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Sgarbi: ''Conservatori e curatori del Mart potrebbero avere maggiori responsabilità. Tanti direttori per rilanciare il museo: non serve cercare qualcuno da fuori''

Il critico d'arte ritorna anche sulla querelle legata al direttore e risponde ai 15 artisti trentini che hanno lanciato una petizione per chiedere che la selezione avvenga tramite concorso. Sgarbi: "Ci sono già possibili nomi per il dopo-Maraniello. Per Melotti faremo come con Depero. Ho deciso poi di indirizzare il Mart verso un dialogo tra arte antica e contemporanea"

Di Luca Andreazza - 08 maggio 2020 - 20:34

ROVERETO. "Ricordo che, diventato presidente, ho chiamato Gabriella Belli e il rinnovo è conseguente alla decadenza del direttore Maraniello". Così Vittorio Sgarbi, numero uno del Mart, che aggiunge: "Chiarisco inoltre che il Consiglio di amministrazione non gestisce ma amministra il museo e dialoga in questo caso con la Giunta provinciale: la gestione è in capo a direttore e direttore amministrativo". Ma ci sono già diverse soluzioni e nomi in ballo per la successione a Maraniello.

 

Nella giornata di ieri, giovedì 8 maggio, si è riunito il Cda del Mart e il Consiglio scientifico costituito da Riccardo Muti, Moni Ovadia, Giordano Bruno Guerri e Stefano Bruno Galli. "Per quanto riguarda i criteri di esposizione è mia intenzione procedere con Fausto Melotti sull'impianto di Fortunato Depero. Il museo conserva archivio e opere. Ho deciso di indirizzare il Mart - evidenzia il presidente - verso un dialogo tra arte antica e contemporanea".

 

Si deve leggere anche in questo senso, l'intenzione di anticipare la mostra Caravaggio-Burri. "Ho voluto il bellissimo confronto tra un capolavoro del più grande pittore del Seicento veneziano, Bernardo Strozzi, con l’importante restauro della pala di Tiarno di Sotto, ma anche un capolavoro di Yves Kline per indicare la consonanza e la costante dei blu. Una piccola cosa molto illuminante. Non ogni proposta deve essere 'popolare' necessariamente".

 

Si ritorna anche sulla querelle legata al direttore e il critico d'arte risponde ai 15 artisti trentini che hanno lanciato una petizione per chiedere che la selezione avvenga tramite concorso. "Non ho nessun dubbio che il Mart meriti un direttore. Sono stato direttore e soprintendente del polo museale di Venezia e non escludono la possibilità, su delega del presidente Fugatti, di suggerire una rosa di nomi o l'opportunità valutare un concorso aperto per un direttore con buoni titoli".

 

Non c'è un'opposizione a priori alla selezione concorsuale. "Si può fare - prosegue Sgarbi - ma gli artisti non vengano a spiegare a me, che ho fatto concorsi nella mia vita e li ho vinti. Non usino falsi luoghi comuni per spiegare come un direttore con grande competenza si possa muovere: mi dicano quali artisti hanno sostenuto la Collu e Maraniello. E per sostenuto intendo: quanti hanno fatto mostre al Mart e non alla Galleria civica di Trento? E quanti, tra i trentini, sono stati promossi da Maraniello? L'arte trentina quale ospitalità ha trovato al Mart? Attendo risposta".

 

Il presidente non esclude, ancora, che il museo della città della Quercia potrebbe scegliere una strada diversa rispetto a selezionare un direttore artistico. "Per ammissione di Maraniello, le mansioni sono ormai prevalentemente amministrative e negare questo determina una falsificazione e una mitizzazione della figura del direttore, il quale può avere tendenze e pregiudizi in nome di una supposta internazionalità, che esclude e mortifica gli artisti locali. E, nonostante l’accorata invocazione dei negletti artisti, se c’è una cosa che non manca al Mart sono proprio i direttori".

 

Il critico d'arte si toglie anche un sassolino. "Non conosco larga parte dei 15 artisti che firmano l’appello per il direttore - dice Sgarbi - ma non mi risulta nessuna attività del Mart che li abbia contemplati e li contempli. Chi di loro ha poi una dimensione internazionale riconosciuta, se rivendicano che il museo 'deve proseguire l’importante attività museale con vocazione internazionale, iniziata da Gabriella Belli, proseguita da Cristiana Collu, fino alla direzione di Gianfranco Maraniello'?".

 

Il punto fermo di Sgarbi è quello di puntare sul capitale umano interno. "Conosco - continua il presidente - bravissimi conservatori che hanno l’esperienza e i titoli per fare i direttori e che lavorano al Mart con conoscenze e capacità propositive e con attività internazionali più vaste di quelle della stessa Belli. Valorizzare le competenze dei curatori indica una democratica equivalenza delle funzioni critiche rispetto al predominio di un solo direttore".

 

Il critico d'arte cita una lettera ricevuta da un curatore: "Caro Vittorio, ti ringrazio tantissimo non solo per la fiducia, ma anche per le tue parole. Gabriella Belli aveva sempre posto il ‘veto’ (letteralmente) sulla nomina delle sue curatrici (e dei suoi curatori) e chiamato persone esterne. Tu hai ribaltato tutto e hai capito che questo museo per noi è stata una grande scuola. Il tuo è stato un discorso di grandissima intelligenza e sensibilità, una vera lezione. Te ne sarò sempre grato".

 

E snocciola i nomi per una riorganizzazione. "Questa posizione interna - conclude Sgarbi - rivela stato d’animo e professionalità di conservatori e curatori, che ho intenzione di valorizzare per l’attività che hanno svolto nel Mart, non fuori. Agli artisti trentini indico tutti i curatori, tutti direttori: Nicoletta Boschiero, responsabile (cioè direttore) della casa futurista Depero; Margherita De Pilati responsabile (cioè direttrice) della Galleria civica di Trento; Denis Isaia, curatore; Alessandra Tiddia, curatrice, Gabriele Lorenzoni, Galleria civica, responsabile Adac; Beatrice Avanzi, curatrice e conservatrice; Daniela Ferrari, conservatrice. Ognuno di loro avrà responsabilità dirette senza essere sottomesso a un direttore capo. Altrimenti, chiedendo a tutti di concorrere, come pretendono i 15 artisti, agirò con il presidente Fugatti perché uno di loro, e non un estraneo, sia il prossimo direttore, il primus inter pares".

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