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Verità e Giustizia per Giulio Regeni. Anche in Trentino previsti presidi a 4 anni dalla scomparsa

Le sezioni trentina e roveretana di Amnesty International organizzano un presidio in occasione del quarto anniversario della scomparsa di Giulio Regeni, avvenuta il 25 gennaio 2016. Il giovane ricercatore friulano veniva ritrovato morto e torturato in un fosso dell'autostrada che congiunge il Cairo ad Alessandria. Da quel momento, il governo egiziano si è sempre mostrato reticente

Pubblicato il - 21 gennaio 2020 - 16:16

TRENTO. Sono passati quattro anni dalla scomparsa del ricercatore friulano Giulio Regeni e ancora rimangono poco chiare le dinamiche della sua sparizione. Alle 19.41 del 25 gennaio 2016, il giovane di Fiumicello, studente presso l'università di Cambridge, spariva dalla circolazione, ritrovato qualche giorno dopo in un fosso sull'autostrada che unisce Alessandria d'Egitto alla capitale Cairo, con evidenti segno di tortura.

 

A quattro anni dalla sua scomparsa, non solo le circostanze della sua morte rimangono avvolte nel mistero. Anche i responsabili – quelli veri – paiono ancora lontani dall'essere incriminati. Da parte sua l'Italia continua a mantenere rapporti commerciali con il partner egiziano, apparso sin da subito piuttosto reticente.

 

È per questo motivo che la sezione italiana di Amnesty International torna in piazza in occasione del quarto anniversario della sparizione di Giulio Regeni. In parallelo con iniziative simili previste in più di 100 piazze italiane, i gruppi di Trento e Rovereto di Amnesty International organizzano due presidi nella giornata di sabato 25 gennaio 2020, a cui tutti sono invitati.

 

Il presidio del capoluogo avrà luogo in piazza Pasi a partire dalle 19, mentre a Rovereto il raduno è previsto per le 19.15 in piazza delle Erbe. Fin dal primo momento, Amnesty si è impegnata al fianco della famiglia del ricercatore a chiedere verità e giustizia per Giulio e a denunciare le violazioni dei diritti umani compiute in Egitto, dove quotidianamente avvengono sparizioni forzate e violenze arbitrarie. La mobilitazione dell'opinione pubblica, in questo senso, rimane di fondamentale importanza.

 

Sono qui disponibili i link dell'evento di Trento e dell'evento di Rovereto, oltre alla campagna lanciata dall'associazione per i diritti umani Amnesty International.

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