Contenuto sponsorizzato

Sgarbi scrive a Il Dolomiti: ''Deve iniziare stagione nuova per Mart, per Rovereto e per l’arte italiana. Non è un generale a decidere ma un combattente in un momento difficile''

Nei giorni scorsi il numero del Mart ha inviato una lettera aperta ai roveretani per quanto riguarda la mostra su Depero. Un'altra presa di posizione (testo integrale) per rispondere a un intervento di Carmine Ragozzino sul nostro quotidiano

Di L.A. - 30 aprile 2020 - 12:50

TRENTO. "Ma è possibile che un museo dedicato, debba discutere di una mostra di Depero? E che il mio vice, dopo un Cda con testimoni, mi debba contraddire?". Così un passaggio della lettera di Vittorio Sgarbi, numero uno del Mart, inviata a Il Dolomiti. "Qualcuno ricorda il vicepresidente della Vescovi? E risulta che abbia mai fatto dichiarazioni in dissenso dal presidente? Si può immaginare che il vicepresidente di Fugatti lo smenstisca? E poteva capitare al tempo degli ex presidenti Rossi e Durnwalder?".

 

Il critico d'arte risponde al blog pubblicato tra le nostre pagine di Carmine Ragozzino, il quale si era espresso sulla querelle che ormai si trascina da tempo (con la presa di distanze qualche settimana fa dalle sue dichiarazioni sul coronavirus da parte dei dipendenti del museo e dei suoi dirigenticon i vertici del museo roveretano e che in questi giorni è deflagrata con lo scontro con il vicepresidente (che alla proposta di realizzare entro il 2020 una mostra di Depero si è sentito rispondere ''taci, sono io che decido'' dallo stesso Sgarbi QUI ARTICOLO).

 

Dopo la lettera aperta indirizzata ai roveretani sulla mostra di Depero (QUI ARTICOLO), arriva la risposta al nostro giornale. "Programmo, progetto, vengo, come nessun presidente, in Trentino organizzo, riunisco il Cda dove non avverto (e ne sono testimoni i due direttori Maraniello e Ferretti) nessun contrasto o proposte alternative, e poi apro i giornali e leggo appelli, articoli, polemiche, proteste che, nelle ultime circostanze, mi hanno visto contrapposto ai "dipendenti", sul piano etico, non per il Mart, ma perché ho una posizione diversa sul coronavirus. Io non ho fatto guerra a nessuno, ho cercato di usare la mia testa, come ho sempre fatto".

 

Il testo integrale della lettera.

 

Trento, 30 aprile 2020

 

E bravo Carmine Ragozzino. Io programmo, progetto, vengo, come nessun presidente, in Trentino organizzo, riunisco il Cda dove non avverto (e ne sono testimoni i due direttori Maraniello e Ferretti) nessun contrasto o proposte alternative, e poi apro i giornali e leggo appelli, articoli, polemiche, proteste che, nelle ultime circostanze, mi hanno visto contrapposto ai "dipendenti", sul piano etico, non per il Mart, ma perché ho una posizione diversa sul coronavirus.

 

Io non ho fatto guerra a nessuno, ho cercato di usare la mia testa, come ho sempre fatto. Brecht mi ha insegnato: ”Se vuoi diventare una guida devi dubitare delle guide”. Le critiche sono a Sgarbi, non al successore della Vescovi, alle cui decisioni nessuno sembrava interessato. Al Ragozzino, un po’ adiposo e non più giovanissimo, vorrei dire che al Mart siamo ancora nell’era Vescovi (“Arte nipponica”, non pervenuta; ”Artschwager”, non vista certamente da Ragozzino). La nuova stagione partirà in autunno con Caravaggio e Boldini, le iniziative volute da me, con le anteprime di Zannier e Gianikian, curate dai conservatori del Mart.

