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Trento
02 ottobre | 06:01

"Stabilizziamo i docenti poi parliamo di carriere", Bolognani (Cisl) risponde a Bisesti: "La scuola non è un servizio conciliativo"

Monica Bolognani, segretaria della Cisl scuola, risponde all'assessore all'istruzione della provincia di Trento: “Siamo d'accordo sulla necessità di una maggiore valorizzazione degli insegnanti, ma prima serve dare stabilità ai tanti docenti precari". Bocciata dal sindacato l'apertura a luglio delle scuole dell'infanzia: "Servono piuttosto politiche di sostegno alla genitorialià"

"Stabilizziamo i docenti poi parliamo di carriere", Bolognani (Cisl) risponde a Bisesti
di Sara Marcolla

TRENTO. “Il mondo della scuola ha bisogno di stabilizzazione dei docenti. Poi si può affrontare il tema della carriera. Altrimenti – per usare una metafora – si costruisce un tetto sopra fondamenta traballanti”. Monica Bolognani, segretaria della Cisl scuola, controbatte all'assessore all'istruzione della provincia di Trento Mirko Bisesti che, nell'intervista rilasciata a Il Dolomiti, difende il disegno di legge sulla carriera dei docenti, presentato a maggio in commissione ma che non è arrivato all'esame dell'aula del consiglio provinciale (qui articolo). “Siamo d'accordo sulla necessità di una maggiore valorizzazione degli insegnanti, ma prima serve dare stabilità ai tanti docenti precari” afferma Bolognani.

Bocciato su tutti i fronti, invece, il prolungamento al mese di luglio dell'apertura delle scuole dell'infanzia, provvedimento diventato strutturale. “La scuola è luogo di formazione e non un servizio conciliativo. Servono politiche serie di sostegno alla genitorialità” ribadisce Bolognani, che nega che ci siano state relazioni sindacali improntate al dialogo. “Non mi risulta – dice, – non c'è stato nessun confronto e le nostre osservazioni non sono state accolte”.

 

Secondo lei è mancato il dialogo?

L'assessore ha rifiutato il confronto sia sull'apertura a luglio che sul ddl 176 sulla carriera dei docenti. O meglio, è stato un confronto finto. Abbiamo partecipato ad un paio di momenti in cui il disegno di legge ci è stato presentato, ma non non è stata raccolta alcuna delle nostre osservazioni.

 

Cosa non vi convince della proposta di legge sulla carriera dei docenti?

Concordiamo sul fatto che i docenti debbano essere maggiormente valorizzati. Ma la priorità è portare i docenti nelle classi, stabilizzarli, investendo nel sistema di reclutamento e combattendo, in questo modo, il precariato. Quest'anno su 500 possibili ruoli ne abbiamo un centinaio circa. C'è la necessità di una revisione condivisa del contratto. Poi si può affrontare il tema della carriera. Altrimenti – per usare una metafora – si costruisce un tetto sopra fondamenta traballanti.

 

Come propone, quindi, di affrontare il tema della valorizzazione dei docenti? In che modo si può rendere la professione più attrattiva?

Si dovrebbe partire da un'analisi di quello che già si fa; ci sono figure di coordinamento, tutor e referenti di commissione. Piuttosto che introdurre nuove figure, si dovrebbe investire per riconoscere in modo adeguato gli attuali incarichi. Si dovrebbe, inoltre, potenziare la formazione, permettendo ai docenti di crescere nelle competenze. Serve anche una retribuzione adeguata perché, ad oggi, i docenti italiani sono tra i peggio pagati in Europa. E serve introdurre regole di conciliazione vita-lavoro”.

 

Una battaglia che portate avanti è quella contro il prolungamento estivo dell'apertura delle scuole d'infanzia. Una decisione che – a detta dell'assessore Bisesti – è stata apprezzata dalle famiglie, perché va incontro alle esigenze di conciliazione lavoro-famiglia.

Questa giunta non ha mai lavorato seriamente a politiche di sostegno alla genitorialità e si è chiesto, quindi, alla scuola di sopperire a questa mancanza di politiche sociali. In questo modo la scuola non è più luogo di formazione, ma diventa un servizio sociale. Ma noi ribadiamo che la scuola non è un servizio conciliativo. Vogliamo che sia ridata alla scuola la dignità che merita come luogo deputato alla formazione. Alla futura giunta chiediamo, invece, di sviluppare politiche serie a sostegno della genitorialità potenziando il terzo settore.

 

Negli ultimi anni è aumentata la dispersione scolastica. A livello nazionale il 12,7% di studenti e studentesse abbandona precocemente gli studi. Come si può contrastare?

Come Cisl scuola abbiamo contattato la Consulta provinciale degli studenti e a breve inizieremo un percorso con i giovani, perché sono loro gli interlocutori principali di tutte le azioni volte al contenimento della dispersione scolastica. I giovani abbandonano la scuola non solo perché non hanno buoni risultati ma anche perché vivono forti disagi personali. Dobbiamo prenderci cura di loro attivando politiche a sostegno, ad esempio creando più sportelli di ascolto. Serve, inoltre, riorganizzare e potenziare il sistema dei trasporti, che oggi non sempre agevola gli spostamenti, in particolare dalle valli. La dispersione scolastica si combatte, infine, anche con una formazione più mirata dei docenti.

 

Quali sono i pilastri su cui costruire, secondo Lei, la scuola del futuro?

Inclusione, intervenendo sui criteri degli organici che determinano l'assegnazione dei docenti di sostegno e degli assistenti educatori; sicurezza, aiutando le scuole a dotarsi di protocolli atti alla prevenzione del bullismo; continuità, attraverso la stabilizzazione del personale scolastico; efficienza, potenziando le segreterie scolastiche e gli organici ATA; flessibilità e innovazione, grazie al potenziamento della formazione per tutto il personale riconosciuta all'interno del contratto e incentivata.

 

 

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