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Siccità, soffrono le dighe trentine: ''Livelli più bassi del 50%'' e questa crisi si riflette anche sulla produzione di energia ''praticamente dimezzata''

Soffrono Lombardia e Veneto, tanto da ipotizzare la richiesta al governo di dichiarare lo Stato di emergenza idrica. Anche in Trentino la situazione viene monitorata: "Negli ultimi 5 anni abbiamo affrontato un anno particolarmente piovoso, tra i più alti delle medie, e questo con pochissime precipitazione, anche nevose che rappresentano un serbatoio importante. A ogni modo i conti vengono fatti alla fine"

Di Luca Andreazza - 21 June 2022 - 19:31

TRENTO. "E' una situazione difficile: i livelli sono assolutamente non usuali per il periodo e c'è un monitoraggio costante e attento dell'evolversi del problema". Questo il commento a Il Dolomiti di Dolomiti Energia. "Una carenza idrica si riflette anche sulla produzione di energia elettrica. Comunque se dovessero esserci indicazioni da parte del governo, la società naturalmente è pronta a far la sua parte nel rispetto di leggi e norme".

 

E' una situazione complicata quella causata dalla siccità. Fiumi in secca con l'agricoltura che trema. Il nord è in fortissima difficoltà con il problema più grave che riguarda l'approvvigionamento dell'acqua potabile. Soffrono Lombardia e Veneto, tanto da ipotizzare la richiesta al governo di dichiarare lo Stato di emergenza idrica con l'obiettivo di dare priorità all'uso umano e agricolo della risorsa idrica, e di mettere a disposizione risorse, anche del Pnrr, per creare nuovi invasi.

 

Nelle scorse ore il consorzio di bonifica del Chiese, sul versante bresciano, ha deciso che verso fine mese chiuderà i rubinetti e non darà più acqua agli agricoltori per le irrigazioni (Qui articolo). La fotografia in Trentino è migliore, ma di poco. ''Dobbiamo mettere in campo tutte le azioni possibili per non trovarci in una situazione davvero grave. Siamo già al limite, nei prossimi giorni arriverà una nuova circolare per chiedere ai Comuni maggiore attenzione nell'utilizzo delle risorse idriche", il commento di Mario Tonina, vice presidente della Provincia.

 

La siccità influisce e aggrava anche la crisi energetica. "La situazione delle nostre dighe - aggiunge Dolomiti Energia - non è semplice e i livelli sono bassi: registriamo un dato inferiore tra il -40 e il -50% rispetto agli anni scorsi, questo si traduce anche nel dimezzamento della produzione".

 

Le precipitazioni registrate in questo inizio d'anno consentono solo di respirare qualche giorno. La crisi idrica è, infatti, causata della scarsa piovosità iniziata nella seconda metà del 2021 e che, nei primi cinque mesi del 2022, ha portato a copertura nevosa del 13% rispetto alla media e gli invasi di accumulo sono pieni per appena il 20/25% rispetto agli anni scorsi. Da qui la contrazione delle produzioni idroelettriche del 50% rispetto alle medie storiche.

 

La materia è complessa tra uso potabile, agricoltura e la produzione di energia elettrica per rispondere anche al mercato nazionale. E le perturbazioni rapide e intense non aiutano a risolvere il problema della siccità. "Comportano più danni che benefici perché è molto complicato l'accumulo". 

 

Un problema comunque che già oggi ha portato ad un vero e proprio allarme in diversi territori del Nord Est, compreso il Trentino (Qui articolo), mentre i fiumi sono in secca (Qui articolo) ed a livello politico si cercano di gestire le scarse risorse idriche presenti (Qui articolo).

 

Una possibile soluzione per il futuro è rappresentata anche dal ripristino, o dalla costruzione ex novo, di serbatoi in quota per conservare l'acqua in occasione delle precipitazioni, che oggi sono sempre più a carattere piovoso anche in alta montagna. Ormai anche in quota infatti la neve si sta facendo più rara, e quella che cade fonde sempre più velocemente: i serbatoi sono quindi l'unica soluzione per 'trattenerel'acqua sul territorio e poterla così utilizzare nei momenti di scarsità (Qui articolo).

 

"La società presta grande attenzione agli impatti del cambiamento climatico, questo comporta anche una difficoltà sul fronte della programmazione. Negli ultimi 5 anni abbiamo affrontato un anno particolarmente piovoso, tra i più alti delle medie, e questo con pochissime precipitazione, anche nevose che rappresentano un serbatoio importante. A ogni modo i conti vengono fatti alla fine perché poi potrebbe arrivare la pioggia", conclude Dolomiti Energia.

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