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Da Galliani a Raffaeli, una giornata iniziata già a pieno ritmo. Con l'inaugurazione ufficialmente partita la quinta edizione del Festival dello sport

Sold out al teatro sociale per l'inaugurazione ufficiale della quinta edizione del Festival dello sport. Il presidente di Rcs MediaGroup, Urbano Cairo: "Bellezza e passione, Trento è come un villaggio olimpico". L'amministratore delegato di Trentino Marketing: "Macchina organizzativa imponente con ben 400 volontari"

Di Luca Andreazza - 22 settembre 2022 - 21:01

TRENTO. Sold out per l'inaugurazione ufficiale del Festival dello sport, una quinta edizione tenuta a battesimo da Gianluigi Buffon e con grandissimi ospiti in sala come Marcell Jacobs, Claudio Marchisio e Fefè De Giorgi. Il Day 1 della kermesse targata Gazzetta e Trentino Marketing partita forte con appuntamenti in serie durante tutto l'arco della giornata con i momenti di clou di Adriano Galliani, Amos Mosaner e Sofia Raffaeli, alcuni nomi, e in attesa del finale con l'oro olimpico nei 100 metri. 

 

Un momento in cui è stata ricordata la fondamentale valenza dello sport a tutti i livelli, soprattutto dopo il periodo dell'emergenza sanitaria Covid. Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha ricordato come il Trentino sia stato recentemente eletto territorio più sportivo d'Italia e come il rapporto con la Gazzetta dello sport sia ormai consolidato e forte.

 

"Una collaborazione che sarà strategica e da rafforzare, con il sostegno del Comune, dell’Università e del Coni, anche nella prospettiva delle Olimpiadi invernali del 2026", spiega il presidente, il quale ha poi evidenziato la presenza di tanti giovani in città e la voglia di partecipazione dopo le limitazioni imposte dal Covid, per un’edizione del Festival che si annuncia davvero entusiasmante.

 

Oltre 300 ospiti e più di 150 eventi per una manifestazione che viaggia già a pieno ritmo; una kermesse "che vede coinvolta - commenta Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing - una macchina organizzativa imponente con ben 400 volontari".

 

Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha concordato sul grande risultato del Trentino come provincia più sportiva d'Italia, evidenziando inoltre la trasformazione positiva della città che vive in completa simbiosi con il Festival. Momenti di Gloria, dice il primo cittadino, la felice scelta di questo tema per questa edizione 2022 che non ci ricorda solo un film pluripremiato o la colonna sonora di Vangelis, il richiamo alla pellicola degli anni Ottanta è anche un invito a pensare cos’è, cos’ha rappresentato e rappresenta lo sport dal punto di vista sociale.

 

"Lo sport è spesso più avanti della società - aggiunge Ianselli - dove ci sono barriere le infrange, dove c’è emarginazione integra, dove ci sono pregiudizi li supera. Lo sport ci mostra che il 'momento di gloria' non dipende né dal colore della pelle, né dalla religione, né dall’origine nazionale e neppure dalla perfezione fisica. In questo anno di momenti di gloria l’Italia ne ha avuto davvero tanti. Ci manca la qualificazione ai mondiali di calcio, ma pensiamo alle 35 medaglie degli europei di nuoto, alla grande, recentissima vittoria della nazionale di volley ai mondiali, al tennis con Sinner e Berrettini, a Yeman Crippa".

 

Moderati dai giornalisti sportivi Pierluigi Pardo e Federica Masolin, terminati i saluti istituzionali dei padroni di casa si sono alternati sul palco i numerosi ospiti della serata, a cominciare da Urbano Cairo in qualità di presidente di Rcs MediaGroup. Quest'ultimo ha sottolineato l'importanza dello sport in un momento storico così difficile e di ripresa post-pandemia, chiedendo di ottenere la cittadinanza onoraria trentina nel momento in cui si arriverà alla decima edizione. Trento si trasforma sempre in un grande villaggio olimpico, ha concluso, con personaggi e campioni straordinari di ogni disciplina. 

 

"Lo sport è un esempio di come bisogna comportarsi, di come bisogna reagire, è disciplina, impegno e perseveranza", Cairo ha poi accennato agli Stati generali del calcio di sabato: “Il calcio italiano è in un momento di grande difficoltà, ci sono troppe perdite, la gestione è sbagliata e il Covid ha molto peggiorato la situazione, serviranno per capire dove andare, che strada imboccare, il calcio rischia il default se non ci sarà una gestione diversa: il momento non è facile. Bisogna puntare sui giovani, noi del Torino siamo la seconda quadra più giovane".

 

La parola poi è passata al direttore della Gazzetta dello Sport, Stefano Barigelli, il quale ha evidenziato la crescita della sensibilità del pubblico nei confronti di tutte le discipline sportive. "La vittoria di Marcel Jacobs, ha detto, ha venduto più copie dello scudetto dell'Inter". Inoltre, ha dato qualche numero sul quotidiano sportivo: oltre 120 mila abbonati sul giornale digitale, un milione di lettori unici e una ripresa dopo l'emergenza sanitaria che non si è mai arrestata.

 

"L'Italia ormai è diventata un punto di riferimento sportivo a livello mondiale, con il Trentino che ha saputo crescere talenti e campioni in ogni disciplina", l'intervento di Giovanni Malagò, numero uno del Coni che ha poi ricordato, insieme al presidente della Provincia di Trento, come il Trentino sarà terra di Giochi olimpici nel 2026 e come i lavori in tal senso stiano proseguendo senza sosta.

 

Non è mancato il focus sul settore paraolimpico: il presidente Cip, ha spiegato come il movimento abbia ottenuto un'importanza esponenziale e inaspettata. "I valori in campo - evidenzia Luca Pancalli - sono altrettanto importanti, ha aggiunto, auspicando infine che nel prossimo futuro possa costituirsi un Comitato unico, olimpico e paraolimpico". 

 

Poi Vito Cozzoli, presidente di Sport & Salute, ha posto l'attenzione sulla necessità di puntare sull'attività sportiva per educare i giovani e distrarli dalla tecnologia, puntando alla crescita del movimento sportivo sotto il profilo sociale, industriale e umano. Hanno concluso l'evento l'intervento a distanza di Fabio Cannavaro, campione del mondo con la nazionale italiana di calcio nel 2006 e nuovo allenatore del Benevento in serie B, e il confronto tra Pierluigi Pardo e Gianluigi Buffon, portiere storico della Juventus, della Nazionale e attualmente del Parma, che hanno discusso sulla libertà del prendere delle decisioni nella vita, tanto in quella sportiva quanto in quella privata. 

 

Sull'addio di Roger Federer al tennis. "Ci sono icone dello sport che nel momento in cui dicono basta fanno fermare per un istante le nostre vite. A certe persone bisognerebbe dare l'elisir di lunga vita, un peccato vederli smettere". Sulla champions league mai vinta. "Non mi importa niente. Sono stato felice di aver combattuto, per vincerla, so quanto sia importante per i tifosi, la società, i compagni. Ma non ho bisogno di vincere 1 o 8 champions per sapere quanto valgo, la verità è che mi sono appropriato della libertà". E sulla longevità della sua carriera. "Continuerò a giocare finché starò bene: c'è ancora chi mi ferma per strada a chiedermi di portare il Parma in serie A. Mi piace stupire e stupirmi e questo è quello che voglio continuare a fare", conclude Buffon. Un appuntamento terminato con il tuffo sul palco.

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