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| 04 giu 2021 | 21:30

Oltre 600 firme per chiedere di non separare gli alunni delle medie: “Ora vogliamo almeno una risposta”

I genitori degli alunni delle scuole medie hanno scritto una lettera per chiedere che i figli non debbano salutare compagni e professori in vista del prossimo anno scolastico. Fra online e i banchetti in piazza oltre 600 firme raccolte: “Non ci fermiamo”

Oltre 600 firme per chiedere di non separare gli alunni delle medie: “Ora vogliamo almeno una risposta”
di Tiziano Grottolo

ARCO. Una manifestazione, una petizione online e ora anche una raccolte firme in piazza: non si ferma la mobilitazione di alunni e genitori per chiedere che in vista del prossimo anno scolastico le attuali classi della scuola media Nicolò d’Arco non vengano smembrate.

 

Come anticipato a seguito della petizione online (che ha raccolto circa 300 firme) genitori e alunni si sono riuniti per una raccolta firme in piazza durante la quale sono state raccolte altre 300 sottoscrizioni.

 

Entrambe le raccolte firme sono state inviate tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’attenzione di Roberto Ceccato, il dirigente del Dipartimento istruzione e cultura della Provincia di Trento. Alle raccolte firme è stata allegata una lettera nella quale i genitori chiedevano nuovamente alla Provincia di rivedere le proprie decisioni perché, spiegano, “danneggiano in primis i ragazzi”. A questo punto, fanno sapere i genitori, si attende una risposta visto che le precedenti lettere sono cadute nel vuoto.

 

“Questa petizione – si legge nel testo online – nasce per far sentire il nostro dissenso contro la scelta della giunta provinciale di sopprimere una classe per il prossimo anno. Crediamo che così facendo non ci si renda conto dei problemi che si possono creare ai nostri ragazzi. Qualsiasi sia la motivazione che sta dietro questa decisione, i ragazzi non hanno colpe e non devono perciò subirne ingiustamente le conseguenze. Per non parlare del fatto che l’attuale giunta, fin dal proprio insediamento, si è dichiarata contro le classi pollaio, però ora non ci pensa due volte a riproporle”.

 

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