'è più attenzione per il biologico nella società e anche da parte dei produttori stessi”, racconta ancora Michele.

 

Le colture frutticole e viticole dell’azienda sono tutte varietà resistenti, che permettono un minore utilizzo dei pesticidi e quindi un impatto ambientale quasi nullo.  La pandemia da Covid, che ha avuto pesanti ricadute per i piccoli imprenditori, non sembra aver danneggiato l’azienda di Michele: “La vendita delle mele in realtà è cresciuta, anche se quella dei prodotti biologici in generale è un po’ calata”.  Le colture frutti-viticole messe a dimora sono tutte a varietà resistenti e pertanto ad impatto ambientale praticamente zero.

 

La motivazione di Coldiretti per il premio sostenibilità è dovuta alle “buone prassi dell’agricoltura bio''. “Nell'agricoltura bio - spiega Michele - si utilizzano prodotti naturali, ma si deve effettuare comunque un trattamento prima di ogni pioggia. Qui invece abbiamo piantato varietà che non necessitano di trattamenti, se non di un paio per tenere a bada gli insetti dannosi; anche in questo caso comunque si usano tipo bacillo che sono specifici per la specie dannosa e innocui per gli altri insetti”.

 

La sostenibilità oggi come non mai sta acquisendo un significato importante, soprattutto per le giovani generazioni. Questa azienda ha anticipato i tempi, facendo della sostenibilità un modello di sviluppo, grazie alla passione condivisa con il nonno paterno. “Tutto questo è partito da mio nonno - conclude Michele - con lui sono cresciuto e anche lui come me ha frequentato la scuola di San Michele, sessantacinque anni fa”. Questa filosofia si concretizza attraverso il recupero di terreni di montagna abbandonati ed un progetto dove, adottando buone prassi agronomiche, uomo e natura si fondono per arrivare a una produzione sostenibile. Proprio per questo l'azienda agricola Michele Susat, ha vinto l'Oscar Green per la  "Sostenibilità".

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