 

Ma è possibile che, a Rovereto, con un museo dedicato, debba discutere di una mostra di Depero? E che il mio vice, dopo un Cda con testimoni, mi debba contraddire? Qualcuno ricorda il vicepresidente della Vescovi? E risulta che abbia mai fatto dichiarazioni in dissenso dal presidente? Come ho già detto, si può immaginare che il vicepresidente di Fugatti lo smentisca? E poteva capitare al tempo degli ex presidenti Rossi e Durnwalder? Anche loro “generali”? O forse soltanto bersagli meno reattivi, nell’atteggiamento impenetrabile di chi pensa: ”Non ti curar di lor, ma guarda e passa”.

 

Io, invece, all’opposto, non ritengo nessuno indegno della mia ira. Neanche il bravo Ragozzino. Eppure, anche per la periferica testata, politicamente orientata, potevo ignorarlo. E invece gli rispondo perché volevo fargli sapere l’opinione che si è fatta di lui chi mi ha girato il suo intervento, e che si può estendere a molti sinistri dipendenti (fattorini,custodi e bidelli, assunti al Mart con le clientele del precedente regime: “Credo sia una provocazione 'ad arte' per farti reagire e poi dar modo all’opposizione (sinistre) di mettere su una qualche sfiducia".

 

Io farei i complimenti a una penna così arzigogolata. Che poi non sa...che al Mart il Cda ha sempre contato come il 2 di coppe...chi decideva tutto era sempre il direttore (Belli) spalleggiato dal presidente di turno. Quindi siamo in piena ‘continuità’...Requiescant.

 

E ecco i confini della mia proposta, discussa in ben tre Cda (di almeno dieci in un anno) sempre alla presenza di Maraniello e Ferretti, e senza alcuna obiezione. Questo è il merito, dopo assidue presenze; il resto è una descrizione pittoresca del mio ben noto personaggio, da altri trattato con maggior benevolenza o indulgenza, ma del tutto autonomo e diverso dal pazientissimo presidente del Mart. Aggiungo che lo stile e l’arguzia del Ragozzino sono molto divertenti e godibili, nonostante l’intento denigratorio, e che mi riservo di incontrarlo per mettere le sue risorse al servizio del Mart o di progetti culturali da condividere.

 

Gli suggerirei però di evitare i riferimenti all’età, in chiave discriminatoria, razzista, veramente poco elegante: "Sulla smemoratezza dell’età, meglio glissare. Se preso in sequenza tra una comparsata e l’altra Littorio si scoprirà più di una volta in contraddizione con sé stesso". Difficile. “Ma succede a tutti coloro che avanzano in età. Non è una colpa. E' un fatto di neuroni che si spengono inesorabilmente".

 

Non succede a me, in verità, ma ricorderei al ‘romanzino’ che Riccardo Muti ha 79 anni, che Renzo Piano ha disegnato il ponte di Genova a 80 anni, che Elias Canetti quando vinse il premio Nobel ne aveva 76, che Bellini e Tiziano hanno dipinto capolavori a più di ottant’anni, Monet le grandi Ninfee a 80; Kant a 73 anni, l’età di Silvio Cattani, scrisse: "Sul presunto diritto di mentire per amore dell’umanità". Ragozzino non è un ragazzino, ha 61 anni: alla sua età Fellini giravaE la nave va”. E vivissimi erano i neuroni di Anton Bruckner che, alla mia età, componeva il “Requiem” e l’Ottava sinfonia.

 

Dunque confermo la mia volontà, serenamente accolta dal Cda, che è un organo collegiale, di dedicare stabilmente una parte del Mart a celebrare gli artisti roveretani, come Fausto Melotti (che alla mia età faceva i suoi capolavori), Luciano e Iras Baldessari e Carlo Belli, il cui profilo merita la stessa attenzione, locale e internazionale, di Depero.

 

Ci tengo inoltre a far conoscere che il programma, già illustrato alla stampa, per il Mart e per il palazzo delle Albere, è stato sottoposto al Cda che, senza obiezioni, ne ha preso atto. Il che, non essendo un’assemblea di 100 persone, significa, come risulta dai verbali, che è stato deliberato, con l’obiettivo immediato di sottoporlo all’approvazione del comitato scientifico e della Giunta provinciale. Conseguentemente, una volta stabilite, in modo preciso, le mostre per il Mart, tra le quali Caravaggio, Boldini, Raffaello, Constable, e, per Palazzo delle Albere, Banksy, Steve Mc Currey, una parte di Depero e Klimt, si è deciso, o preso atto, di affidare al direttore Maraniello, nei venticinque giorni della sua residua attività, una plausibile calendarizzazione, verificando le disponibilità di curatori e prestatori, come è previsto dai suoi compiti istituzionali.

