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| 18 giu 2022 | 06:01

Siccità, dopo il Veneto anche la Lombardia 'chiama' il Trentino. Tonina: ''Non siamo la soluzione. Spiace dirlo ma hanno sistemi d'irrigazione che non vanno bene''

La siccità sta colpendo diverse regioni a partire dal Veneto e dalla Lombarda. Quest'ultima nelle scorse ore ha fatto sapere di voler chiedere lo stato di emergenza vista la situazione di crisi idrica che si sta registrano sul territorio. Tonina: "Se ci costringessero a cedere acqua lo potremmo fare solo per un breve periodo perché poi ci troveremmo in difficoltà: dobbiamo garantire la potabile e anche l'irrigazione per l'agricoltura”

TRENTO. Acqua sempre più rischio a causa della crisi climatica e quella presente in Trentino Alto Adige fa sempre più gola ai territori di pianura. Lo è stato per il Veneto che già ad aprile ha chiesto al Trentino di aumentare la portata del fiume Adige per poter irrigare le coltivazioni ed ora la richiesta potrebbe arrivare dalla Lombardia e potrebbe portare, questa volta, all'abbassamento del livello del lago d'Idro.

 

In questi giorni allarmi sono arrivati da ormai tutte le categorie, da Confagricoltura che ha parlato di un “quadro che si fa sempre più allarmante se si osservano i fabbisogni idrici” ma anche Coldiretti che ha realizzato la “mappa della sete da Nord a Sud del Paese” mostrando una situazione critica in molte aree.

 

Con le immagini del Po in secca il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha spiegato di essere deciso a chiedere lo stato d’emergenza per la siccità che sta interessando il territorio. Una simile richiesta era stata fatta il mese scorso anche dalla regione Veneto senza però avere poi l'ok da parte del Governo. (QUI L'ARTICOLO)

 

Per quanto riguarda la Lombardia, nel 2021 la Giunta provinciale di Trento ha approvato lo schema di accordo con la Regione guidata da Fontana e Hydro Dolomiti energia Srl (Hde) per l'erogazione, con lo sfruttamento del lago d'Idro, di volumi idrici aggiuntivi alla Lombardia, nelle stagioni estive 2021-23. L'accordo era stato predisposto dall'Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia  per venire incontro alle esigenze espresse dalla stessa Lombardia in termini di approvvigionamento idrico a fini irrigui.

 

Oggi che la siccità sta diventando un'emergenza sono molti gli occhi puntati sul Trentino dove però le disponibilità idriche non fanno certo dormire sonni tranquilli. Lo conferma Diego Coller presidente di Confagricoltura che a il Dolomiti parla di “ situazione preoccupate”. “Da noi per quanto riguarda la viticoltura e la frutticoltura la situazione di siccità è mitigata un po' dai temporali che abbiamo avuto ma stiamo registrando carenze a livello di acqua in generale. Il comparto ittico, per esempio, sta soffrendo tantissimo”.

 

Difficile quindi pensare che il Trentino possa risolvere il problemi di siccità che arrivano dal Veneto o dalla Lombardia e lo dice in maniera chiara anche l'assessore provinciale Mario Tonina che sta seguendo la situazione. “Davanti a noi ci potrebbero essere davvero mesi difficili se non arriva un po' di pioggia” dice a il Dolomiti. “Se dovessero riconoscere lo stato di emergenza alla Lombardia o al Veneto non è che noi risolviamo i problemi. Se ci costringessero a cedere acqua lo potremmo fare solo per un breve periodo perché ci troveremmo poi in difficoltà noi che dobbiamo garantire la potabile e anche l'irrigazione per l'agricoltura”.

 

In Trentino da anni si sta investendo per progetti di riqualificazione dei sistemi di irrigazione e parte delle risorse che arriveranno dal Pnrr, ha spiegato l'assessore Tonina, andranno anche verso quella direzione. Cosa che invece nella pianura Padana sembra non essere stata fatta. “A me dispiace dirlo ma ci stanno chiedendo da anni l'acqua e utilizzano ancora un sistema di irrigazione per scorrimento che non va bene. La Lombardia la chiede attraverso il lago d'Idro e il Veneto attraverso l'Adige. Ma è bene chiarire che se chiedono e ottengono lo stato di calamità non saremo noi a risolvere tutti i problemi”.

 

Tra l'altro l'abbassamento del livello dei laghi o altri interventi devono fare i conti con l'impatto che si avrebbe sull'ecosistema. “L'abbassamento dei laghi è una delle ultime scelte, di certo non possiamo arrivare allo svuotamento del lago d'Idro” continua Tonina. Intanto nel settore zootecnico a quello ittico le situazioni critiche sono molte. La mancanza di acqua va a sommarsi all'aumento dei costi dell'energia e dei prodotti usati. “Manca l'acqua e per salvare i pesci – spiega Tonina - le aziende devono usare gli ossigenatori e i costi salgono assieme a quelle delle materie prime”.

 

Qualche tempo fa la Pat ha mandato una lettera a tutti i comuni invitando i sindaci a fare molta attenzione sull'uso delle risorse idriche e un ulteriore invito potrebbe arrivare nelle prossime settimane. “Le sorgenti non sono state adeguatamente alimentate. La speranza è che l'acqua che non è arrivata negli ultimi 7 – 8 mesi possa almeno in parte arrivare nelle prossime settimane. Se non fosse così sarà un'estate molto, molto difficile” ha concluso l'assessore Mario Tonina.

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