Dalla pedalata Avio-Kirsanov per ricordare i trentini uccisi sul fronte orientale al dramma della guerra in Ucraina: ''Ora pensiamo solo agli aiuti umanitari''
Tutto rimandato: le pedalate di pace e fratellanza, per onorare la figura della marchesa Gemma Guerrieri Gonzaga (che fece liberare migliaia di soldati trentini rimasti prigionieri anche dopo la Grande Guerra), nonna del proprietario della Tenuta San Leonardo, Carlo Guerrieri Gonzaga non si faranno più per chissà quanto tempo. Benvenuti: ''Non possiamo ignorare la tragedia di tanti amici oggi segregati nei rifugi bellici''

AVIO. ''Riceviamo richieste di aiuto, appelli disperati da amici segregati nei rifugi bellici. Persone di sincera cordialità, con le quali avevamo pedalato lungo le strade che collegano Russia, Ucraina e Polonia. Non possiamo ignorare la loro tragedia''. Antonio Benvenuti è un giovane cantiniere di Borghetto d’Avio, promotore e protagonista nel mese di luglio 2019 della significativa pedalata ‘Sulle tracce della storia’, 3000 e più chilometri dalle lontane steppe sovietiche fino al Trentino, nei posti dell’armistizio della Grande Guerra.
Itinerario di pace, attraverso 7 nazioni, partito da Kirsanov, dai luoghi delle cruente battaglie costate migliaia di morti, con grandi perdite anche dei giovani soldati trentini, allora mandati al fronte dalle strategie belliche austroungariche. ''Ci chiedono solidarietà, l’invio urgente di medicinali, lacci emostatici, ogni tipo di medicazione. Ci stiamo mobilitando, in contatto con le associazioni locali in prima linea nella raccolta fondi - spiega Antonio Benvenuti, al comando della società ciclistica Avio, nonché vicepresidente Comitato trentino della Fci - pronti a partecipare ad ogni iniziativa solidale. Sperando almeno in una tregua, alla tutela della popolazione ucraina''.
Al telefono parla con Julia, rintanata a Kiev in un bunker. Con lei riesce a rievocare i momenti felici della loro pedalata. Sei ragazzi trentini che hanno pedalato lungo quello che ora è diventato un fronte, un tremendo scenario di guerra. Pedalate di pace e fratellanza, per onorare la figura della marchesa Gemma Guerrieri Gonzaga, nonna del proprietario della Tenuta San Leonardo, Carlo Guerrieri Gonzaga. Una donna che con il suo operato è riuscita a far liberare migliaia di soldati trentini rimasti prigionieri anche dopo la fine del conflitto. Rientro tra peripezie incredibili, trasferimenti intercontinentali, prigionieri trasferiti in accampamenti lontanissimi dal conflitto, soste e imbarchi da porti disparati, compreso il Giappone.
Il dramma di una guerra lontana, in tutti i sensi. E che nessuno pensava di dover rivivere, nella sua moderna attualità. L’Ucraina e le terre che i trentini indicano come Galizial luoghi disseminati di cimiteri militari. Dove sono sepolti oltre 11 mila trentini. Morti in combattimenti con la divisa austroungarica, nel 2014, quando l’Italia era ancora fuori dal conflitto mondiale. Una ‘strage inutile’, carneficina senza senso, si disse allora. Medesima considerazione anche oggi: dobbiamo ricordare che la guerra non risolve problemi. Porta solo morte e dolore.
Adesso i ciclisti lagarini mostrano sul telefonino le fotografie del loro tragitto, concluso sul colle di Rovereto dove è collocata la Campana della Pace. Invitano a visionare un docufilm realizzato lungo i 13 mila metri di dislivello del tragitto, nei luoghi dove ora si spara. Proprio per non dimenticare l’assurdità della guerra. Conservano scene di pace, stravolte dall’aggressione russa. Dove proprio in queste ore si sono riunite le delegazioni belligeranti, ospiti della Bielorussa. ''Dovevamo concretizzare il gemellaggio tra Avio e Kirsanov, coinvolgendo alcune associazioni di città vicine Leopoli. Tutto è drammaticamente rimandato. Ora vogliamo solo mobilitarci negli aiuti umanitari''.