 

In particolare, Maraniello è consapevole, e me ne ha più volte reso partecipe, della prevalente attività amministrativa e burocratica che incombe sul direttore. Per questo, d’accordo con lui e con il presidente Fugatti, con un evidente risparmio di bilancio, e senza nessuna esplicita proposta alternativa, ho ritenuto non di scegliere ma di indicare una opportunità (a costo zero), che non investe il Cda, e i suoi timidi esponenti, cui la materia non pertiene: quella  di concentrare i poteri del direttore e del direttore amministrativo in una sola persona.

 

Non si tratta di una “scelta” del Cda ,e neppure di una “scelta” della presidenza della Provincia, che dovrebbe comunque passare attraverso l’esame di una commissione per valutare i titoli dei partecipanti a un concorso aperto (molti certamente estranei alle attività del museo), ma di una “nomina”.

 

Semplice, diretta, immediata. Si chiama “nomina”, non scelta, per la quale, com’è evidente, gli interlocutori naturali e diretti del presidente della Provincia, sul piano fiduciario e istituzionale, sono il presidente e il direttore del Mart. Nulla che riguardi o preveda voti o prese d’atto (la stessa cosa, in lingua italiana) del Cda.

 

Nessun dubbio che, rinnovandogli la mia stima personale, nell’ultimo Cda, fra i compiti attribuiti, ho incaricato il Consigliere anziano (settantreenne) Cattani di dialogare con il direttore del Muse per le modalità d’uso di Palazzo delle Albere. Un incarico preciso di cui il Cda a tre, costituito dal presidente, dal vicepresidente e da un Consigliere, ha preso atto e, conseguentemente, ha deliberato o “votato” .

 

E' evidente che le prese d’atto, o delibere o votazioni, del Cda, rispetto ai programmi per il 2020 e il 2021, dovranno essere trasmesse alla Giunta provinciale, insieme alla valutazione tecnica ed economica del direttore e del direttore amministrativo. La generosa proposta di programmazione del Cda può essere sproporzionata allo stanziamento deliberato dalla Provincia, spalmato peraltro su due anni finanziari, ma non in alcun modo subordinata ad alcun altro organo non previsto dal regolamento.

 

Il Cda propone, la Giunta decide. E sono assolutamente certo, nell’armonia di rapporti con il presidente Fugatti, che la ripresa del Mart con le importanti proposte dell’ultimo Cda, e la puntualizzazione sulla mostra di Depero saranno approvate con entusiasmo e piena condivisione della Giunta provinciale.

 

Deve cominciare, senza dubbi e contrasti, una stagione nuova per il Mart, per Rovereto e per l’arte italiana, cui tutto il mondo guarderà con entusiasmo e fiducia nella rinascita dell’Italia. E non è un generale a decidere, caro Ragozzino, ma un combattente in un momento difficile.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 21 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

21 ottobre - 19:49

Purtroppo si registra anche un nuovo positivo a Cembra Lisignago dove si era sviluppato il più grosso focolaio legato alla popolazione residente che ha un rapporto dell'0,85% di positivi per residenti. Dato più alto nel comune vicino, ad Altavalle (1% di popolazione positiva). Altri tre comuni sopra lo 0,75%

21 ottobre - 20:14

La notizia è stata battuta da Reuters e ripresa in tutto il mondo. Il fatto sarebbe avvenuto in Brasile e la conferma arriva dall'Università di San Paolo

21 ottobre - 17:39

Tra i nuovi positivi, 71 presentano sintomi, 13 casi riguardano minorenni, dei quali 2 contagiati sono nella fascia di età 0-5 anni e altri 11 ragazzi si collocano nella fascia 6-15 anni, mentre 13 infezioni riguardano over 70 anni

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato