Contenuto sponsorizzato

I testi e i pensieri dello scrittore della Vallarsa, Mario Martinelli, diventano uno spettacolo. "Era una persona semplice e innamorata della vita"

A due anni dalla sua scomparsa, lo scrittore Mario Martinelli verrà ricordato con "La scelta del Jobrero", un 'récital in parole, immagini e musica. La prima si terrà questa domenica, 1° agosto in Vallarsa. Nell'articolo l'intervista alla compagna, Fiorenza Aste

Di Lucia Brunello - 30 July 2021 - 13:36

TRENTO. "Vivi qui e ora, questo era uno dei suoi motti più intensi di Mario Martinelli". A parlare è l'operatrice culturale Fiorenza Aste, dal 2008 compagna dello scrittore trentino, scomparso lo scorso 24 agosto 2019. 

 

A quasi due anni dalla sua morte, il ricordo di Martinelli rimane più vivo che mai nelle persone che lo hanno amato e che lo hanno conosciuto attraverso i 16 libri che nel corso della sua intensa vita ha scritto sulla sua amata Vallarsa, 'terra' d'origine e di ritorno. Ed è proprio lì che, il 1° agosto, si terrà un evento in suo omaggio.

 

Iniziamo prima a ricordarlo partendo da qui, facendoci guidare attraverso le parole di Fiorenza. I due si sono conosciuti in una biblioteca di Rovereto, in occasione della presentazione di un libro dello scrittore della Vallarsa. L'intesa è nata immediatamente, al punto che Fiorenza ha voluto proporre a Martinelli di essere da lei intervistato e così di pubblicare un libro ricco di conversazioni e suoi pensieri. Da lì è nato "Il Montanaro" e insieme a questo una bellissima storia d'amore

 

Che persona era Mario Martinelli?

Mario ha sperimentato la vita in tutte le dimensioni che ha potuto. Ha avuto un’adolescenza molto intensa, piena di spirito e voglia di libertà. Il suo era un assaporare la vita in maniera totale anche in direzioni sconosciute e non 'preimpostate'. Ha fatto tantissimi mestieri diversi. Dal spostare mattoni al guidare un muletto, dal rappresentante di commercio all’operaio in fabbrica, dal ragioniere al lavapiatti. Pur vivendo però con intensità ed esplosività, era una persona puntuale, precisa, diretta e onesta. Con la capacità di gestire l’espansione nel caos ma anche l’ordine e la precisione.

 

E poi?

A 35 anni ha capito, quasi guidato da un processo naturale, che questo suo essere frenetico era arrivato ad una conclusione. Una decisione poco dopo confermata dalla diagnosi della malattia che l'ha accompagnato per il resto della vita: la cirrosi epatica. Ha quindi deciso di tornare ad abitare in montagna, nella sua Vallarsa, dove da bambino e cresciuto tra le affettuose attenzioni di nonna Alma e nonno Attilio.

Negli ultimi 20 anni della sua vita, Mario ha convissuto con la consapevolezza di avere una malattia terminale. Come ha preso questa notizia e come ci ha convissuto?

È sempre stato molto cosciente di tutti i passaggi della sua malattia  e ha sempre detto che era stata la sua benedizione. Questa gli ha infatti permesso di uscire da meccanismi un cui tutto noi siamo ci sentiamo costretti, per vivere una vita piena di significato, sapore e intensità. Sapere che questa lo avrebbe portato alla morte lo rendeva molto più intensamente vivo. Gli toglieva quella spinta frenetica verso il futuro che impedisce di vivere nel presente, attimo per attimo. La malattia per lui è stata la grande occasione per purificare la sua anima da tutto il superfluo, vivendo realmente.

 

La Vallarsa era un luogo molto speciale per lui, il più bello del mondo.

Sì, per Mario la Vallarsa era casa, il luogo in cui fare ritorno. Tutti i libri che ha scritto, infatti, hanno un denominatore comune: un protagonista che per le vicissitudini della vita è stato allontanato dalla sua terra d'origine, dove decide che deve fare ritorno. In tutti questa la meravigliosa terra era esplicitamente la Vallarsa.

 

Tra le montagna Mario aveva trovato il suo vero ritmo. Ogni mattina alle 5 si svegliava e andava a meditare nel bosco. La sua valle gli offriva colori e sapori che non avrebbe trovato da nessun'altra parte. Il profumo del fieno appena tagliato, il suono del brucare delle sue capre che lo seguivano durante le camminate, i colori dell'alba e del tramonto. 

 

In Vallarsa, inoltre, Mario aveva il suo 'monte Corno'. Lì molto spesso andava a fare un'escursione, era il suo luogo preferito. Amava molto lo scrittore Carlo Pastorino, che combatté nella Prima Guerra Mondiale e scrisse un libro dal titolo "La mia guerra: La prova del fuoco La prova della fame", raccontando dei due anni terribili vissuti proprio sul Corno durante il conflitto. Mario si indentificava con Pastorino, e l'idea di camminare sulle stesse vie percorse da una persona che aveva affrontato le atrocità e difficoltà della guerra, gli dava conforto e lo accompagnavano nel cammino verso quello che poteva essere l'esito della sua malattia.

Come sono stati gli ultimi anni della sua vita?

Nel 2005 ha fatto un primo trapianto di fegato, ben riuscito. I 3 anni successivi sono stati davvero belli per noi, abbiamo camminato ed esplorato tantissimo la Vallarsa. Dopo il trapianto infatti gli interessava rimanere dove viveva, non puntava a vette o chissà quali cime nelle Dolomiti.

 

Nel 2011 a Innsbruck gli hanno proposto una cura con l'interferone, che all'epoca era l'unica cura per l'epatite c. Questa però ha avuto esiti disastrosi, che nel giro di due anni l'ha portato ad un secondo trapianto e successivamente ad un rigetto.

 

Gli venne proposto un terzo trapianto, che lui consapevolmente scelse di rifiutare decidendo di vivere gli anni che gli erano rimasti nel modo più sereno e pieno possibile nella sua casa in Vallarsa. Gliene avevano dati 3 di vita, ma che alla fine furono 6. Sono certa che sia stato il suo stile di vita molto equilibrato insieme alle sue doti morali e di resilienza a permettergli di prolungare il tempo che gli era rimasto. Inoltre aveva un fisico davvero fenomenale. Quando ormai era in punto di morte, gli infermieri in ospedale lo chiamavano 'Super Mario' perché riusciva a fare le scale anche se era imbottito di morfina. 

 

Gli ultimi suoi giorni sono stati molto intensi perché ho fatto in modo che le persone che per lui erano state importanti gli potessero dare un ultimo saluto. In ospedale c’era questo clima difficile da definire, ma sembrava che si fosse creata una piccola comunità unita giorno e notte per accompagnarlo. Per lui è stato un momento molto importante che ha vissuto in maniera intensa, anche quando non riusciva più a rispondere. 

 

Quando è nato l’amore per la scrittura

Mario è stato un lettore avido fin da bambino, pur non vedendo da un ambiente che lo aveva predisposto, ma nella lettura ha espresso quella fame di vita che lo contraddistingueva. Tutto questo un giorno si è tradotto nel desiderio di mettere in parole quelli che erano i suoi pensieri e scrivere dei suoi libri. 

 

Dopo il secondo trapianto ha deciso di smettere di scrivere libri per gli altri, ma di continuare a farlo solo per se stesso sotto forma di diari, li ha sempre scritti, anche nei momenti più faticosi e debilitanti.

Nel 2018, Mario Martinelli è stato di grande esempio quando, dopo che le sue amate capre sono state predate da un lupo, ha scelto di difendere l'animale. Per lui una convivenza tra lupo e essere umano era assolutamente possibile e non c'era da aver paura.

Mario era profondamente in comunione con le sue capre. Erano molto più di quello che poteva essere un cane. Per un periodo della sua vita ne ha avute 14 e faceva il formaggio. Quando però la malattia è progredita, è rimasto con tre capre. Una era la Vida, una camosciata, e le altre due erano due caprette nane, rispettivamente la Bondola e il Cowboy.

 

Era affezionatissimo soprattutto alla Vida. Quando aveva subito il primo trapianto, la capra si era messa a fare il latte anche senza aver avuto capretti. Cosa che i veterinari non riuscivano a spiegarsi. Diceva sempre che se si era ripreso così bene dal trapianto era stato grazie al latte della Vida.

 

Tutte e tre erano capre molto anziane. Quando è avvenuta la predazione, il Cowboy era già morto, mentre Vida e Bondola sono state uccise dal lupo. Si trovavano in un recinto da 1 metro e mezzo di altezza, costruito quando ancora il lupo non c'era in valle. 

