Nidi e scuole dell'infanzia, con il nuovo ddl che li inserisce nel 'prescuola 0-6 anni' si cambia: dubbi e aspettative dal tavolo della Cisl
Oggi, nella sede della Cisl Scuola del Trentino si è tenuta una tavola rotonda per discutere della tematica con presenti anche gli insegnanti dei due settori interessati, i coordinatori pedagogici e le figure di riferimento del settore della Provincia. La segretaria Bolognani spiega quali sono i dubbi dei lavoratori, quali le attese e quali le azioni che il sindacato intende mettere in campo

TRENTO. Nidi e scuole dell'infanzia, si cambia. Almeno questo è lo scopo del disegno di legge 135 del 29 marzo 2022 dal titolo ''Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione per l'infanzia'' che ha come primo obiettivo quello di rendere anche il percorso 0-3 anni parte di quello educativo di ''prescuola'' oggi identificato solo con il 3-6 anni. Oggi, nella sede della Cisl Scuola del Trentino si è tenuta una tavola rotonda per discutere della tematica con presenti anche gli insegnanti dei due settori interessati, nidi e scuole dell'infanzia oltre ai coordinatori pedagogici, e alle figure di riferimento del settore della Provincia.
Fra gli invitati erano presenti Alessandro Laghi, direttore associazione Co.E.S.I, Livio Degasperi dirigente servizio infanzia della Provincia, Lucia Stoppini direttrice F.P.S.M., Daria Santoni coordinatrice Cooperativa Bellesini e Vanessa Masè consigliera provinciale proponente del disegno di legge oggetto del confronto.
''L’obiettivo di Cisl Scuola - spiega la segretaria Monica Bolognani - è stato quello di creare uno spazio di confronto riguardante un disegno di legge, che da mesi preoccupa le due realtà riconoscibili e definite all'interno del sistema scolastico trentino, che hanno come riferimento normativo due diverse leggi: la numero 4/2002 per i nidi e la numero 13/1977 per le scuole infanzia; settori specifici per le proposte educative differenziate, per la tipologia e l’età dell’utenza''.
Dal dibattito sono emerse delle preoccupazioni. ''Da un lato - spiega la segretaria della Cisl scuola del Trentino - la paura che vi sia la trasformazione della Scuola dell’Infanzia in un “servizio” assoggettato ai bisogni dell’utenza: sentore alimentato dall’apertura del mese di luglio. Si teme, poi, la svalutazione progressiva della professionalità dell’insegnante, costruita attraverso la formazione continua e anni di esperienza in uno specifico settore e che sia questo l’ingresso in una sperimentazione “permanente”, con il pericolo di assenza di confronto con gli attori coinvolti, incluso il sindacato''.
D'altronde ci sono dei dati di fatto da cui non si può prescindere: la migrazione del personale dell’Infanzia verso altri settori del sistema scolastico o addirittura verso altre realtà lavorative; la difficoltà di reclutamento di nuovo personale, probabilmente perché la professione ha perso attrattiva; il calo demografico costante, che incide già oggi e maggiormente nel prossimo futuro.
Ma sono emersi anche aspetti positivi che possono rappresentare davvero un punto di partenza nuovo per il settore. ''Vi è il potenziamento del già presente percorso di continuità tra i vari settori della scuola - spiega la segretaria della Cisl scuola -, la maggior diffusione sul territorio delle realtà scolastiche 0/6, l’estensione del concetto di “prescuola” a tutto il periodo 0/6, finora esclusivo del segmento 3/6''.
''La Cisl Scuola - conclude Bolognani - auspica che in ogni percorso nuovo e vecchio riguardante la scuola sia rispettata la centralità del bambino/studente, l’attenzione ai suoi ritmi di apprendimento e di crescita. Che la stessa attenzione sia garantita alle/ai lavoratrici/lavoratori di entrambi i settori, alla loro professionalità, alla tutela dei loro diritti. Il sindacato vigilerà sull’iter del disegno di legge e per questo chiede che sia costituito un tavolo tecnico di confronto con tutti i soggetti coinvolti; che si attivi una sperimentazione condivisa e monitorata, possibilmente a termine; che si creino le condizioni affinché la professione di insegnante della Scuola dell’Infanzia e dei Nidi sia davvero attrattiva e soddisfacente''.














