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Violenza sulle donne, in Trentino Alto Adige 170 chiamate all'anno al numero d'emergenza (ma solo il 3,7% chiede aiuto)

Sono state 1004 negli ultimi sei anni le chiamate al numero antiviolenza in regione, secondo i dati ufficiali dell’Istat. "Il sesso senza consenso è stupro, che venga rivisto l’articolo 609-bis”, così, con l'avvicinarsi della dichiarazione dei redditi, Amnesty chiede di donare il 5x1000 a sostegno della campagna #Iolochiedo contro le violenze sessuali

Di Rebecca Franzin - 17 luglio 2020 - 19:46

TRENTO. Sono state 1004, negli ultimi sei anni, le chiamate al numero antiviolenza in Trentino Alto-Adige, secondo i dati ufficiali dell’Istat. Questo numero, seppur elevato, va letto pensando che solo il 3,7% delle donne in Italia si rivolge a centri antiviolenza o a servizi specializzati, numero che scende all’1% quando si tratta di violenze commesse da sconosciuti.

 

Ogni giorno, 137 donne al mondo sono vittima di femminicidio e in Italia quasi 7 milioni di donne, dai 16 ai 70 anni, hanno subito almeno una volta nella vita una qualche forma di violenza. Il lockdown, dovuto al coronavirus, non ha fatto altro che aumentare gli episodi di violenza domestica, di fatto rinchiudendo molte donne in casa con il proprio carnefice. 

 

La campagna #Iolochiedo di Amnesty International chiede al Governo italiano di rivedere l’articolo 609-bis del codice penale: l’articolo, infatti, definisce come violenza un atto compiuto con la forza, la minaccia dell’uso della forza o con violenza. Preoccupante è l’assenza nell'ordinamento nazionale del principio del consenso, che secondo Amnesty e la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2014, dovrebbe essere introdotto per dare giustizia alle vittime di violenza sessuale. “Il sesso senza consenso è stupro” è già il principio guida di diversi ordinamenti giuridici europei in materia di violenza sessuale, come per esempio in Germania, Belgio, Grecia, Regno Unito.  

 

Non sarà sufficiente, però, un cambiamento legislativo se al contempo non verranno smantellate le percezioni dei cittadini che contribuiscono alla “cultura dello stupro”, evidenziata dai dati Istat 2019: nel nostro Paese, infatti, c’è ancora la tendenza ad attribuire alla donna la responsabilità della violenza sessuale, che sia per il modo di vestire (23,9%), per l’effetto di alcol e droghe (15,1%) o per la scarsa volontà a sottrarsi dallo stupro (39,3%). Proprio a questo serve la campagna #Iolochiedo di Amnesty, per chiedere un cambiamento alle istituzioni e per sensibilizzare la società civile. 

 

Donare il 5x1000 ad Amnesty International significa fare un gesto concreto affinché le donne non vengano più lasciate sole, in Italia così come in molti paesi del mondo”, ha dichiarato Francesca Aruanno di Amnesty. L’associazione che si occupa di diritti umani e sostiene la sua attività grazie al supporto di soci e sostenitori, si batte da anni per introdurre leggi a tutela dell’autodeterminazione del corpo delle donne e per permettere loro di avere gli stessi diritti degli uomini lavoro, mobilità e partecipazione alla vita pubblica. 

 

Per donare il 5x1000 a favore di Amnesty è sufficiente apporre una firma nel primo riquadro a sinistra, nella Dichiarazione dei Redditi (730, Cud unico), nella sezione "Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale ecc”. 

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