Tram, ascensori verticali e tanto “green” (VIDEO), ecco la Trento del futuro immaginata dopo la Circonvallazione ferroviaria
Un grande parco lineare come a New York, un corridoio che si apre verso il fiume Adige senza più barriere stradali, tram e tanto altro. Ecco le idee della Trento del futuro. Nel frattempo Zanella di Futura chiede di prolungare l’interramento nel capoluogo fino all’interporto, “a tutela dei cittadini di Trento nord”

TRENTO. Un grande parco lineare, che dalle Albere arriva fino alla rotatoria di Nassirya, simile all'High line realizzata a New York sul sedime di una ferrovia in disuso. La chiesa di San Lorenzo che si “avvicina” a Torre Vanga, grazie all’abbattimento del sovrappasso ferroviario accanto alla stazione delle corriere. Un corridoio che si apre verso il fiume Adige, senza più barriere stradali. Nuove connessioni che renderanno la città più vivibile: il Nordus tra nord e sud, il tram su via Brennero, l’ascensore verticale verso Povo, un sistema di trasporto a fune verso la collina di Martignano, il grande impianto verso il Bondone collegato all’ex Sit che diventa un polo intermodale. Sono queste alcune delle suggestioni proposte dal sindaco di Trento Franco Ianeselli che ha presentato tutta una serie di progetti che nei prossimi anni potrebbero cambiare il volto del capoluogo.
“Quando parliamo di quella grande opera che è la Circonvallazione per i treni merci – spiega il primo cittadino – dobbiamo sempre considerare i due aspetti. Il primo riguarda i cantieri, che vanno gestiti al meglio per mitigare l’impatto sulla città: mettendo dunque in campo tutte le soluzioni oggi a disposizione per limitare e compensare i disagi sia dei singoli cittadini, che vivono vicino alle zone interessate dagli interventi, sia dell’intera comunità trentina, che durante i lavori deve poter contare su alternative comode in termini di viabilità e trasporti”.
L’obiettivo finale secondo Ianeselli deve essere quello di una Trento tra le città più sostenibili d'Europa: “Chi lo dice che bisogna andare a nord delle Alpi per progettare una città green, moderna e vivibile?”.
Nel frattempo il tema della circonvallazione di Trento continua ad animare un forte dibattito fra la popolazione. Il consigliere di Futura Paolo Zanella punta il dito su quella che definisce “un’enorme incognita”. Come sottolinea il consigliere di Futura anche se tutte le criticità evidenziate nel progetto, come il rischio idrogeologico, l’interferenza con la falda e con le aree inquinate di Trento nord, l’impatto dei cantieri e gli espropri di case e terreni, venissero ben gestite, “il bypass di Trento rischierebbe comunque di restare una opera isolata lungo la tratta trentina del corridoio scandinavo-mediterraneo per molti anni”.
Secondo Zanella manca una pianificazione complessiva dell’intera tratta sul territorio provinciale: “Ciò implica che anche dopo essere stato usato per permettere l’interramento della ferrovia storica, il bypass di Trento rischia di non essere operativo come parte del corridoi merci per il quale è nato”. Un problema che potrebbe durare per decenni.
“Dei gruppi di lavoro preposti alla progettazione del bypass di Rovereto e delle tratte di completamento tra Salorno e Borghetto – prosegue Zanella – non si sa più nulla”. Proprio per questo con una risoluzione Futura vorrebbe impegnare la Giunta affinché entro la prossima primavera si arrivi ad avere idee più chiare su tracciato, tempi e costi dell’intera tratta trentina.
Con un’altra risoluzione, Futura chiede che la Giunta sostenga il Comune di Trento nella richiesta a Rfi di prolungare l’interramento nel capoluogo fino all’interporto, a tutela dei cittadini di Trento nord, “che altrimenti, a differenza di quelli del centro e del sud della città non vedranno sparire, ma aumentare a dismisura i treni, con una profonda disequità”. Inoltre, nella stessa mozione si chiede di arrivare a una bonifica definitiva dell’ex Sloi ed Ex Carbochimica, approfittando della fase economica espansiva che stiamo vivendo.