 

Pur avendo visto le fotografie delle capre sbranate, Mario ha deciso di guardare le cose dall'alto e ridimensionare lo shock. Le capre avevano vissuto una vita meravigliosa, in un recinto che aveva una vista stupenda. Erano vissute libere ogni giorno. Una morte di questo tipo, seppur violenta, per Mario era comunque nobile. Per lui era meglio che fossero finite in pasto ad un lupo che morire dopo essere vissute, per pochi anni, in un allevamento intensivo, ingozzate di cibo per ingrassare velocemente, per poi essere uccise a pochi anni di vita per finire negli scaffali del supermercato.

 

Per lui non bisognava avere paura. Ricordiamo che non sono mai stati segnalati casi di aggressione all'uomo da parte dei lupi e che ci sono diverse precauzioni che possono essere prese per proteggere i propri animali, dai recinti elettrificati ai cani da gregge. 

Che insegnamenti ci ha lasciato Mario?

"Vivi qui e ora", era uno dei suoi motti più intensi. Poi quello dell'accettazione totale di ciò che è. Il che non vuol dire vivere nella rassegnazione, ma maturando una propria consapevolezza. E infine quello della gratitudine, del guardare le cose intorno a noi con l'occhio del 'grazie'. Grazie per l'alba che sto guardando, grazie per il cibo che sto mangiando, grazie per l'attimo di pace che sto vivendo tra le montagne. 

 

Il 1 agosto ci sarà la prima di "La scelta del Jobrero", un evento molto importante per ricordare Mario Martinelli. Come è nata questa idea?

Tutto è nato da Mara Da Roit, artista del gruppo teatrale NewEos di Bolzano che, dopo aver letto uno dei libri di Mario, mi aveva cercato, proponendomi di organizzare uno spettacolo durante il quale venissero letti i suoi testi. Io ero entusiasta all'idea, e così è iniziata una collaborazione bellissima. Le ho consigliato 'Vita di un Jobrero' come libro da prendere in considerazione, e questo perché si tratta proprio di un racconto che Mario ha fatto di se stesso. 

 

Parte fondamentale dello spettacolo, oltre ai testi, saranno le fotografie. Tutte immagini che riguardano Mario, la Vallarsa e le sue meraviglie. Io e Mara abbiamo lavorato insieme per un anno scambiandoci pensieri. Le musiche sono state composte appositamente per gli spettacoli. 

 

Mara è una donna straordinaria, con una forza ed energia davvero notevoli. Ha lavorato al progetto con un’intensità e passione per me commoventi, mettendoci il cuore. Le sarò per sempre grata.

"La scelta del Jobrero" sarà un 'récital in parole, immagini e musica. E' stato ideato da NewEos Bolzano, e verrà messo in scena con il supporto del Comune di Vallarsa e l’Associazione Tra le Rocce e il Cielo, di cui Mario è stato a lungo Presidente e cuore animatore.

 

La “prima” sarà in Vallarsa, al Teatro Comunale di S. Anna, domenica 1° agosto 2021, con inizio alle ore 20.30 e ingresso gratuito. Una seconda data è già fissata per il 5 agosto, alle 20.30, nella biblioteca di Canazei. Sul palco ci saranno i performer Patrizio Zindaco (voce narrante maschile), Mara Da Roit (voce narrante femminile, autrice della drammaturgia e della selezione testi) e il musicista Luca Dall’Asta.

 

L’ingresso sarà gratuito, ma l'invito è quello di prenotare il proprio posto in sala (cliccando qui). Lo spettacolo, rivolto agli estimatori dell’Autore, agli amanti della montagna, dell’ambiente e della natura, agli appassionati di vicende vere riconducibili alla realtà locale, a un pubblico pronto anche a godere di spigolature d’altri tempi – è adatto a tutti, incluse le famiglie. 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 settembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
19 settembre - 17:51
Lorenzo viene da Codogno mentre Alice è di Bormio. Entrambi hanno scelto di passare le loro settimane estive in quota al ''servizio'' di 103 [...]
Cronaca
19 settembre - 17:17
L'incidente è avvenuto lungo la strada provinciale 84 poco prima del campo di tamburello a Dro. La 20enne è uscita illesa ma spaventata
Cronaca
19 settembre - 14:02
Alla Bookique di Trento, martedì 21 settembre alle 18 e 30, si terrà l'ultimo incontro della Rassegna Generazione 2021 alla quale parteciperà, [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato