Dopo 3 anni Smarmellata lascia il Cantiere 26: “Non ci sono le condizioni per proseguire ma continueremo a portare avanti le altre attività sul territorio”
È un addio che lascia l’amaro in bocca quello di Smarmellata dal Cantiere 26. Dopo tre anni in cui i giovani dell’associazione erano riusciti a superare persino la pandemia alla fine hanno dovuto arrendersi alla burocrazia: “Ringraziamo e abbracciamo tutti coloro che hanno attraversato questo posto e ci hanno sostenuto”

ARCO. Erano sopravvissuti alla pandemia, erano riusciti a superare i lockdown e a riaprire nonostante le restrizioni anti-Covid, alla fine però i ragazzi e le ragazze dell’associazione Smarmellata hanno dovuto arrendersi alla burocrazia. “Dopo settimane di lunghi confronti e riflessioni – spiegano in una nota consegnata ai social – vi comunichiamo con gran dispiacere che, alla proposta di un altro solo anno di rinnovo per la gestione del bar del centro giovani Cantiere 26, abbiamo compreso che per noi non sussistono le condizioni imprenditoriali ed economiche necessarie per accettare”.
Eppure negli ultimi tre anni il centro giovani di Arco sembrava finalmente riuscito a trovare una sua dimensione. Uno spazio completamente rinnovato, sia nell’aspetto che nei contenuti con un calendario ricco di eventi e un ambiente gradevole che richiamava giovani e non, anche da fuori il territorio dell’Alto Garda.
Con l’entrata in scena di Smarmellata il Cantiere 26 era diventato effettivamente un punto di riferimento per la zona. Ora però, dopo tre anni (gli ultimi due segnati dalla pandemia), dal Comune di Arco è arrivata una proposta per un rinnovo annuale all’Apsp Casa Mia, l’ente che a sua volta aveva affidato la gestione del bar all’associazione.
“Nonostante ci aspettassimo una svolta pluriennale – spiega il presidente di Smarmellata Marco Penner – abbiamo affrontato questo periodo con uno spirito propositivo, confidando nel trovare una soluzione per il proseguo, al fine di dare continuità allo sviluppo del bar ed alle nostre attività nel centro”. In altre parole questo sarebbe stato un anno cruciale nel quale si sarebbero dovuti consolidare i frutti del duro lavoro, ma a fronte di una proposta di rinnovo che di fatto copriva solo 11 mesi i giovani dell’associazione non hanno potuto fare che farsi da parte.
A pesare anche l’incognita sul 2023, con l’Amministrazione comunale che potrebbe decidere di mettere a gara l’intero centro giovani. “Sforzi e investimenti – prosegue Penner – non sono più pensabili con questa impostazione e senza una solida prospettiva. Il volontariato e altre forme ibride di collaborazione sono state cruciali in questi anni e sono state fatte in un’ottica di investimento, ma nel tempo crediamo che l’assetto del bar debba gradualmente abbandonare tali forme di remunerazione precaria”.
Sullo sfondo restano tre anni complessi e faticosi ma ricchi di soddisfazioni, dove a farla da padrone sono stati i numerosi eventi musicali e culturali. “Ringraziamo e abbracciamo tutti coloro che hanno attraversato questo posto e ci hanno sostenuto frequentando il centro, promuovendo attivamente lo spazio e la nostra gestione. Grazie a voi il Cantiere 26 ha vissuto momenti magici e indimenticabili. Ci avete dato la carica per continuare anche nei momenti più difficili e grazie a voi abbiamo intravisto il sogno di un’altra Alto Garda e Ledro, più urbana, più creativa e innovativa”.
Almeno per ora dunque, si interrompe il percorso di Smarmellata all’interno del Cantiere 26. Nonostante questo l’associazione fa sapere che rimarranno attivi tutti gli altri progetti da Ledro Land Art, a Busa Network, fino a A mezz’aria e Andrea-Busa Desk. “Restiamo a disposizione per collaborare con altri soggetti del territorio – concludono da Smarmellata – e continueremo a credere nel potenziale delle periferie, specialmente in questo periodo storico e specialmente in quella in cui viviamo. Il nostro obiettivo rimane e rimarrà quello di diffondere arte e progetti di sviluppo culturale nell’Alto Garda e Ledro e oltre, favorendo processi orizzontali e di rete, cercando di portare un’alternativa all’offerta per lo più commerciale, turistica ed estiva del nostro territorio e continuando a valorizzare luoghi dal potenziale inespresso attraverso attività culturali e al protagonismo giovanile”.














