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Covid, zona rossa ma parchi pieni: da Trento a Rovereto con la bella stagione e con le vacanze di Pasqua si dimenticano i divieti

Le scene che si presentano in questi primi giorni di caldo primaverile nei parchi pubblici e nei giardini del capoluogo e della Città della quercia sono le stesse: bambini e ragazzi che giocano e chiacchierano (spesso senza mascherina), famiglie a passeggio ed anziani a rilassarsi sulle panchine. E dal Viminale arrivano nuove indicazioni per Pasqua: "Intensificare i controlli", mentre diverse regioni (ma non la Pat) decidono di chiudere per conto loro 

Di F.S. - 03 April 2021 - 06:01

TRENTOZona rossa ma parchi pieni: dopo tre settimane di chiusura tra Rovereto e Trento alcuni si dimenticano le normative anti-contagio con l’arrivo del weekend di Pasqua. Decine di ragazzi seduti in terra, alcuni a chiacchierare tranquillamente senza mascherina, altri che giocano a pallone, famiglie che passeggiano coi figli ed anziani seduti sulle panchine: scene che risulterebbero più che normali con l’arrivo dei primi caldi primaverili, non fosse che il Covid continua a correre, le terapie intensive rimangono purtroppo sopra la soglia critica e che con la zona rossa gli spostamenti sono permessi solo per "comprovati motivi di lavoro, salute o necessità" e l'attività motoria è consentita solo in forma individuale. In tutta Italia aumenta l'allerta e si susseguono gli appelli per evitare il "pienone" nelle aree più a rischio assembramento con l'arrivo delle vacanze, una situazione che nei parchi trentini però si verifica già da giorni.

 

In vista delle festività pasquali infatti, dal Ministero dell'interno è arrivata una nota alle forze dell'ordine in cui si chiede di "intensificare i controlli" sul territorio, mentre diverse regioni (ma non la Provincia di Trento) hanno autonomamente deciso di inasprire ulteriormente le misure anti-contagio rispetto alle indicazioni del governo. E' il caso della Toscana, dove fino all'11 aprile non sarà consentito raggiungere le seconde case, le spiagge (ad esempio quelle di Capalbio) saranno chiuse ed a Massa non si potrà entrare nemmeno nei parchi pubblici. In Liguria invece fino al 5 aprile saranno vietati addirittura gli accessi alle barche ormeggiate mentre CampaniaPuglia hanno stretto ulteriormente sugli spostamenti in regione. 

 

I dati della fondazione Bruno Kessler in Trentino evidenziano una situazione praticamente stabile negli ultimi giorni nel numero dei ricoverati in alta intensità ed in rianimazione sul territorio provinciale, con un picco di 51 pazienti in terapia intensiva raggiunto proprio il 31 marzo (e per chi volesse vedere cosa vuol dire entrare in rianimazione QUI ARTICOLO). I numeri però non sembrano preoccupare parte della popolazione: sia nel capoluogo che nella Città della quercia i parchi pubblici sono pieni ed i comportamenti delle persone sono spesso ben al di là di quanto prescritto anche dalle norme anti-contagio più basilari. In poche parole, sono moltissimi quelli che giocano a calcio o a pallacanestro dimenticandosi della mascherina o del distanziamento sociale, nonostante il Trentino debba ancora formalmente tornare in zona arancione dopo tre settimane in rossa (mentre per l'Europa rimaniamo addirittura "rosso scuro" QUI ARTICOLO). Il tutto mentre ancora moltissime attività commerciali sono costrette a rimanere chiuse, nonostante i protocolli di sicurezza implementati, per limitare la diffusione del virus.

 

Al parco di Melta a Gardolo c'è chi gioca a basket, chi riposa sotto gli alberi, chi passeggia uno di fianco all'altro e chi si gode un po' di sole sulle panchine. Nella maggioranza dei casi la mascherina è in tasca o abbassata ben sotto il mento. Nel campo da pallacanestro alcuni ragazzi stanno giocando una partita, inutile dire che è complicato difendere rispettando il metro di distanza interpersonale.

 

Situazione simile al giardino Michele de Finis, dove molte famiglie portano i bambini a divertirsi con la palla o l'altalena: anche in questo caso sono pochi a rispettare le distanze ed a proteggere correttamente le vie respiratorie. 

LE FOTO. I parchi pubblici di Trento e Rovereto, affollati nonostante le normative anti-contagio
Parco di Melta, Gardolo
Parco di Melta, Gardolo
Parco Enzo Tortora, Trento
Giardini alla Pista, Rovereto
Giardini alla Pista, Rovereto
Giardini Perlasca, Rovereto
Parco pubblico in Brione, Rovereto
Parco pubblico in Brione, Rovereto

 

In viale Verona invece, al parco Enzo Tortora, è la pallavolo a farla da protagonista, con un gruppo di bambini che, divisi in due squadre, si sono messi a giocare sotto lo sguardo dei genitori, mentre altri ancora si divertono sui giochi o a rincorrersi per il prato.

 

Cambiano i nomi dei parchi ma la scena rimane la stessa, a Trento come a Rovereto: nella Città della quercia, al giardino alla Pista in via Dante, sembra che del Covid ci si sia completamente dimenticati. Decine di ragazzi improvvisano una partita di calcio con due alberi a fare da porta, i più piccoli sfrecciano sulle altalene e diverse donne chiacchierano tranquillamente con i figli nel passeggino

 

Ai Perlasca in Corso Bettini, a due passi dal Mart, ed al parco pubblico in Brione si gioca ancora a palla come se la pandemia fosse ormai un ricordo lontano. Pochissimi utilizzano correttamente la mascherina, quasi nessuno dei bambini (anche dei più grandicelli) si preoccupa di indossarla mentre si ride e si gioca.

 

Nella situazione drammatica in cui versano gli ospedali di tutto il paese, si tratta di scene allo stesso tempo familiari e preoccupanti: pare che si voglia a tutti costi vivere una normalità che purtroppo non è ancora a portata di mano. Come ribadito più e più volte, quelli che vengono richiesti oggi dal governo saranno probabilmente gli ultimi sacrifici prima di uscire dal tunnel dell'emergenza grazie alla vaccinazione di massa: bisogna solo riuscire a stringere ancora un poco i denti, nella speranza che si possa tornare al più presto alla vita di prima

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