Le ''guardie del corpo'' sui social di Ferragni, Biasi e degli influencer difendono i loro idoli: nessuna invidia ma semplice buon senso
L'eco nazionale ha spaccato l'opinione pubblica sui viaggi in elicottero sui ghiacciai di Ferragni, Biasi e degli altri influencer. Ma non c'è invidia, solo buon senso: azione che giustifica e incoraggia milioni di persone a perseguire uno stile di vita incurante dei limiti ambientali

TRENTO. L’articolo sull’aperitivo con vista ghiacciaio (raggiunto come sappiamo in elicottero) di Chiara Ferragni, di Chiara Biasi e di altri più o meno influencer è stato successivamente ripreso su molti, importanti, portali d’informazione (Qui articolo).
Com’era prevedibile, l’eco nazionale ha spaccato in due l’opinione pubblica. Se da un lato, infatti, non sono in pochi ad aver preso le distanze dall’iniziativa, dall’altro c’è chi si è schierato, a scudi compatti, in difesa dei loro paladini-social.
Queste fedeli guardie del corpo hanno sfruttato l’unica, potentissima, arma retorica che avevano a disposizione: accusare chi ha criticato la “performance” di essere invidiosi. Invidiosi di una posizione sociale superiore e delle opportunità da essa offerte (come, appunto, svolazzare sulle Alpi in elicottero).
Ma non è questo il punto. L’articolo non nasceva infatti dall’invidia, ma da un invito al buon senso. Chiara Ferragni e Chiara Biasi, insieme, solo su Instagram superano il muro dei 30 milioni di follower. Per milioni di persone, quindi, sono un idolo, un simbolo, e in un mondo che si nutre di simboli i loro comportamenti per molti rappresentano un modello.
Nell’estate della tragedia sulla Marmolada, la cui ferita è ancora aperta sul ghiacciaio e nel cuore di molte persone; nell’estate della chiusura anticipata del Rifugio Gonella (Monte Bianco), provocata dall’esaurimento del nevaio che lo rifornisce d’acqua; nell’estate in cui il permafrost non fa più da collante, facendo crollare pareti, ma anche bivacchi (come il celebre bivacco della Fourche); nell’estate delle transumanze anticipate a causa di una siccità senza precedenti; ecco, in quest’estate tanto flagellata dall’incombenza dei cambiamenti climatici, raggiungere un ghiacciaio in elicottero per bersi una bicchiere di champagne, rilasciando nell’aria tonnellate di CO2, è un’iniziativa di cattivo gusto, ma anche simbolicamente pericolosa.
"Perché pericolosa?". Si chiederà qualcuno. Il motivo è molto semplice: perché giustifica e allo stesso tempo incoraggia milioni di persone a perseguire uno stile di vita incurante dei limiti ambientali, rallentando quel processo culturale necessario affinché si realizzi concretamente la tanto auspicata transizione ecologica.













