Dopo 7 anni chiude lo Stuzzicatilly, la titolare: “Trento sta morendo. Volevo restare ma gli ostacoli sono diventati insuperabili”
Lo Stuzzicatilly, piccolo laboratorio di cucina artigianale di via Manzoni a Trento, sforna primi e secondi di ogni tipo ma ora, dopo 7 anni, la titolare ha deciso di chiudere i battenti e trasferire l’attività: “Avrei voluto restare, invece me ne devo andare perché gli ostacoli negli ultimi tempi sono cresciuti fino a diventare insuperabili”

TRENTO. Prima la pandemia, con le sue restrizioni e i lockdown, ora i rincari di luce e gas con le bollette che schizzano alle stelle. Per gli esercenti non c’è davvero pace e anche chi era riuscito a superare i due anni di Covid ora si trova in difficoltà. È il caso di Eutilia Rigillo che da 7 anni gestisce lo Stuzzicatilly di via Manzoni 21 a Trento. Si tratta di un piccolo laboratorio di cucina artigianale che ogni giorno sforna, mostra e vende al dettaglio primi e secondi di ogni tipo da consumare subito o da asporto, ma anche piccoli buffet di finger food per rinfreschi e feste.
“Venerdì 18 febbraio sarà l’ultimo giorno di apertura a Trento dello Stuzzicatilly”, annuncia Rigillo. “Avrei voluto restare, invece me ne devo andare perché gli ostacoli negli ultimi tempi sono cresciuti fino a diventare insuperabili. Chi mi conosce sa quanto tengo a quest’attività e che ho resistito anche nei tanti mesi desertificati dalla pandemia. Ora però non ce la faccio più”.
Così Rigillo ha scelto di trasferire la propria attività a Mezzolombardo, in via Morigl 19, “me ne vado soprattutto perché ho capito che, forse, altrove potrò lavorare meglio e di più – spiega – la città sta morendo, da sola ho resistito due anni ma ora le spese sono troppe”. Lavorando molto con gli uffici e con i pendolari lo smart working per queste attività è stato un duro colpo.
“Non nascondo che mi dispiace perché in questi anni a Trento con alcuni clienti è nato un rapporto di fiducia e simpatia. Certe persone affezionate allo Stuzzicatilly si sono conosciute qui e hanno fatto anche amicizia. Si è formata una specie di piccola comunità”. Rigillo però, prima di andarsene, qualche sassolino dalla scarpa vuole toglierselo. “Perché me ne vado? Mi sono sentita respinta dalla burocrazia e ancor più per l’indifferenza degli amministratori che per tener viva la città dovrebbero creare condizioni favorevoli alle piccole aziende produttive e commerciali. E invece una zona vicinissima al centro storico come questa, a due passi da Torre Verde e dal Buonconsiglio, è considerata dal Comune marginale e trascurabile, una pura via di transito veicolare veloce, troppo veloce, dove non prevedere nulla perché ci si possa fermare”.
La titolare dello Stuzzicatilly fa anche alcuni esempi. La riduzione progressiva dei parcheggi a disco orario sui due lati, l’aumento delle multe, lo smart working che ha fatto sparire i clienti provenienti da fuori città e impedito l’uso dei buoni pasto, il divieto di offrire un minimo di posti a sedere con tavolini esterni “solo perché la mia è un’attività artigianale e non un pubblico esercizio”.
Non solo, perché la strada sarebbe troppo spesso tenuta ai margini in occasione delle tante iniziative che richiamano gente in città. “Tutto questo – conclude Rigillo – fa sì che qui non arrivi quasi nessuno, tranne appunto i clienti affezionati, per il semplice fatto che quasi nessuno sa che questo locale esiste. Ho chiesto un cambiamento solo per poter lavorare. Ma le cose sono addirittura peggiorate. Segno che si preferisce che vadano così. Ne prendo atto e, a malincuore, do l’addio a Trento”.














