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Yulin, torna il macabro festival dove si macellano i cani ma potrebbe essere l'ultimo. Gli Amici di Paco scrivono all'Ambasciata: ''No al massacro''

Mentre l'emergenza coronavirus ha cambiato la percezione di gran parte dei cinesi verso gli animali (con le autorità che hanno inserito i cani tra quelli ''domestici'' e in alcune zone ne è stato vietato il consumo) nella povera provincia del sud Guanxi quest'anno torna il tristemente noto festival. Ecco la lettera scritta da Diana Lanciotti all'ambasciata cinese in Italia 

Pubblicato il - 24 giugno 2020 - 10:58

YULIN. Potrebbe essere l'ultima strage di cani quella che dovrebbe andare in scena nell'agghiacciante (per noi occidentali) festival di Yulin, la tradizionale fiera dedicata agli appassionati di carne di cane che si tiene ogni anno dal 21 al 30 giugno nel sud della Cina. E addirittura potrebbero già saltare molti appuntamenti di questa edizione visto che la pressione internazionale e le associazioni animaliste presenti sul luogo stanno spingendo affinché questo evento, durante il quale si macellano migliaia di cani, salti.

 

E così dall'Italia si alza la voce del Fondo Amici di Paco, l'associazione nazionale per la tutela degli animali, che ha scritto una lettera all'ambasciata cinese a Roma,  dove si ribadisce che ''ogni anno - spiegano - dal 21 giugno al 30 giugno a Yulin, in Cina,  si svolge il Festival della carne di cane. Quest'anno, in seguito alla pandemia da coronavirus, la Cina ha deciso di vietare il consumo di carne di cane e gatto. Non si hanno però notizie ufficiali sul "festival", e il timore è che venga organizzato lo stesso''. Diana Lanciotti, fondatrice del Fondo Amici di Paco, ha per questo scritto una lettera all'ambasciatore cinese in Italia, lanciando la campagna "Anch'io me lo mangio..." con la quale il Fondo Amici di Paco da tre anni dice no al massacro di Yulin.

 

 

 

 

Purtroppo il consumo della carne di cane è ancora diffuso in Cina ma anche in altre regioni dell'Asia. Ma mentre nelle grandi città si sta sviluppando una forte avversione per queste pratiche nelle campagne resta una tradizione dura da abbattere tanto che Yulin, città della povera provincia del Guanxi, negli anni è diventata famosa proprio per questo macabro festival.

 

L'appuntamento, tristemente noto per la quantità di cuccioli in gabbia macellati per i migliaia di visitatori che ogni anno raggiungono la località in questo periodo dell'anno, è però, finalmente, a rischio: l'epidemia di coronavirus ha messo a nudo i rischi di trasmissione di virus da animali a uomini e quanto successo al mercato di Wuhan (dove si è sviluppato il primo grande focolaio del virus che poi ha sconvolto il mondo) ha spinto le autorità cinesi a bloccare il commercio, la vendita e il consumo di specie selvatiche e a fatto rientrare il cane tra gli ''animali domestici''.  Lo scorso aprile la metropoli di Shenzhen è stata la prima in Cina a metterne ufficialmente fuori legge la vendita e il consumo di cani, con multe salate per i ristoratori che lo tengono nel menù e per chi lo ordina.

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